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F1, GP di Spagna: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

Il Re di Spagna, in questo 2019, è stato Lewis Hamilton. Il #44, chiamato alla reazione dopo la batosta ricevuta dal compagno di squadra durante le qualifiche, con una grande prova di forza si è preso la vittoria del GP e la leadership del campionato, portando a 7 punti il proprio vantaggio sul finlandese. Sarà…

14 Maggio 2019
6 min read

Il Re di Spagna, in questo 2019, è stato Lewis Hamilton. Il #44, chiamato alla reazione dopo la batosta ricevuta dal compagno di squadra durante le qualifiche, con una grande prova di forza si è preso la vittoria del GP e la leadership del campionato, portando a 7 punti il proprio vantaggio sul finlandese. Sarà stato dunque Hamilton il migliore sull’asfalto del Montmelo? Oppure qualcuno avrà fatto meglio di lui?

© Steven Tee / LAT Images / Pirelli F1 Press Area
© Steven Tee / LAT Images / Pirelli F1 Press Area

LEWIS HAMILTON – 9,5. L’unica macchia del suo weekend è quella Pole che gli scappa dalle mani in maniera fin troppo facile, ma per il resto il #44 non sbaglia nulla. Scatta bene, si fa largo sgomitando nel caos di Curva 1 e da quel momento in poi diventa imprendibile per chiunque, con un ritmo che neanche il compagno di squadra riesce ad imitare. Quando corre così non ci sono santi – o Bottas – che tengano.

VALTTERI BOTTAS – 6,5. Annichilisce Hamilton in qualifica, ma in gara non riesce mai ad avere il ritmo necessario per rimanere assieme all’inglese. Rimesso subito a debita distanza anche a seguito della SC, vede sfumare la Pole Position nell’arco di pochi metri ed è costretto ad accontentarsi del minimo sindacale quando si guida questa Mercedes. Perde la leadership del Mondiale, ma per come ha corso finora quest’anno c’è da giurare che farà di tutto per provare a riprendersela.

MAX VERSTAPPEN – 9. Raramente lo si è visto così cinico nel corso della sua carriera. Abile in qualifica ad infilarsi tra le due Ferrari, intelligente nel tenersi fuori dal marasma di Curva 1 e spietato quando agguanta la 3^ posizione grazie allo splendido sorpasso all’esterno su Vettel. Al volante di una RB che ad inizio stagione veniva additata come terza forza del Mondiale, adesso il primo degli “altri” è lui: il che, sinceramente, credo la dica lunga su come il #33 stia correndo.

SEBASTIAN VETTEL – 6,5. Al tedesco, con questa SF90, molto più non si poteva chiedere in questo weekend. L’attacco tentato in Curva 1 gli spiattella l’anteriore destra e ne condiziona fortemente la gara, è vero, ma il tedesco a mio avviso ha fatto bene a provare a portare a casa un sorpasso che sulla carta avrebbe potuto rendere le cose un minimo più complicate alle W10. Cincischia assieme a Leclerc quando si tratta di cambiare posizioni, ma a quel punto non è più neppure tutta colpa sua.

CHARLES LECLERC – 6,5. Stesso voto di Vettel nonostante l’errore commesso in qualifica perché, tra i due, quello maggiormente sfavorito dalle incertezze strategiche del muretto Ferrari è lui, che perde tempo alle spalle del tedesco ad inizio gara e che si ritrova con delle Hard poco efficaci nel momento di maggiore difficoltà di Verstappen. Fa rotta verso la gara di casa con forse qualche dubbio in più del previsto.

PIERRE GASLY – 6. Voto basso che vorrei fungesse da sprone, perché è vero che i segni del miglioramento del #10 iniziano ad essere tangibili, ma è altrettanto vero che al volante della stessa macchina Verstappen porta a casa una 4^ piazza in qualifica ed un podio in gara. Di segnali incoraggianti comunque se ne iniziano a vedere parecchi, e non posso che esserne contento.

KEVIN MAGNUSSEN – 8. Con tanta voglia di rivalsa dopo la disastrosa trasferta azera, il danese porta a casa prima una bella qualifica e poi un altrettanto bella gara, conclusa nei punti al termine di un duello all’arma bianca con il compagno di squadra. Si è tornati a rivedere una Haas competitiva come in Australia, ed alla prima occasione avuta Magnussen ha risposto “presente”: bravo.

CARLOS SAINZ – 7,5. Nel team radio di fine gara si complimenta con la squadra per aver centrato l’8^ posizione nonostante “non avessimo ritmo”, il che rende abbastanza l’idea di come la McLaren sia migliorata al punto da riuscire a centrare punti anche su piste sulle quali non va affatto bene. Corre bene, non commette errori e porta a casa un bel risultato sulla pista di casa. Olè.

DANIIL KVYAT – 7,5. Anche quella del russo è una buona gara, impreziosita dal sorpasso all’esterno in Curva 4 messo a segno – anche grazie a gomme più fresche – ai danni di Kimi Raikkonen. Costante sul passo gara, nonostante il tempo perso per via delle gomme mancanti al Pit Stop guadagna dei punti per una Toro Rosso che sembra non solo nata bene, ma anche in possesso di un certo margine di crescita.

ROMAIN GROSJEAN – 6,5. Anche lui risente positivamente della ritrovata competitività della Haas, ma a differenza (e forse anche per colpa) di Magnussen non riesce ad incamerare quanto avrebbe potuto. Corre con un buon ritmo, arriva arrembante alle spalle della vettura gemella dopo la SC ma all’improvviso si ritrova davanti un muro danese che lo spedisce largo due volte, lo costringe a rovinare le gomme e lo lascia in pasto al branco di lupi che inseguiva le Haas a breve distanza. Amici amici e poi…

ALEXANDER ALBON – 5,5. Avesse agguantato anche lui un punticino si sarebbe potuto parlare di sufficienza, ma finendo il #23 appena fuori dalla zona punti – nella quale entra invece il suo compagno di squadra – una lieve insufficienza potrebbe essere più adatta allo scopo. Non commette particolari errori, semplicemente è alle spalle di Kvyat sia in qualifica che in gara. Con lo stesso numero di gomme mancanti e con una macchina che il potenziale per essere nei primi 10 lo aveva.

DANIEL RICCIARDO – 5,5. Scampa per il rotto della cuffia all’esclusione già nella Q1, agguantando d’orgoglio una Q3 che parrebbe far ben sperare gli uomini Renault. Il passo però latita, e le cose si complicano non poco quando il muretto box decide di montargli le poco efficienti Hard che lo spediscono nuovamente alle spalle di Sainz e preda persino di Kvyat, Grosjean ed Albon. Finisce fuori dalla zona punti, ma sappiamo tutti che in realtà è stato tutto deciso per evitare di dover vincere a Montecarlo.

NICO HULKENBERG – 7. Si riscatta discretamente dopo una qualifica da incubo che lo vede fuori sin dalla Q1. Costretto a partire dai Box, imposta la gara su una sola strategia completando ben 35 giri sulle Medium, evitando così il traffico dei Pit e riuscendo a risalire la china senza impelagarsi in duelli sterili. Certo è che la sua soddisfazione è quella di finire alle spalle del compagno di squadra: non esattamente quello che magari per lui era lecito aspettarsi ad inizio stagione.

KIMI RAIKKONEN – 5. Sul suo weekend – che lui stesso definisce “difficile” – influisce non poco quell’errore in Curva 3, che gli rovina immediatamente le gomme e lo costringe ad una gara in rimonta dall’ultima posizione. L’Alfa Romeo a Barcellona non ha certamente brillato, ma va detto che anche Iceman ha vissuto domeniche migliori.

SERGIO PEREZ – 5,5. Quella di Checo è una gara senza infamia e senza lode, iniziata in 15^ posizione e conclusa allo stesso modo. In difficoltà per tutto il weekend, non trova ritmo e non riesce neppure a far funzionare bene le gomme, chiudendo in sordina un fine settimana da dimenticare in fretta.

ANTONIO GIOVINAZZI – 4,5. Non tanto per la presenza effimera in gara – causata anche dal fatto che sia il primo a testare la scarsa efficienza delle Hard nel tentativo di diversificare la propria strategia -, ma perché finisce ancora una volta alle spalle di Raikkonen sia al sabato che la domenica. Deve iniziare a battere il #7, e deve iniziare a farlo in fretta.

GEORGE RUSSELL – 6,5. Sostanzialmente per lui potrei fare “Copia e Incolla” della pagelle iniziale in Australia. Guida un’auto talmente lenta da riuscire ad essere doppiata nonostante la SC gli avesse dato la possibilità di rientrare nel giro del leader: credo che basti questo per far capire quanto sia difficile giudicare la sua guida.

ROBERT KUBICA – 5,5. Anche qui vale lo stesso discorso fatto con Russell. Con la differenza che, come sempre, il polacco è dietro al #63 sia in qualifica che in gara.

LANCE STROLL – 5. Alle prese con una RP19 che a Barcellona non vuol saperne di andar bene, veleggia intorno alla 16^ posizione fino a quando Norris non lo sfida a duello. Di lì a poco il patatrac: in quello che è stato – giustamente – definito un incidente di gara, si tocca con la McLaren dell’inglese e finisce il proprio GP nella ghiaia. Poco male, dato che non era di certo una prestazione da incorniciare.

LANDO NORRIS – 4,5. Stavolta non brilla come nelle precedenti uscite, nonostante l’11^ posizione in griglia lasciasse presagire un’altra bella gara. Il britannico però finisce larghissimo in Curva 1 nel corso del 1° giro, venendo risucchiato dal gruppone e non riuscendo più a trovare il ritmo per risalire la classifica. La ciliegina sulla torta è il contatto con Stroll che mette entrambi fuori gara, ma non c’è da preoccuparsi troppo: vista l’età, avere un passaggio a vuoto è più che comprensibile.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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