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Indy 500, O’Ward primo al Carb Day. Karam bacia il muretto

Anche il Carb Day è andato: ormai un solo giorno di pausa ci separa dalla 500 miglia di Indianapolis. La graduatoria sorride all’Arrow McLaren, che conquista l’alloro di giornata con Pato O’Ward e porta in Top 5 anche l’altro alfiere full-time, Oliver Askew. Sono tre motory Chevy a entrare in Top 10, in una giornata…

21 Agosto 2020
3 min read

Anche il Carb Day è andato: ormai un solo giorno di pausa ci separa dalla 500 miglia di Indianapolis. La graduatoria sorride all’Arrow McLaren, che conquista l’alloro di giornata con Pato O’Ward e porta in Top 5 anche l’altro alfiere full-time, Oliver Askew. Sono tre motory Chevy a entrare in Top 10, in una giornata che continua a illuminare le speranze della Honda (e in particolare di Scott Dixon).

O'Ward primo al Carb Day 2020

L’ultima sessione di prove libere prima della corsa: due ore di collaudi in configurazione gara. In quest’ultima giornata di test nessuno ha badato molto al cronometro. Ma il cronometro, fregandosene dell’indifferenza generale, ha badato a tutti gli altri. Registra un 0’39”9369 a favore di Patricio O’Ward, il giovane e promettente pilotino dell’Arrow McLaren SP. È lui a portarsi a casa la miglior posizione del Carburation Day, maturata dopo un buon lavoro durato ben 84 giri.

Dietro di lui si è fermato Scott Dixon, il principale candidato alla vittoria finale insieme al poleman Marco Andretti – il figlio d’arte si ferma invece in 28^ posizione. Il neozelandese e cinque volte Campione IndyCar accusa un distacco di 0”1262 dal capolista, ma riconferma uno stato di forma mirabile a dispetto dei soli 57 giri messi a referto. Dixon è il primo dei motori Honda, che continua a brillare sul catino dell’Indiana: sono sette i portacolori dei nipponici all’interno della Top 10.

Tra questi però scarseggiano gli Andretti, che oggi non si sono preoccupati del cronometraggio. Se il poleman Marco è addirittura 28°, poco meglio di lui fa Ryan Hunter-Reay in 22^ posizione. Hinchcliffe è 12° mentre Alexander Rossi, forse desideroso di riscattarsi dopo delle qualificazioni deludenti, si è portato al 3° posto (+0”1346 da O’Ward). Quanto a Ganassi, oltre a Dixon in P2, si accontenta di Ericsson in 8^ piazza e Rosenqvist in 27^. Pomeriggio migliore del solito per Penske, che riporta Josef Newgarden in Top 7 (7°, +0”2840) anche se Pagenaud, Castroneves e Power sono rispettivamente 14°, 17° e 24°. Quanto a Fernando Alonso, il #66 chiude l’ultima giornata di prove libere in 23^ posizione, ma sostiene che la macchina va bene nel traffico.

Il maratoneta di giornata è stato Marcus Ericsson, con ben 105 giri in saccoccia. Lo svedese del Chip Ganassi si è fermato in 8^ piazza. Nel tentativo di accumulare dati e migliorare la propria triste condizione di fanalino di coda, anche Ben Hanley ha approfittato delle ultime prove libere per girare più che ha potuto: sono 104 le tornate messe a verbale. (Ciononostante, il povero britannico si conferma anche oggi maglia nera di giornata). Medaglia di bronzo per resistenza a James Hinchcliffe, che chiude il Carb Day con 103 giri sulle spalle. La maggior parte degli altri piloti ha invece portato a casa un’ottantina di giri. Il più pigro è stato Sage Karam, a quota 38.

La giornata è stata relativamente tranquilla, se eccettuiamo un leggero spavento proprio per Sage Karam. L’americano ha strusciato contro il muretto di cemento ma non ha riportato danni rilevanti. Tuttavia, il suo Carb Day si è dovuto concludere in anticipo. L’incidente è avvenuto a poco più di mezz’ora dalla fine della sessione, che è durata per soltanto 120 minuti. Registrato anche un problema per Colton Herta, che via radio s’è lamentato di non essere abbastanza veloce. Il poleman degli altri si è fermato in 13^ posizione.

Nota di colore (politico) per JR Hildebrand, che ieri ha presentato un nuovo casco sul quale ha fatto scrivere Rights, Justice, Opportunity (Diritti, Giustizia, Opportunità). Il gesto dello statunitense è un appello per la giustizia sociale, tema sul quale si è molto interrogato nel corso degli ultimi mesi perché sua moglie è un’infermiera e ha toccato con mano le conseguenze dell’epidemia da coronavirus. L’elmetto è tutto nero – chiaro richiamo alle proteste BLM che hanno avuto tanto spazio in F1 grazie a Lewis Hamilton. Il cambio di livrea personale non gli ha però consentito di scalare la classifica, visto che si è comunque fermato in 31° posizione.

Adesso le IndyCar resteranno in silenzio fino alle 20.30 di domenica, quando partirà la corsa più veloce del mondo. Segue la classifica del Carb Day, a cura della IndyCar Series.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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