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F1, GP del Canada: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

Pole Position siglata, gara dominata, 50^ vittoria in carriera conquistata, leadership del Campionato riottenuta: non credo ci siano molti dubbi su chi, tra i cordoli del “Gilles Villeneuve” di Montreal, sia stato il pilota migliore, vero? Se Sebastian Vettel è decollato alla volta del Paul Ricard dopo aver disputato un weekend di gara praticamente perfetto,…

13 Giugno 2018
6 min read

Pole Position siglata, gara dominata, 50^ vittoria in carriera conquistata, leadership del Campionato riottenuta: non credo ci siano molti dubbi su chi, tra i cordoli del “Gilles Villeneuve” di Montreal, sia stato il pilota migliore, vero? Se Sebastian Vettel è decollato alla volta del Paul Ricard dopo aver disputato un weekend di gara praticamente perfetto, c’è qualcuno che dal Canada non è ripartito a cuore del tutto leggero…

© Scuderia Ferrari Press
© Scuderia Ferrari Press

SEBASTIAN VETTEL – 10. Monumentale in qualifica, impeccabile in gara: dal momento in cui il cronometro inizia a contare davvero, semplicemente, non sbaglia più nulla. Dopo il weekend di Monaco era chiamato a dare un segnale in ottica Mondiale su un asfalto che in tempi recenti ha quasi sempre esaltato Hamilton e praticamente mai la Ferrari, ed il tedesco quel segnale l’ha mandato forte e chiaro, dominando il GP e riportandosi persino in vetta nella Classifica Piloti. E dire che il suo weekend era iniziato con un venerdì preoccupante…

VALTTERI BOTTAS – 9. Quello del #77 è un weekend decisamente positivo: veloce in prova ed efficace in gara, ha la sfortuna di trovarsi di fronte un Sebastian Vettel in forma smagliante. L’unica sbavatura che commette è quel lungo in Curva 1 che gli fa perdere secondi preziosi mentre cercava di mettere pressione al #5 della Ferrari, ma è davvero troppo poco per offuscare il modo inequivocabile con cui il finlandese, su una delle piste preferite dal #44, sia riuscito ad aver ragione di Lewis Hamilton nel confronto intestino in Casa Mercedes.

MAX VERSTAPPEN – 8,5. Che l’infinito numero di critiche ricevute gli abbia fatto bene? In un circuito dai muretti tremendamente vicini alla pista, il giovane olandese finalmente non sbaglia nulla, mettendosi in mostra sin dal venerdì e riuscendo non solo a battere Ricciardo ma anche ad impensierire Mercedes e Ferrari. Finalmente cauto in Curva 1, corre bene anche in gara e per poco non gli riesce il colpaccio su Bottas nonostante l’ancora insufficiente supporto fornito alla sua RB14 dalla PU Renault.

DANIEL RICCIARDO – 7.5. Rispetto al weekend monegasco l’australiano è parso quasi l’ombra di se stesso, ma rimane il dubbio che sulle sue prestazioni – inferiori a quelle di Verstappen per tutto il weekend – possa aver influito quell’MGU-K riparato, sostituito e poi nuovamente riparato che in Red Bull hanno deciso di non cambiare a bordo della RB14 #3. Si toglie comunque lo sfizio di mettersi dietro una Mercedes ed una Ferrari, ma a fine gara non è contento come suo solito: lottare con le armi – probabilmente – spuntate non deve avergli fatto troppo piacere.

LEWIS HAMILTON – 5. In Canada, da sempre terra di conquista tra le preferite del #44, ci si attendeva una grande prestazione. E invece l’inglese, a sorpresa, si esibisce in una prova sottotono: alle spalle di Bottas in qualifica, in gara non riesce ad essere incisivo in nessuna fase e (forse anche a causa di una strategia non proprio ottimale) subisce anche il sorpasso ai Box da parte di Ricciardo. E’ vero, lamenta una mancanza di potenza da parte della sua PU – giunta a Montreal ancora nella sua prima specifica -, ma il motore di Bottas era nelle stesse identiche condizioni. Anzi, volendo essere precisi il propulsore del finlandese aveva 200 km in più sul groppone…

KIMI RAIKKONEN – 4. Quando il tuo compagno di squadra, a bordo della stessa macchina, domina in lungo e in largo il weekend, la 6^ posizione non è mai abbastanza. Abulico ed impalpabile in gara, falloso nel momento sbagliato in qualifica, non sembra mai avere il ritmo necessario né per attaccare Ricciardo ad inizio GP né per mettere pressione ad Hamilton a seguito di un Pit che lo aveva piazzato immediatamente alle spalle del #44. Il suo motore non è prestazionale come quello di Vettel, siamo d’accordo, ma siamo sicuri che non fosse neppure al livello di quello bolso di Hamilton?

NICO HULKENBERG – 7. Come la sua posizione d’arrivo e quella di partenza, d’altronde. Il #27 corre una gara concreta, tenendo a bada il compagno di team che incalza alle sue spalle e portando a casa punti importanti per Renault. Certo, la distanza dai primi della classe rimane tangibile, ma rispetto all’anno scorso la Top Ten sta diventando davvero ordinaria amministrazione.

CARLOS SAINZ – 6,5. Mezzo voto in meno rispetto al compagno di team perché gli è dietro sia in qualifica che in gara, ma per il resto neppure il #55 in Canada ha messo in mostra una brutta prestazione. La sua gara è senza fronzoli e senza acuti, è vero, ma i suoi bei punticini iridati li incamera comunque. Abbastanza incolpevole nell’incidente che lo vede coinvolto con Sergio Perez.

ESTEBAN OCON – 6,5. Tra qualifiche e GP perde la posizione a vantaggio di Carlos Sainz, ma la colpa è più di un Pit Stop decisamente poco felice che non sua. Il tempo perso ai Pit infatti permette al #55 di sopravanzarlo, ed a quel punto il francese non ha ritmo per rimontare sulla giallonera R.S. 18. Certo è che il #31 mette in cascina altri punti, e considerando che la Force India ad inizio stagione era praticamente data per spacciata non mi sembra un qualcosa da buttare via.

CHARLES LECLERC – 9. Vederlo guidare fa crescere sempre più la voglia di metterlo al volante di una monoposto che non sia la recalcitrante Alfa Romeo Sauber. Centra un’altra volta la Q2 rifilando 1″6 ad Ericsson, lotta con una vecchia volpe come Alonso senza cedere di un millimetro, non commette un errore che sia uno su una pista quasi sconosciuta e corre con la costanza di un veterano della F1 aggiungendo un altro punticino al bottino già ottimo della sua stagione d’esordio. Questo ragazzo è veloce, clamorosamente veloce.

PIERRE GASLY – 7,5. Deludente in qualifica per colpe non sue – la PU Honda ha deciso di tradirlo nel momento sbagliato -, sfiora la zona punti partendo dall’ultima posizione sfruttando una Toro Rosso apparsa in un discreto stato di forma in quel di Montreal. Non commette errori, gestisce bene le gomme e si issa finché può in classifica: considerato da dove partiva non è che gli si potesse chiedere molto altro ancora.

ROMAIN GROSJEAN – 7. La partenza dall’ultima piazza a causa di un problema tecnico piuttosto vistoso che non gli permette neppure di disputare le qualifiche non demoralizza il francese, che in Canada torna a disputare una buona gara. Gestisce molto bene le HyperSoft allungandone al massimo la vita, non commette errori ed è anche bravo nel gestire il rischio corso con Ocon all’ingresso della Pit Lane. Questa volta avrebbe persino meritato dei punti.

KEVIN MAGNUSSEN – 4. Lui parte 11°, Grosjean ultimo ed al termine dei 70 giri il #8 gli è addirittura davanti di una posizione. Serve davvero altro per dimostrare che il GP del Canada del danese sia stato semplicemente da dimenticare?

SERGIO PEREZ – 5,5. Alle spalle di Ocon in qualifica per quasi 6 decimi, rovina la sua corsa entrando in contatto con la Renault di Sainz in ingresso di Curva 1. Quello tra il messicano e lo spagnolo è il più classico degli incidenti di gara, ed è giusto non penalizzare nessuno: Checo però ha la peggio, e dopo aver perso il treno dei primi 10 non riesce più a trovare il ritmo necessario per riagganciarvisi. Chiude 14° un GP decisamente poco esaltante.

MARCUS ERICSSON – 5. Leclerc lo annichilisce in qualifica rifilandogli 1″6 prima che lo svedese danneggi una sospensione, ed in gara purtroppo per il #9 il leitmotiv non cambia. La sensazione è che il monegasco abbia cambiato passo, rigettandolo nel limbo delle seconde linee dal quale sembrava essere uscito ad inizio di stagione.

STOFFEL VANDOORNE – 4,5. Da inizio stagione il copione è – quasi – sempre lo stesso: alle spalle di Alonso in prova, alle spalle di Alonso in gara. Solamente il ritiro del #14 lo salva dall’evidenza della classifica, ma il #2 sa bene che in questa stagione sta rendendo ben al di sotto delle aspettative piuttosto alte che aveva creato nel momento del suo approdo in F1.

SERGEY SIROTKIN – 5,5. Ultimo, a 2 giri dal leader, praticamente mai in gara con gli altri dopo la ripartenza dalla SC. Vista la monoposto che guida quest’anno verrebbe quasi da dire che la colpa non sia sua – o meglio, non sia del tutto sua – e che quindi meriterebbe un 6 sulla fiducia, ma i quasi 3 decimi che gli rifila Stroll in qualifica dovranno pur essere scontati in qualche modo, no?

FERNANDO ALONSO – 6,5. Anche stavolta Nando le ha tentate tutte pur di portare a casa un risultato dignitoso, e seppur poco onorevolmente in lotta con Sauber e Toro Rosso il #14 stava persino riuscendo ad incamerare dei punticini iridati. Poi però, all’improvviso, la PU Renault gli riporta alla mente vecchi incubi dall’epilogo amaro, con la monoposto spinta nei box ed il motore che si spegne ben prima della bandiera a scacchi, persino di quella anticipata. Le sirene che lo vorrebbero lontano dalla F1 già a partire dal 2019 fanno sentire in maniera sempre più insistente la loro voce…

LANCE STROLL – 4. Il voto potrebbe essere ben più basso, ma gli lascio qualche punto in più per via del beneficio del dubbio. L’incidente che coinvolge lui e Hartley è tutta farina del suo sacco, con la FW41 che sfugge dal suo controllo allargando improvvisamente la traiettoria e spedendo l’incolpevole kiwi a spalmarsi contro le barriere. Il giovane canadese sostiene che il sovrasterzo sia stato causato da una foratura, ma il team tace ed il dubbio che invece sia stato un errore di guida si fa piuttosto ingombrante.

BRENDON HARTLEY – 6. In qualifica aveva fatto intravedere delle cose molto buone, portando la sua STR13 sull’uscio della Q3. Parte anche discretamente, dopodiché come a Monaco ha la sfortuna di ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Peccato, con la Toro Rosso vista in Canada sarei stato davvero curioso di vedere dove sarebbe potuto arrivare.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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