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Ghiotto: “A dicembre 2019 vicinissimo alla Formula 1, ma non avevo i soldi necessari”

In esclusiva per FuoriTraiettoria, Luca Ghiotto ha raccontato dei contatti avuti con le varie scuderie di Formula 1. Partendo dalla prima chiamata ricevuta da Helmut Marko e passando per i test con Williams, per la prima volta il pilota vicentino ha rivelato di aver quasi chiuso un’ulteriore trattativa lo scorso Dicembre, poi saltata per motivi…

22 Settembre 2020
3 min read

In esclusiva per FuoriTraiettoria, Luca Ghiotto ha raccontato dei contatti avuti con le varie scuderie di Formula 1. Partendo dalla prima chiamata ricevuta da Helmut Marko e passando per i test con Williams, per la prima volta il pilota vicentino ha rivelato di aver quasi chiuso un’ulteriore trattativa lo scorso Dicembre, poi saltata per motivi economici. Ma la F1 ancora non è un capitolo chiuso per lui, e la nuova collaborazione con Erreà fa ben sperare.

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La Formula 1 è il sogno di qualsiasi ragazzino che comincia a correre sui kart. Ma nel Circus i posti disponibili sono appena 20 e, oltre al talento, per accedervi servono molti soldi. Che siano della famiglia, degli sponsor o dell’Academy di cui si fa eventualmente parte, qualcuno deve sempre sacrificare grosse cifre sull’altare del motorsport.
Ne sa qualcosa Luca Ghiotto, Pescatore DOC, che negli ultimi anni si è più volte seduto al tavolo delle trattative con vari team di Formula 1. Non avendo mai avuto alle proprie spalle il supporto economico necessario, tuttavia, ad oggi ogni contatto si è trasformato in un ‘nulla di fatto’.
Luca ce ne ha ampiamente parlato nel corso della lunga intervista che abbiamo raccolto. Sebbene adesso sia pilota ufficiale GT con l’Aston Martin di R-Motorsport, il Vicentino non ha abbandonato il sogno del Circus.

Il primo contatto con il mondo della Formula 1, Luca l’ha avuto tramite le famigerate telefonate di Helmut Marko, storico talent scout di Red Bull.
Ricordo la prima volta che mi ha chiamato, era il 2015, correvo in GP3 ed ero al terzo weekend, quello di Silverstone”, esordisce Ghiotto.
“Ero in hotel e mi chiama un numero con il prefisso inglese. Dato che correvo con Trident, squadra italiana, non poteva essere un membro del team. Rispondo e sento qualcuno che mi chiede se sono Luca Ghiotto, con accento un po’… ‘TETESK’. Mi ha detto di essere Helmut Marko e che voleva parlarmi quel pomeriggio. Da lì è nata una serie di incontri che purtroppo non ha portato a niente: un po’ di chiacchiere, qualche Red Bull offerta in hospitality –che quella non guasta mai-, ma nulla di più.”

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Dovranno passare altri due anni prima che Luca abbia un secondo ‘incontro ravvicinato’: “Dopo Budapest 2017, racconta Luca riferendosi alla giornata trascorsa al volante della Williams per i test in-season di Formula 1, “il team era molto soddisfatto del mio lavoro. Due settimane dopo mi hanno quindi convocato nella loro sede di Grove per una sessione al simulatore. Volevano fare delle prove back-to-back comparando reale e virtuale. Alla fine di tutto mi avevano offerto un ruolo da terzo pilota ad un buon prezzo. Il problema è che c’era comunque quel prezzo da pagare. Da quella volta si è praticamente chiuso anche il capitolo Williams“.

Ma i contatti con il Circus non finirono quel giorno. Anzi, ci ha rivelato in esclusiva Ghiotto, l’ultima trattativa risale appena allo scorso inverno. E, ad oggi, a detta di Luca è stata la volta in cui si è trovato più vicino a diventare un pilota di Formula 1.
Ho avuto contatti con altre squadre alla fine dell’anno scorso, soprattutto a Dicembre. Non posso rivelare con chi, ma diciamo che sono arrivato molto vicino ad avere un posto da titolare per quest’anno, se solo avessi trovato uno sponsor disposto a mettere un po’ di soldi. Per un attimo c’ho creduto, perché rispetto ai prezzi che propongono di solito questo era veramente ‘regalato’, ma per me era comunque troppo. Purtroppo, essendo Dicembre, la deadline era già molto ristretta e non è facile trovare qualcuno che ti dia centinaia di migliaia o anche milioni di euro.”

Sicuramente, chiarisce Luca, la Formula 1 per lui non è ancora un capitolo chiuso: finché ci sarà uno spiraglio per ambire alla massima serie lui continuerà a crederci. Intanto, è notizia di due settimane fa, il celebre marchio di abbigliamento sportivo Erreà ha scelto Ghiotto come proprio brand ambassador, riuscendo magari ad aprire qualche porta. E tutti noi di FuoriTraiettoria, nel ringraziarlo per l’intervista, non possiamo che augurargli di trovare altri sponsor disposti a supportarlo in questa impresa.

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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