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Verstappen non ha commesso infrazioni durante la SC: la prima protesta Mercedes “è inammissibile”

Ipotizzare che questa stagione, alla luce di quanto accaduto oggi in pista nel Gran Premio di Abu Dhabi, potesse concludersi davvero una volta sventolata la bandiera a scacchi sarebbe stato semplicemente utopistico. Impensabile pensare che alle urla di Toto Wolff nelle convulse fasi finali della gara non facesse seguito un’azione ufficiale da parte di Mercedes,…

12 Dicembre 2021
2 min read
mercedes

Ipotizzare che questa stagione, alla luce di quanto accaduto oggi in pista nel Gran Premio di Abu Dhabi, potesse concludersi davvero una volta sventolata la bandiera a scacchi sarebbe stato semplicemente utopistico. Impensabile pensare che alle urla di Toto Wolff nelle convulse fasi finali della gara non facesse seguito un’azione ufficiale da parte di Mercedes, e ciò che tutti si aspettavano è effettivamente accaduto.

mercedes
© Getty Images

Gli uomini di Brackley, come ormai noto, hanno presentato due distinti ricorsi alla Direzione Gara. Nel primo è stata contestata la condotta tenuta nelle fasi di ripartenza da Safety Car da Max Verstappen, reo secondo la Mercedes di avere sopravanzato – seppure per un attimo – il leader della corsa Lewis Hamilton; nel secondo, la Stella a Tre Punte ha invece puntato il dito sull’operato della Direzione Gara, secondo gli uomini in nero colpevole di non avere rispettato le norme in tema di ripartenza da Safety Car permettendo alla Safety Car stessa di rientrare nel medesimo giro in cui era stato concesso solamente ad alcune auto – e non invece a tutte – di sdoppiarsi. Le due presunte violazioni appena descritte sarebbero secondo Mercedes in contrasto rispettivamente con gli articoli 48.8 e 48.12 del Regolamento Sportivo e (sempre secondo Mercedes) avrebbero pesantemente influenzato il risultato finale della gara.

Per quanto riguarda la prima presunta scorrettezza – quella che riguarda il comportamento tenuto in pista da Max Verstappen – la FIA ha appena emesso il proprio verdetto, e a tirare un sospiro di sollievo è la Red Bull. “Gli steward considerano inammissibile la protesta” – si legge nel documento ufficiale pubblicato pochi minuti fa sul sito della FIA – “Dopo avere ascoltato entrambe le parti coinvolte, gli steward hanno deciso che sebbene la vettura #33 abbia effettivamente, per un brevissimo periodo di tempo, sopravanzato in maniera minima la vettura #44 mentre entrambe le auto erano in fase di accelerazione e frenata, la stessa vettura #33 sia tornata dietro la vettura #44 non risultando quindi davanti a essa nel momento in cui è terminato il periodo di Safety Car”.

Periodo che però, come spiegato poco più sopra, resta al vaglio della Direzione Gara per quanto riguarda la sua fine. Le discussioni circa la presunta violazione dell’articolo 48.12 sono ancora in corso, e dunque sul Mondiale 2021 di Formula 1 potrebbe non essere ancora calato del tutto il sipario…

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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