Dal box indicata la mappa meno aggressiva: come Giovinazzi ha di nuovo perso la zona punti
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Dal box indicata la mappa meno aggressiva: come Giovinazzi ha di nuovo perso la zona punti

Che le stagioni trascorse in Alfa Romeo da parte di Antonio Giovinazzi non siano state continuamente costellate di lampi da parte dell’italiano non è una novità. Ma il muretto del team svizzero non ha mancato di commettere parecchi errori, che in questa stagione hanno precluso all’italiano più volte una zona punti meritata. La gomma sgonfia…

13 Ottobre 2021
2 min read
Giovinazzi

Che le stagioni trascorse in Alfa Romeo da parte di Antonio Giovinazzi non siano state continuamente costellate di lampi da parte dell’italiano non è una novità. Ma il muretto del team svizzero non ha mancato di commettere parecchi errori, che in questa stagione hanno precluso all’italiano più volte una zona punti meritata.

La gomma sgonfia durante il pit in Spagna, la slow puncture in Olanda (dopo una qualifica strepitosa da parte del pilota pugliese) non sono gli unici episodi fortuiti. Il muretto Alfa Romeo Sauber ha commesso diversi errori di strategia e di gestione nei confronti di Giovinazzi, che anche nel GP di Turchia ha dovuto mandare giù un errore non proprio banale da parte del suo ingegnere Julien Simon-Chautemps.

Il tutto ha inizio quando Antonio si trova in 12^ posizione, a poco più di due giri dal termine della gara. Il pilota di Martina Franca ha già cambiato le proprie Intermedie qualche tornata prima, e sta guadagnando notevolmente su Daniel Ricciardo, molto meno a suo agio con il proprio set di gomme oramai non più fresco di fabbrica.

Il #99 riesce a passare l’australiano della McLaren all’ultima curva della penultima tornata del GP di Turchia, venendo avvisato (al contrario di quanto riportato da altri siti del settore) da Simon-Chautemps del fatto che si stesse per entrare nell’ultimo giro della corsa.

In seguito, l’ingegnere Alfa Romeo chiede ad Antonio un cambio di mappatura: SOC 8 è quella suggerita. La mappa SOC (State Of Charge) indica il bilanciamento e la quantità di recupero energia di MGU-H e MGU-K. La mappatura 1 è quella più aggressiva, che non lascia praticamente margini di recupero nel corso del giro, mentre la 8 è la mappa più blanda, con un recupero pressoché totale (quindi la meno performante in condizioni di gara).

Giovinazzi imposta quindi la mappatura più tranquilla secondo le indicazioni fornitegli dall’ingegnere, il quale qualche secondo dopo (quasi a metà dell’ultimo giro) si riapre in radio così: “Ocon è in difficoltà, mettigli pressione”

Giovinazzi
© Xavi Bonilla / DPPI

Antonio non vedeva ancora Ocon davanti a sé, non poteva sapere quanto il francese stesse perdendo al giro rispetto a lui (più di 4 secondi!) e non poteva sapere che stesse faticando così tanto per via delle gomme mai cambiate dallo start. In più, la mappa 8 faceva presagire probabilmente al pilota vaghe possibilità di recupero. Nelle ultime due curve l’italiano arriva a poco meno di un secondo da Ocon, e dopo il traguardo si apre in radio innervosito, chiedendo: “Perché non mi avete avvisato di spingere prima di curva 8, che avrei potuto farla in pieno?”

L’ingegnere non risponde, offrendo il fianco ad un’accusa che può trovare ben poche vie di giustificazione. Lasciando peraltro il dubbio che, in presenza di qualche indicazione in più, Antonio avrebbe potuto cogliere almeno un punticino iridato anche nel GP di Turchia.

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Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica dal 2017. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ho conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Ferrara, in cui sono Team Leader nel programma Formula Student.

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