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Pagelle Rimappate GP Australia

Sono passati un po’ di giorni da quando Rosb…cioè volevo dire, Bottas ha vinto il GP d’Australia. Come dite? Forse troppi? Suvvia, non è vero. Mi sono attardato un po’ solamente in attesa che anche le Williams tagliassero il traguardo. Comunque, bando alle ciance: via con le Pagelle Rimappate del GP d’Australia di F1. E…

22 Marzo 2019
4 min read

Sono passati un po’ di giorni da quando Rosb…cioè volevo dire, Bottas ha vinto il GP d’Australia. Come dite? Forse troppi? Suvvia, non è vero. Mi sono attardato un po’ solamente in attesa che anche le Williams tagliassero il traguardo. Comunque, bando alle ciance: via con le Pagelle Rimappate del GP d’Australia di F1. E scusate per il ritardo. Lascio a voi decidere se mentale o temporale.

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VALTTERI BOTTAS – 26. Che non sono solamente i punti ma anche i porconi al secondo tirati giù da Toto Wolff mentre il suo pilota, con una stagione e mezza di vantaggio su tutti gli altri, si divertiva a sfiorare i muretti per prendersi il giro più veloce in gara. Voci di corridoio dicono che il look da falegname serva a mandare un messaggio subliminale al #44, con il finlandese che pare si limiti a tagliare solamente un particolare tipo di albero per far capire bene ad Hamilton a cosa stia dando la caccia quest’anno. ACACIA DELLA VITTORIA

LEWIS HAMILTON – 2016. Non dico che stia iniziando a credere che Bottas si stia lentamente trasformando in Rosberg, dico solo che per più di una volta nel corso del weekend è stato visto mentre chiedeva se fosse confermato che il GP della Malesia non si disputerà neanche quest’anno. L’atterraggio sul cordolo che gli causa il danno al fondo piatto è talmente violento da essere registrato dalla telemetria Mercedes e dal sismografo di Auckland, ma la cosa più grave del suo weekend è la sua sempre maggiore ossessione con le verdure. Sembra infatti che il #44, ben prima dello spegnimento dei semafori, abbia detto ai suoi meccanici di voler celebrare il suo ortaggio preferito facendo letteralmente piangere nello scatto dalla prima posizione. CIPOLE POSITION

SEBASTIAN VETTEL & CHARLES LECLERC – 4.15° SX / 4.30° DX. Atterrati in Australia con le magliette celebrative dei due Mondiali già nelle valigie, i due Cavallini subiscono un brutto risveglio quando, vista la loro colorazione rossiccia e la loro apparente immobilità in pista, diversi tifosi australiani confondono le SF90 con l’Ayers Rock. Esemplare comunque il tentativo dei due piloti di limitare i danni conseguenti alla scomparsa del logo “Mission Winnow” dalle carene delle Rosse: i due, dopo aver allentato i contatti con Philip Morris, hanno cercato quantomeno di rinsaldare gli accordi commerciali con altri sponsor. Vista la loro scarsa velocità a Melbourne, infatti, pare che i due abbiano cercato di toccarsi in partenza per promuovere al meglio l’ultimo prodotto ottico griffato Ray-Ban. LENTI A CONTATTO

PIERRE GASLY -℘. In qualifica dura meno dell’ottimismo dei tifosi Ferrari ma il team fa mea culpa ammettendo di essere clamorosamente in ritardo con la sua procedura di sostituzione, in gara aspetta talmente tanto prima di cambiare le Medium che pare che i tecnici Pirelli abbiano trovato accenni di muschi e licheni sulle gomme orientate verso nord. Sparisce una volta finito alle spalle di Kvyat, ed è per questo motivo che in squadra pare lo chiamino con un nuovo nomignolo che ricorda un famoso fantasmino della storia del cinema. CASPIERRE

ANTONIO GIOVINAZZI – 31/12. Il trenino formato da lui e da metà delle automobili presenti a Melbourne era talmente ben fatto che sembra che dagli altoparlanti del circuito, al loro passaggio, venisse fuori non la telecronaca bensì “BRIGITTE BARDOT BARDOT!”. La gara del #99 si dice comunque che sia stata rovinata da un’incomprensione con il suo ingegnere di pista, che per tutta la gara si è sentito rispondere “Foggia Periferia” al Team Radio con cui indicava al pugliese cosa si fosse rovinato sulla sua Alfa Romeo C38. BARI CENTRO

ROMAIN GROSJEAN – 44 a.C.. Trascorre la prima metà di gara scollegando il Team Radio dal proprio muretto e chiamando a ripetizione il centralino di Melbourne alla ricerca di un gommista nei dintorni dell’Albert Park che gli eviti di finire tra le mani dei suoi meccanici. Il tentativo però non va a buon fine, e dopo essersi fermato ai Box per farsi sostituire l’anteriore sinistra nello stesso tempo in cui la Williams ha assemblato la macchina, si pianta nella via di fuga con la gomma che cerca di scappare come Kvyat quando vede Helmut Marko. Nuovamente tradito dai suoi compagni attorno alle Idi di marzo, pare che il francese abbia citato proprio Giulio Cesare per comunicare ai Box che il suo dado si era rotto a metà. IL DADO E’ FRATTO

ROBERT KUBICA – ℑ. Con lo stesso entusiasmo del collaudatore della ghigliottina, il buon Robert disputa un weekend di gara la cui cronaca potrebbe tranquillamente essere inserita in un volume de i “Piccoli Brividi”. Costretto a cercare la ghiaia nelle vie di fuga pur di rimanere lontano dai cordoli, scotchato per essere alla guida di una monoposto tenuta assieme con il nastro adesivo, con un solo porcone tirato dopo aver visto che in 7^ la sua FW42 toccava i 137 km/h spacca ala anteriore e specchietto retrovisore, prendendosi così anche 7 anni di guai. Eloquente il fatto che abbia sfruttato il nome della città polacca in cui è nato per dire al team che se non gli forniranno la droga necessaria a superare le delusioni di questa stagione lui abbandonerà la scuderia ben prima della fine dell’anno. CRACK O VIA

DANIEL RICCIARDO – ⊗. Sono ormai diversi anni che Melbourne, per lui, più che essere il “GP di casa” è il “GP di una stanza”: nel caso specifico, il cesso. In qualifica si rende conto che il soprannome “Apecar” dato alla R.S. 19 non deriva solamente dalla sua colorazione ma anche dalla sua velocità, in gara decide di risolvere nella maniera più drastica possibile il problema della scarsa efficienza aerodinamica della sua ala anteriore passando a mo’ di panzer su una trincea a bordo pista, causando danni al muso, al fondo, ai bargeboard e anche all’Opera House. Lodevole il suo tentativo di spiegare che l’incidente con cui ha divelto l’ala anteriore sia stato fatto volutamente per sensibilizzare l’opinione mondiale sul rischio estinzione di un simpatico marsupiale australiano. KO ALA

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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