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McLaren MCL60, l’arma del riscatto è un ibrido tra Red Bull e Ferrari

Tra i tanti team alla ricerca del riscatto c’è McLaren, che ha presentato la propria MCL60. Vediamo le novità della monoposto di Norris e Piastri

13 Febbraio 2023
3 min read

Tra i tanti team alla ricerca del riscatto c’è McLaren, che ha presentato la propria MCL60. Vediamo le novità della monoposto di Norris e Piastri

Un’evoluzione molto interessante quella portata da McLaren, che cambia tendenza persino nel nome: si celebrano i 60 anni della scuderia.

Zona anteriore

Non staremo sicuramente qui a porre un’attenzione eccessiva sulle ali, tra le componenti più modificabili da qui ai test di lunedì prossimo, ma la MCL60 si presenta con soluzioni molto interessanti.

Photo by: McLaren

La prima cosa che salta all’occhio è il triangolo superiore della sospensione, disassato verso l’alto, che si attacca al telaio con una curva curiosa, dettaglio però presente solo sul rendering. L’ala anteriore pare di filosofia maggiormente “center loaded”, ovvero con i profili dalla corda ampia anche verso il centro. I tecnici diretti da James Key cercano più efficienza aerodinamica diminuendo il drag, uno dei problemi principali della precedente MCL36. La sospensione resta di tipo pull-rod senza nessuno spostamento longitudinale degli wishbones e il musetto resta tale senza particolari stravolgimenti.

Photo by: McLaren

Corpo vettura

Le novità più grandi di questa MCL60 stanno nelle fiancate; McLaren ha adottato una soluzione molto interessante che prende ispirazione contemporaneamente sia dalla filosofia Red Bull che da Ferrari: la parte superiore scavata attua a rafforzare il tanto ricercato downwash, le fiancate allargate per contrastare il tyre wake (la scia aerodinamica causata dalle ruote anteriori).

Senza bargeboards le monoposto 2022 faticano più dele precedenti ad allontanare dalla zona posteriore la scia degli pneumatici anteriori

La parte laterale delle fiancate ha una nervatura verso la metà, che richiama molto quella adottata da Red Bull prima e Aston Martin poi, per fornire un’invito al flusso d’aria a dirigersi nella zona più bassa.

Sopra la MCL36, sotto la MCL60. Photo by: McLaren

Il fondo presenta la paratia esterna degli ingressi dei canali più allungata, simile al concetto portato dalla squadra campione del mondo nella scorsa stagione. Questo favorisce sempre l’ingresso di aria meno turbolenta, andando a separare la scia sporca retrostante la ruota anteriore. L’abitacolo rimane nella stessa posizione, costeggiato dagli inlet delle pance che si presentano molto elaborati, con l’ingresso a “vassoio” a rincorrere un concetto portato ad esempio dalla RB18 verso alcune altre nuove vetture del 2023 viste fin ora, Haas compresa.

Il “taglio” in pieno stile Red Bull. Photo by: McLaren

Zona posteriore

Le sospensioni posteriori sono rimaste invariate almeno nel modello della presentazione, al di sopra i due “cannoni” di raffreddamento che sono rimasti immutati nella dimensione rispetto alla scorsa stagione, quando McLaren era uno dei team con gli sfoghi maggiori.

Il confronto tra l’ultima spec della MCL36 e la nuova MCL60. Photo by: McLaren

Il fondo è un adattamento non definitivo della versione 2022, con i classici outlets laterali tipici di McLaren. Non visibile invece il diffusore e la beam wing, oscurati per evidenti motivi.

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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