La F1 Commission, riunitasi oggi a Londra, ha bocciato l’idea del doppio pit stop obbligatorio. Effettuate modifiche in tema di livree, numeri di gara, test aerodinamici e sistema di raffreddamento.

Un paio di settimane fa avevamo parlato di come la F1 Commission avrebbe discusso l’ipotesi di introdurre nel regolamento sportivo 2026 l’obbligo di effettuare due pit stop, vagliando diverse ipotesi di realizzazione (dalla possibilità di usare tutte e tre le mescole a quella di stabilire un tempo massimo dello stint). Nella riunione tenutasi oggi a Londra, tuttavia, le squadre hanno bocciato la proposta della Federazione e di Liberty Media. La motivazione non ufficiale data dalle squadre è quella di non voler aggiungere ulteriori variabili all’alba di un nuovo regolamento tecnico. In ogni caso, la questione non si ferma qui: le discussioni sul tema continueranno anche nelle prime gare del 2026, per decidere se introdurre il doppio pit stop in F1 nelle prossime stagioni. Con grande gioia di John Elkann, che avrebbe così la possibilità di gioire il doppio del tempo per le prestazioni della sua Ferrari nel mondiale dei pit stop.
Nella stessa riunione sono state decise anche altri piccoli cambiamenti: in primis, è stato stabilito l’obbligo per le squadre di coprire le vetture per almeno il 55% le vetture con livree colorate o con sticker, evitando di lasciare il nudo carbonio. Modifica fatta per favorire la riconoscibilità delle vetture, dopo che negli ultimi anni molte squadre avevano optato per livree sempre più simili per cercare di guadagnare più peso possibile.
Modifiche poi per le attuali restrizioni ai test aerodinamici (ATR), “per allineare la Formula 1 alle moderne tecnologie di elaborazione e simulazione, contribuendo allo stesso tempo al contenimento dei costi”. Anche il sistema di raffreddamento per i piloti, introdotto quest’anno a partire dal GP di Singapore, verrà riprogettato per essere migliorato, cosa che comporterà anche un aumento del peso consentito per l’utilizzo del DCS. Tali migliorie saranno effettuate anche grazie ai feedback fornite dalla Grand Prix Association. Infine, anche le regole sui numeri di gara saranno modificate: dopo che nel 2014 era stata liberalizzata la scelta per i piloti, era stato stabilito che questi sarebbero dovuti rimanere fissi per tutta la carriera degli stessi. I piloti dal 2026 avranno invece la possibilità di cambiarli nel corso della loro esperienza in F1, come succede adesso in MotoGP.
