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F1 2020, analisi tecnica: quali novità ci sono nelle nuove monoposto del Circus?

Nel corso del tempo ha assunto quasi un significato sacrale, la presentazione delle varie monoposto di F1 che nel mese di febbraio si svelano prima di prender parte ai test pre-stagionali di Barcellona. Il mondo degli appassionati, non appena una vettura del Circus si mostra al mondo, freme per vederla più da vicino nella speranza…

7 Febbraio 2020
6 min read
McLaren MCL35

Nel corso del tempo ha assunto quasi un significato sacrale, la presentazione delle varie monoposto di F1 che nel mese di febbraio si svelano prima di prender parte ai test pre-stagionali di Barcellona. Il mondo degli appassionati, non appena una vettura del Circus si mostra al mondo, freme per vederla più da vicino nella speranza di scoprire un particolare, un dettaglio, un aspetto tecnico che possa far capire la strada imboccata dal team.

Con il passare degli anni, tuttavia, la possibilità di presentare la propria vettura tramite dei rendering 3D realizzati al computer ha reso estremamente più difficile questa tipologia di analisi, tuttora possibile quando si è alle prese con un team che procede ad un unveiling fisico della propria monoposto ma appunto più complesso quando una scuderia oscura ad arte – e tramite Photoshop – parti “sensibili” della sua arma per la prossima stagione. Ciononostante (e seppure in modi differenti) una valutazione nel dettaglio di quello che di primo acchito si può capire dalle foto delle varie auto di F1 è, in fondo, sempre possibile. Andiamo quindi a vedere, una per una e man mano che vengono presentate, quali sono le principali novità delle monoposto che parteciperanno alla stagione 2020 del Circus.



Analisi tecnica Haas VF-20

La Haas ha colto tutti di sorpresa presentando quella che sarà la livrea della nuova VF-20. Nel rendering pubblicato dalla casa a stelle e strisce però (photogallery completa qui), vi sono alcuni interessanti particolari che potrebbero caratterizzare la vettura che vedremo ufficialmente nel primo giorno di test a Barcellona.

Haas VF-20
© Haas F1 Team

La prima novità che scorgiamo senza soffermarci particolarmente sui dettagli è il nuovo air-scope di forma triangolare, di chiara ispirazione Ferrari SF90.

Air scope completamente rivisto
Air scope completamente rivisto

Si è mantenuto un musetto ad aperture laterali, ma è comparso uno dei dettagli che ha reso vincente la Ferrari nella seconda parte della stagione scorsa (trovate l’approfondimento qui), ovvero il piano alare subito dopo il musetto.

Il piano alare di scuola Ferrari

Questa filosofia consente di recuperare un po’ di carico aerodinamico perso nella zona anteriore con l’outwash, e di indirizzare meglio i flussi nella zona deli bargeboard e delle sciabole a metà vettura.Proprio queste ultime, sono state un altro dettaglio visibile nel rendering: i tecnici Dallara si sono infatti uniformati alla scuola Mercedes seguita poi dalla maggior parte dei team.

Sciabole visibili a lato vettura
Sciabole visibili a lato vettura

La Haas ha fatto sapere di aver trovato il bandolo della matassa nella questione della correlazione dei dati tra galleria/CFD e pista, problema che ha oscurato notevolmente il potenziale della VF-19 nella scorsa stagione. Assieme a questo problema, la VF-19 ha avuto un altro difetto congenito che ha affetto molte altre scuderie, ovvero mantenere le gomme anteriori nel range di temperatura ottimale per garantire il massimo del grip che le coperture Pirelli possono offrire. Essendo la Haas realizzata in stretta collaborazione con i tecnici Ferrari, ha sofferto dello stesso problema della vettura sviluppata dalla casa del cavallino, ma a Maranello – come in Haas – hanno ritenuto complicato adottare in corsa sulla vettura un sistema di sospensioni che ha permesso a molti team di risolvere i loro problemi in quest’ambito: il POU (Pushrod On Upright)

Il POU è un sistema di scuola Mercedes, utilizzato per ridurre il sottosterzo alle basse velocità, (cronico problema Ferrari e Haas) caratterizzato da un visibile rigonfiamento sulla barra che collega il terzo elemento della sospensione alla ruota (quella disposta più in diagonale per intenderci), sistema su cui faremo un articolo più approfondito più avanti.

Sul rendering Haas vediamo appunto questo sistema: è un segno di ciò che vedremo sulla nuova Ferrari? Probabile.

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POU (Pushrod On Upright) presente nel rendering 2020 della Haas

Sui sostegni dell’ala posteriore si possono trovare delle aperture di diversa forma, che sono passate da verticali ad una forma più ricurva, ad “S”. Sul fondo possiamo scorgere dei deviatori di flusso verticali, sempre di derivazione Ferrari, ed è rimasta una sola l’uscita di sfogo della valvola wastegate sotto il tubo di scarico.

Un'immagine dello specchietto totalmente rivisto
Un’immagine dello specchietto totalmente rivisto

Altra novità sono specchietti ed ala anteriore. I primi sono derivati dal design Mercedes, con un “cappello” superiore utile a raddrizzare il flusso d’aria in quella zona – si sa, gli specchietti sono sempre stati un elemento di disturbo per qualunque aerodinamico, e la nuova scuola punta a sfruttarli positivamente – mentre l’ala presenta una filosofia outwash a 5 piani accentuata, area dove l’anno scorso la monoposto si differenziava particolarmente da Ferrari.

Ala anteriore tratta dal rendering
Ala anteriore tratta dal rendering

Come specificato in precedenza, questo è solamente un rendering vagamente rappresentante la VF-20 con cui Haas competerà nella stagione a venire. Siamo pertanto fermamente convinti che la monoposto che vedremo in pista a Barcellona, specialmente nella seconda sessione di test, sarà molto più completa di quella analizzata ora, e che in questo caso Haas abbia principalmente voluto svelare la livrea e non qualcosa di significativo a livello tecnico. Depongono in questo senso, dopotutto, anche le dichiarazioni di Romain Grosjean, secondo il quale Non abbiamo fatto una vera presentazione, ma solo un lancio della livrea. Ci concentreremo sulle cose essenziali con l’intenzione di sfruttare la nuova auto il più rapidamente possibile”.


Analisi tecnica McLaren MCL35

Pochi concetti ma buoni anche per la MCL35, anch’essa presentata tramite un rendering comunque poco indicativo. Ciò che possiamo vedere al momento sono piccoli cambiamenti effettuati su una base già buona, ovvero quella della MCL34.

2020 MCL35 Lando Norris_3QUnbranded

La prima cosa che si nota nel muso è che la concezione è più o meno la stessa, ma si sono aggiunte delle branchie ai lati ed è sparito il “cape” ai lati della punta centrale.

Si è andati a “smagrire” anche la parte di carrozzeria nella zona dove appare il numero di gara, ricordando il disegno che avevano le monoposto di inizio decennio in quella zona.

Il “mantello” ai lati del muso questa volta si attacca direttamente ai piloni dell’ala anteriore, che vanno quindi ad allargarsi. Le aperture delle pance sono state ristrette, mantenendo un disegno simile all’anno passato con il flusso utile allo scambio termico che passa al di sopra del cono anti intrusione che da norma di regolamento dev’essere posto al di sopra di una posizione.
Nuovi bargeboard, ma saranno – come in ogni vettura – uno degli elementi più toccati dallo sviluppo che vedremo durante l’anno, specialmente tra la presentazione e le varie sessioni di test, essendo una zona molto delicata per lo studio dei vortici a cui non sempre basta la sperimentazione digitale e in galleria del vento per essere sviluppata al meglio.

Nell’airscope ora vi sono 4 canalizzazioni differenti invece delle tre classiche utilizzate solitamente dai motorizzati Renault, Honda e Mercedes. L’airscope è molto largo, forse a compensare la ristrettezza delle aperture nelle pance. Il pivot sulla sospensione anteriore è rimasto, come il POU.

Si vede una particolare azione di sviluppo anche nella zona del T-Tray, ma anche qui non siamo sicuri possa essere una soluzione definitiva per le giornate in pista.

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Vedremo se la prima vettura il cui sviluppo è stato guidato dall’ex tecnico di Faenza James Key riuscirà a migliorare i già soddisfacenti risultati della McLaren dello scorso anno, alzando ancor di più l’asticella.

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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