Una lettera a Max Verstappen da parte di un suo fan deluso.

Autunno 2014. “Abbiamo il nuovo Senna!” annuncia orgoglioso e sicuro Helmut Marko. Per carità, il vivaio Red Bull ha spesso tirato su piloti di altissimo livello, ma questa frase l’avevo già sentita troppe volte, e troppe volte era risultata usata a sproposito, per darle veramente peso. E’ il 3 Ottobre, tra i piloti che prendono…

30 Aprile 2018
4 min read

Autunno 2014. “Abbiamo il nuovo Senna!” annuncia orgoglioso e sicuro Helmut Marko. Per carità, il vivaio Red Bull ha spesso tirato su piloti di altissimo livello, ma questa frase l’avevo già sentita troppe volte, e troppe volte era risultata usata a sproposito, per darle veramente peso.

verstappenpodio
E’ il 3 Ottobre, tra i piloti che prendono parte alle Prove Libere del Giappone scorgo un nome nuovo, il tuo: “Max Verstappen”. Non rasentando ancora il livello maniacale di immersione del motorsport che mi contraddistingue oggi, mi precipito su Google per informarmi su chi tu fossi. Mi compare in evidenza la pagina Wikipedia che indica la data di nascita al 30 Settembre 1997. Strizzo gli occhi dall’incredulità: tre giorni prima avevi ancora 16 anni e in quel momento eri protagonista nella classe regina del mondo dei motori!
Era la prima volta che a correre era un pilota più giovane di me e questo bastò per attirare la simpatia di un ragazzo ambizioso che vedeva di fronte ai propri occhi un mondo popolato da adulti vanesi che snobbavano tutto quello che c’era di nuovo.

Questo ovviamente non bastava a dare credito alle parole di Marko, per il primo giudizio delle quali aspettai la stagione 2015, che avrebbe segnato il tuo debutto ufficiale in Formula 1.
Dall’Australia a Yas Marina, caro Max, ti dimostri cinico, folle, spettacolare, talentuoso e orgoglioso. Non ti si poteva naturalmente ancora comparare con i grandi del passato ma era palese che ci si trovasse di fronte ad un predestinato. Nel corso degli anni hai dimostrato una sensibilità di guida unica, tecniche di difesa feroci ma efficaci, un’insaziabile sete di sorpassi sempre conditi da una dose di follia. E questo mi gasa all’inverosimile. Hai pure un difetto però, e anche abbastanza grande, celato nell’ultimo degli aggettivi che ho elencato poco fa: quell’arma a doppio taglio che è l’orgoglio. Non ti fa infatti accettare che ti vengano messi i piedi in testa e, al contempo, ti impone di dare tutto (e, purtroppo, pure di più) per non deludere le immense aspettative che gravano sulle tue spalle.

Non mi va di ripercorrere singolarmente gli episodi che ti hanno glorificato o infangato nel corso dei tuoi primi tre anni in F1, anche perché li conoscerai meglio di me. Vorrei piuttosto soffermarmi a questo inizio di 2018 ed aiutarti ad uscire da questo tunnel di fallimenti ed errori, tramite l’opinione di uno che è in genere dalla tua parte.

verstappenbaku
E’ ormai due anni che prima dell’inizio del campionato sei già additato da stampa e fan come uno dei possibili candidati all’iride, alla palma del campione: una pressione inimmaginabile per te. Non ascoltarli. Concentrati sul tuo limite e non su quello che ti fissano gli altri, dall’esterno. Questo potrerà al tuo fallimento altrimenti, perché quella tua sete di zittire tutti ti spinge ad andare ben oltre i tuoi limiti e ciò finisce per causare danni, i quali fomentano ulteriormente le critiche in un circolo vizioso da cui il sopracitato orgoglio ti impedirebbe di uscire. Fermati e resetta la testa. A mente lucida sei già in grado di farlo e le tue scuse a Seb dopo l’incidente in Cina ne sono la riprova, soprattutto se si ripensa alle tue discutibili parole dopo Spa 2016 e Singapore 2017. Quello che ti resta da fare è portare questo “pacchetto di aggiornamenti” della mentalità anche quando abbassi la visiera e metti in moto la monoposto.

Io ci avevo già sperato dopo Shanghai che tu avessi imparato la lezione e invece mi sei caduto ancora più in basso Domenica a Baku: l’incidente con Ricciardo non è più stato dovuto a un semplice errore di valutazione, bensì ad una manovra notoriamente vietata che tu hai compiuto deliberatamente. Sul tuo compagno di scuderia. Dopo che, nonostante la tua aggressività, ti aveva rispettato nei duelli per tutta la gara.
Non ci siamo proprio, stai buttando via senza motivo il tuo talento ed è uno spreco che né te, né la Formula 1 in generale potete  permettervi di sopportare. Per tale motivo mi aspettavo -e speravo- che la FIA intervenisse con una pesante penalità, ma così non è stato. Persino il “mastino” Tom Kristensen si mette la museruola quando ti affronta?

Nessuno pretende da te la perfezione, e sarebbe pure stupido. E’ necessario però che anche durante le fasi concitate della gara tu riesca a far fluire l’adrenalina dentro gli argini della tua mente, senza farla straripare. Per essere imbattibile ti manca una cosa sola: l’essere ragioniere, caratteristica sine qua non di ogni vero campione.
Metti a posto la testa una volta per tutte e facci godere con la tua guida. Fai accendere l’animo degli appassionati con sorpassi e duelli, non per polemiche sulla tua immaturità. Ormai non sei più un novellino e io confido in te per questo cambiamento perché -sotto sotto- so che quelle parole di Helmut Marko, proprio a caso non erano dette.

Tuo, Carlo.

 

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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