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F1 eSports Series 2018, Day 1: viviamo l’ambiente in prima persona!

Eeeeeee ciao a tutti da Sutil69FU e beeenve…ehm no, forse non è proprio questo il modo migliore di presentarsi. Cerco di provare in altro modo. Salve a tutti, mi chiamo Amos Laurito e sono un altro ragazzo innamorato alla follia dei motori. Sono la mia vita, tutto qui. Vorrei farmi conoscere da subito con il…

4 Luglio 2018
4 min read

Eeeeeee ciao a tutti da Sutil69FU e beeenve…ehm no, forse non è proprio questo il modo migliore di presentarsi. Cerco di provare in altro modo. Salve a tutti, mi chiamo Amos Laurito e sono un altro ragazzo innamorato alla follia dei motori. Sono la mia vita, tutto qui. Vorrei farmi conoscere da subito con il “botto”, documentandovi giorno per giorno la mia personalissima esperienza nella seconda stagione eSports della F1. E’ la seconda volta che mi capita di farne parte, ma questa volta è diverso. Questa volta c’è in palio un sogno: diventare un pilota – virtuale – ufficiale di un team di Formula 1.

Foto_Amos2

Milton Keynes, 3 luglio 2018. Ha inizio la seconda semifinale del giovane campionato eSport sulle quattro ruote più veloci del mondo.

E’ tutto pagato: viaggio in aereo, hotel, pranzo, colazione, magliette e cappellini personalizzati con il nostro nome e nazionalità e persino una “bustarella” poco sospetta, con all’interno 110 sterline da far durare una settimana. Più di così non saprei cosa chiedere. La fortuna, però, è che per avere dell’altro non serve che io chieda. Oltre a tutto quello che vi ho elencato poco più sopra, infatti, ciascuno di noi avrà anche dei Pass per assistere alle qualifiche e alla gara di Silverstone questo fine settimana. E’ inutile dire che siamo rimasti tutti letteralmente senza parole, ma credo sia meglio andare per gradi.

Per questo primo giorno avevo settato la sveglia alle 3 di mattina – certo è che se fossi riuscito a prendere sonno magari la sveglia avrebbe potuto essere di qualche utilità -, in modo tale da raggiungere l’aeroporto di Malpensa e fare tutto con discreta calma. Con i miei insoliti gusti in fatto di cuffie, scarpe e pantaloncini estivi salgo sull’aereo, che decolla alle 08:10 ed atterra alle 09:10 in quel di Londra. Aspetto con ansia il bagaglio e mi dirigo verso l’uscita, pronto per farmi notare da chi ha il cartello “F1 eSports Drivers”. Peccato che una volta fuori non veda nessuno, se non un gruppetto di ragazzi un po’ disorientati. Mi avvicino e chiedo, in modo molto British: “F1 eSports, I can see in your eyes, right?”. Scoppiamo tutti a ridere per stemperare la tensione e rompere il ghiaccio, e direi che non la mia avventura non avrebbe potuto iniziare meglio.

Amos_Foto3

Altra ora di trasloco da Londra a Milton Keynes e ci siamo per davvero: sono in hotel, precisamente nel “Premier Inn”, 3 stelle e tanta simpatia. Conosco nuove e vecchie facce, come quelle della scorsa semifinale eSports, e da quel momento in avanti – dopo essersi presentati con i nuovi partecipanti, perché qui le cose formali è meglio farle in anticipo – non si fa altro che parlare di posti disponibili e non tra i vari team che hanno deciso di farci vivere questa avventura.

Guardo l’orologio ed è già ora di pranzo. Cosa ci sarà di buono qui vicino? C’è una vasta scelta a dire il vero, ma il concetto di “sano” e quello di “pilota virtuale” non possono viaggiare assieme (soprattutto quando si è in Inghilterra e si è italiani, diciamocela tutta). Tra KFC, Subway, McDonand’s e Nando’s (che, strano a dirsi, non è una catena di Alonso) sono in crisi su cosa scegliere. Opto per il KFC ed il famoso Burrito, giusto per mantenermi leggero. A pranzo sono con un altro ragazzo – ci eravamo già divisi in piccoli team -, e la pausa la trascorriamo parlando delle nostre competizioni nel mondo virtuale. Non appena torniamo in hotel, invece, iniziamo a considerare quali squadre abbiano già selezionato i propri piloti in anticipo e quali no.

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Giusto, perché ve l’ho semplicemente accennato: uno dei grandi premi in questa seconda stagione degli eSports, infatti, è quello di poter firmare un vero contratto con un team ufficiale di Formula 1 – eccetto la Ferrari, che ha deciso di non aderire al progetto – e vivere il sogno nella maniera più reale possibile, viaggiando come pilota assieme alla squadra che ti avrà scelto nel Pro Draft. Pro Draft che altro non è se non l’evento in cui verranno effettuate le scelte, tutte prese a partire dalle ore 20:00 (italiane) del 9 luglio. In più, come se questo non fosse già abbastanza, il montepremi complessivo della finale ammonta a 200.000 $. Una bella cifra, ma dal mio punto di vista sembra quasi nulla se confrontata con la possibilità di firmare un contratto e vestire i panni di pilota virtuale per una vera scuderia di Formula 1. 

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E’ sera. Sono stanco perché non dormo dal giorno prima, sono abbastanza tranquillo pur avendo saputo scelte di alcuni team che lasciano un pochino l’amaro in bocca, ma rimango convinto di me stesso e soprattutto del panino mangiato per cena al Subway. Torno nella mia stanza e passo una serena nottata assieme a tutti e gli altri 4 italiani che come me stanno vivendo questo sogno in carne ed ossa: Gianfranco Giglioli, Pino Macrì, David Tonizza e Rosario Sinacori.

Sono stanco, mi dico di nuovo mentre scatto questo selfie per il mio primo articolo su Fuoritraiettoria, e chiudo il Day 1 addormentandomi praticamente all’istante. Prima, però, ho il tempo di esprimere un desiderio: quello di rimanere me stesso sin dalle prime interviste che inizieranno nel corso del Day 2. L’obiettivo, in questi eSports, sarà andare il più veloce possibile senza diventare qualcun altro.

Da Milton Keynes è tutto, per quella che è stata una prima giornata interlocutoria. E’ dal secondo giorno che le cose inizieranno a farsi parecchio più interessanti…

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Redazione

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