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F1, telemetria qualifiche GP Giappone: dove Verstappen ha fatto la differenza

Dov’è che Verstappen ha fatto la differenza sugli avversari? Scopriamolo con l’analisi della telemetria delle qualifiche del GP del Giappone

6 Aprile 2024
6 min read
analisi telemetria qualifiche giappone

Si sono chiuse con la pole position firmata da Max Verstappen le qualifiche del GP del Giappone, quarto appuntamento della stagione 2024 di Formula 1. L’olandese, chiamato a riscattarsi dopo lo 0 incamerato a Melbourne, ha aperto una prima fila tutta Red Bull chiudendo davanti al compagno di squadra Sergio Perez e alla McLaren di Lando Norris. Dove è riuscito a fare la differenza il Campione del Mondo? E dove hanno invece faticato i suoi avversarsi, Scuderia Ferrari in primis? Proviamo a capirlo insieme con l’analisi della telemetria delle qualifiche del GP del Giappone.

analisi telemetria qualifiche giappone
© Mark Thompson / Getty Images

Il limite in qualifica, per la quarta volta consecutiva quest’anno, lo ha imposto Max Verstappen. Anche a Suzuka l’olandese si è confermato l’assoluto dominatore del sabato in questo inizio di stagione, fermando il cronometro sull’1’28”197 e rintuzzando così tutti gli attacchi dei suoi inseguitori. L’unico pilota in grado di avvicinarsi al crono del #1 è stato il suo compagno di squadra Sergio Perez, che dalla vetta ha pagato 66 millesimi di ritardo, mentre Lando Norris ha vestito i panni di “primo degli altri” chiudendo al 3° posto in 1’28”489 e accusando così un gap di quasi tre decimi dal crono di Verstappen. Alle spalle del #4 ha chiuso Carlos Sainz, buon 4° a 485 millesimi dalla pole e per soli 4 millesimi in grado di strappare la seconda fila dalle mani di Fernando Alonso, mentre Charles Leclerc si è dovuto accontentare dell’8ª posizione ritrovandosi a pagare un ritardo di quasi sei decimi dal tempo dell’olandese della Red Bull. Andiamo quindi a scoprire dove quest’ultimo – che pure nel team radio dopo le qualifiche ha lasciato intendere di non avere fatto un giro perfetto – sia riuscito a fare selezione sui suoi colleghi.

analisi telemetria qualifiche giappone
© F1 Tempo

Confrontando innanzitutto la telemetria di Max Verstappen e Sergio Perez, emerge come il messicano in quel di Suzuka abbia messo a segno un ottimo giro. Il #11, che fino a Curva 4 era in possesso della pole position virtuale per una manciata di millesimi, ha iniziato a soffrire il confronto con il #1 a partire da Curva 7, quella che Verstappen ha affrontato mediamente con 2 km/h di velocità in più rispetto a lui. Una sbavatura il messicano l’ha commessa però in ingresso di Curva 9: Perez si è inserito infatti con 38 km/h di margine nei confronti di Verstappen, ma una simile differenza di velocità in ingresso lo ha penalizzato non poco in uscita. Il messicano, che nel breve allungo che porta al tornantino aveva accumulato infatti 220 millesimi di ritardo, grazie a una migliore accelerazione fuori da Curva 11 è però comunque riuscito ad accorciare nei confronti di Verstappen sia in ingresso che in uscita dalla Spoon. In quel tratto di pista Perez si è rifatto pericolosamente sotto, arrivando alla staccata di Curva 16 con appena 10 millesimi di gap, ma è proprio tra i cordoli della chicane Casio che Verstappen ha trovato il margine per conquistare la pole del GP del Giappone: portando infatti molta più velocità rispetto a Perez nel destra-sinistra, l’olandese ha guadagnato quasi tre decimi nel cambio di direzione riuscendo così a costruirsi un vantaggio che ha poi potuto… “amministrare” dopo essere uscito peggio del compagno di squadra e avere quindi patito nel breve allungo fino al traguardo.

analisi telemetria qualifiche giappone
© F1 Tempo

Sono stati invece il secondo e il terzo settore a frustrare le speranze di pole position – e di prima fila – di Lando Norris. Il #4 della McLaren, che fino all’uscita di Curva 6 aveva 38 millesimi di margine su Max Verstappen, ha infatti visto crescere inesorabilmente il proprio distacco a partire da Curva 7. L’olandese in quel frangente si è portato in vantaggio di 124 millesimi grazie alla sola percorrenza di Curva 8, dove con la sua Red Bull è transitato con ben 17 km/h di velocità in più rispetto a Norris senza per questo perdere terreno in uscita. Il #4 ha ricucito lievemente in uscita del tornantino, lì dove probabilmente Verstappen non è stato perfetto anche alla luce del confronto con Perez, ritrovandosi nonostante ciò ad affrontare tutto l’allungo fino alla Spoon con in media 1 km/h di velocità in meno rispetto all’olandese. Una situazione simile si è verificata anche dopo la famosa curva “del cucchiaio”, dalla quale – esattamente come al tornantino – Verstappen non è uscito in modo perfetto: l’inglese esce meglio del #1, ma ciononostante non è riuscito a guadagnare nei suoi confronti per via del delta di velocità che la sua McLaren (mediamente più carica a livello aerodinamico rispetto alle sue dirette concorrenti) paga in rettilineo. In linea con Verstappen è stata infine la parte conclusiva del giro, con il #4 che ha mantenuto in modo costante un ritardo di poco inferiore ai tre decimi nei confronti dell’olandese.

analisi telemetria qualifiche giappone
© F1 Tempo

A differenza di Perez e Norris, Carlos Sainz non ha avuto tra le mani la pole position virtuale del GP del Giappone neppure per un istante. In delle qualifiche rivelatesi forse più difficili del previsto per la Scuderia Ferrari, il #55 ha visto infatti aumentare inesorabilmente il proprio ritardo da Verstappen sin dal primo settore. Lo spagnolo, complessivamente più lento del #1, del #11 e del #4 già nell’ormai famigerato “Snake” di Suzuka, a differenza di Norris non ha pagato un enorme differenza di velocità in Curva 8 (dove è infatti stato solo 5 km/h più lento di Verstappen) ma non è neppure riuscito a recuperare terreno al tornantino. È anzi proprio in questa curva che Sainz ha visto aumentare il proprio ritardo dai primi tre, con i 476 millesimi di ritardo dalla pole accumulati fino a quel momento che sono poi diventati 297 fuori dalla Spoon solo grazie alle due uscite non perfette di Max Verstappen. Il #55, come Perez ma non come Norris, ha poi accumulato però quasi 4 decimi nella percorrenza della chicane Casio: lì il #1 ha portato a 693 millesimi il proprio vantaggio sullo spagnolo che però, uscendo meglio da Curva 17, è riuscito a riguadagnare un po’ di terreno su Verstappen.

analisi telemetria qualifiche giappone
© F1 Tempo

È interessante inoltre notare come Sainz, rispetto all’olandese, nello “Snake” sia costretto non solo a parzializzare maggiormente il gas ma addirittura a frenare tra Curva 3 e Curva 4.

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© F1 Tempo

Sempre in ritardo nei confronti di Max Verstappen è stato infine anche Charles Leclerc, il grande deluso al termine delle qualifiche del GP del Giappone. Il monegasco, che nel decisivo Q3 ha effettuato un solo tentativo dopo essere stato costretto a utilizzare due treni di Soft per scampare alla tagliola del Q2, così come accaduto al suo compagno di squadra non è mai riuscito a mettere le proprie ruote a quelle di Max Verstappen. Le difficoltà per il #16 iniziano sin dalle prime curve: se il #1 – come scritto poco più sopra – non ha mai utilizzato il freno nello “Snake” limitandosi a parzializzare il gas, Leclerc lì è costretto a frenare non una ma due volte accumulando così 282 millesimi di svantaggio.

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© F1 Tempo

La situazione è peggiorata in Curva 7, quella che il monegasco ha affrontato in media con circa 6 km/h in meno rispetto a Verstappen, e nonostante il suo tentativo di portare molta velocità in Curva 9 – dove è arrivato addirittura con 40 km/h in più rispetto al #1 – il monegasco non è riuscito ad avvicinarsi all’olandese. Come poi è accaduto a Perez, infatti, l’ingresso in Curva 9 a velocità elevata ha presentato il proprio conto in tutto l’allungo che conduce fino al Tornantino, dove il #16 è infatti arrivato con 428 millesimi di ritardo rispetto al tempo della pole. Pur avendo interpretato la Spoon in modi molto diversi il distacco tra Leclerc e Verstappen è rimasto pressoché invariato fino alla chicane Casio dove però, esattamente come accaduto a Perez e Sainz, anche il monegasco ha perso ulteriore terreno nei confronti dell’olandese: nel destra-sinistra il #16 ha infatti accumulato oltre due decimi di ritardo, non riuscendo a ricucire il gap neppure in uscita di curva data un’accelerazione simile a quella del poleman.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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