Tanto arancione e soluzioni aerodinamiche innovative: ecco la McLaren MCL32 di Alonso e Vandoorne

Tanto arancione e soluzioni aerodinamiche innovative: ecco la McLaren MCL32 di Alonso e Vandoorne

E sette. Sì, perché oggi il mondo della F1 era in trepidazione non solo per vedere finalmente la nuova Ferrari SF70-H, ma anche per conoscere lei, l’ultima nata di Woking: la McLaren Honda MCL32. Anche la scuderia inglese ha presentato la propria vettura nel corso di una conferenza trasmessa in live streaming, e sotto gli…

24 Febbraio 2017
5 min read

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E sette. Sì, perché oggi il mondo della F1 era in trepidazione non solo per vedere finalmente la nuova Ferrari SF70-H, ma anche per conoscere lei, l’ultima nata di Woking: la McLaren Honda MCL32. Anche la scuderia inglese ha presentato la propria vettura nel corso di una conferenza trasmessa in live streaming, e sotto gli occhi dei vertici del team e dei due piloti ufficiali – Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne – la nuova McLaren è stata svelata al mondo.

Con un nome nuovo che si lascia alle spalle la vecchia denominazione “MP4”, la MCL32 si discosta nettamente dalle livree McLaren degli ultimi anni. Rimane il nero nella parte inferiore della vettura, con delle bande bianche a fasciare le pance, ma è l’arancione la vera novità di questo 2017: il colore delle prime creazioni di Bruce McLaren ora campeggia su entrambe le ali e sulla parte superiore della vettura, rendendo la MCL32 praticamente inconfondibile.

Come per la Ferrari, anche sulla nuova creazione di Woking c’era parecchia aspettativa. Il 2017 sarà l’anno in cui l’aerodinamica tornerà a giocare un ruolo importantissimo, ed il fatto che la scuderia inglese vanti tra le proprie fila Peter Prodromou, uno dei pupilli di Adrian Newey, non poteva di certo non creare un certo interesse attorno alla nuova vettura. Che, infatti, non ha affatto deluso. 

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Che la MCL32 sia una vettura con un’aerodinamica elaborata lo si capisce anche solo guardando l’ala anteriore. Caratterizzata come tutte da un disegno “a delta”, presenta anch’essa le due “arricciature” all’altezza dell’endplate e poco più interne ad esso che già abbiamo visto su altre vetture, ma sulla MCL32 si può notare come da sotto l’”arricciatura” interna partano tre piccole paratie verticali che si estendono in lunghezza fin oltre gli upper flap, con l’intento di meglio indirizzare i flussi verso le prese di raffreddamento dei freni e verso i bargeboard. Persino il mainplane è più elaborato delle altre, con un primo flap che viene creato ancora prima degli upper flap – quelli verniciati in arancione -, che sulla MCL32 sono quattro, uno in più rispetto alle prime uscite delle sue avversarie. Ala anteriore che si completa poi con un vistoso elemento orizzontale che trova posto tra l’endplate ed una paratia in carbonio che si alza dal mainplane: anche questo flap orizzontale è parecchio elaborato, con tre piccoli elementi verticali al suo interno, e come gli upper flap è orientato verso l’esterno sempre nell’ottica di far passare oltre gli pneumatici anteriori la maggior parte dell’aria investita frontalmente. Soluzione originale è poi anche quella dei piloncini di supporto del musetto, che mantiene la protuberanza: i suddetti piloncini si estendono infatti sotto il musetto come quelli Renault, ma presentano tre vistose aperture, realizzate con l’obiettivo di cercare di indirizzare l’aria sia sotto il muso a beneficio del funzionamento dell’S-Duct, sia verso i bargeboard e le pance per far lavorare meglio il diffusore posteriore. Sembra poi di riuscire a scorgere, poco prima dei vistosi turning vanes piazzati nella parte inferiore della carrozzeria all’altezza delle sospensioni, una piccola pinna verticale posta in corrispondenza con l’apertura dell’S-Duct. Anche in McLaren hanno poi portato il braccio dello sterzo al livello del braccetto superiore della sospensione anteriore, abbracciando una linea di pensiero che è stata seguita da tutti finora.

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Molto elaborati sono poi anche i bargeboard, con un “taglio” della paratia a metà della loro estensione, un bordo un po’ frastagliato prima della parte con lo sponsor Jonnie Walker e collegati al muso della vettura da un elemento di raccordo in carbonio che li fissa alla carrozzeria. Dall’estremità esterna del bargeboard si estende poi frontalmente una piccola aletta orizzontale, ed è praticamente dallo stesso punto che si innalza il deviatore di flusso a ponte, anche qui come in Renault fortemente inclinato all’indietro e collegato con un supporto in carbonio alle pance della McLaren. Pance che non sono “avvolte” dal suddetto deviatore, ma che nella parte superiore, all’altezza delle bocche dei radiatori, presentano due piccole paratie – la più esterna verticale e quella più interna orizzontale – che hanno il chiaro obiettivo di ripulire i flussi e di indirizzarli al meglio sulla parte superiore del cofano motore sfruttando l’effetto Coanda. Da una visuale dall’alto, inoltre, si nota come dietro ai bargeboard ci siano due ulteriori elementi aerodinamici che si estendono fin quasi all’inizio di un fondo piatto che sembra sollevarsi non di poco all’altezza delle pance, a loro volta piuttosto strette così come le bocche dei radiatori. Come sulla SF70-H, anche la MCL32 ha poi un air scope tradizionale ed una piccola presa d’aria aggiuntiva piazzata proprio sopra il casco del pilota.

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Come tutte le vetture 2017 – Mercedes esclusa – il cofano motore presenta una vistosa pinna, che termina diversi cm più in alto del profilo principale dell’ala posteriore. Ala posteriore che McLaren ha reso particolare: è inclinata come tutte, con le paratie laterali svasate come tutte, con la parte superiore che termina a V come tutte, con “tagli” sui bordi d’attacco e d’uscita come tutte, ma sulla MCL32 all’altezza della svasatura quattro paratie scendono verticalmente rimanendo in asse con la parte superiore, più esterna e larga rispetto alla parte bassa delle paratie. E’ una soluzione innovativa per questo 2017, e semmai dovesse rivelarsi funzionale c’è da scommetterci che sarà una delle prime cose che verranno modificate sulle vetture sprovviste di questa soluzione. Ala posteriore che ha poi un profilo principale concavo ma non eccessivamente “a cucchiaio” e che presenta l’ormai tipico incavo a V nella parte centrale dell’area destinata a stallare, con un singolo braccio in carbonio a collegare l’alettone al cofano motore. Poche considerazioni, oltre al fatto che anche sulla McLaren la rastremazione della zona posteriore sia piuttosto estrema, possono infine essere fatte sul fondo piatto, che appare completamente privo di aperture e che quindi è facile ipotizzare sia “posticcio” e destinato ad essere sostituito già prima dei test di Barcellona.

Come accade da due stagioni a questa parte, a Woking il loro lavoro sembrano averlo portato a termine più che egregiamente. Ora la palla passa alla Honda. Perché con un motore competitivo e con quei piloti, la McLaren potrebbe davvero candidarsi al ruolo di quarta incomoda per una lotta al vertice che finora ha visto partecipare solamente Mercedes, RedBull e Ferrari.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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