, ,

No, il successo di Ericsson alla Indy 500 non è la vittoria di un pilota scarso

La vittoria di Ericsson alla Indy 500 ha generato commenti sul presunto basso livello dei rivali. Ecco le nostre considerazioni in merito.

5 Giugno 2022
4 min read

Avete presente la famosa immagine dell’iceberg che si vede spesso sui social? Quella in cui dall’acqua sporge un piccolo pezzo di ghiaccio, mentre sotto la superficie si staglia una vera e propria montagna sommersa. Se non l’avete presente, ve la mettiamo qua sotto. In ogni caso, questa immagine viene generalmente utilizzata come segnale di diffidare dalle apparenze: di solito, ciò che da fuori può sembrare facile, cela in realtà una miriade di altre cose nascoste che hanno portato a ciò che si vede dall’esterno.

Ecco, tale metafora può descrivere, tra le varie cose, il motorsport. La percezione che molti hanno è che la Formula 1 sia l’unica serie esistente, perché è la più famosa, fermandosi solo a guardare quella senza provare a tuffarsi nell’enorme mare del motorsport. Certo, non è obbligatorio seguire tutte le corse, ma se è per questo neanche esprimere pareri lo è. Per molti, se non arrivi in cima, o addirittura, se ci arrivi senza essere “un Hamilton” (dominando, si intende), sei un fallito. Stando alle opinioni di questa gente, se vai a correre in Formula E, in Indycar, nel WEC, o nel GT, stai presenziando in campionati di scarti della Formula 1. Ogni volta che un pilota che non ha avuto una carriera eclatante in F1, o che addirittura non è riuscito ad entrarvi, vincano qualcosa di importante, ecco che tornano commenti del genere. Ultimo caso in ordine cronologico, la vittoria di Marcus Ericsson nella 500 Miglia di Indianapolis. Il pubblico dei social ha decretato che lo svedese sia un pilota scarso e che la sua vittoria in una gara così importante come la 500 Miglia di Indianapolis, altro non sia se non un chiaro segno di quanto sia basso il livello dei piloti.

Questa discutibile tesi è avvalorata, secondo molti, da altri piloti che in F1 hanno conquistato poco (si citano spesso Sato, Grosjean e Rossi) o di piloti ben avanti con l’età (Castroneves, Kanaan, e Montoya) che oltreoceano fanno bella figura. Il caso di Ericsson qui è usato a titolo esemplificativo, ma si può estendere ad esempio ai commenti riportati ogni volta che in Formula E vinca un Vandoorne o un Vergne, o al caso di Fernando Alonso, che quando andò lui a Indianapolis rischiò di fare il colpaccio al primo tentativo.

Chris Owens

Quello a cui voglio arrivare è che si è arrivati ad un eccessivo utilizzo del termine “scarso”. Lo spettatore medio, guardando solo la Formula 1, crede che questa sia il centro del mondo. I piloti sono divisi in “forti” e “scarsi” – e dico scarsi per non usare altri termini -, quando in realtà questo rappresenta il vertice delle competizione a quattro ruote, l’Olimpo del motorsport. Solo pochi per volta possono accedervi, e soprattutto, con il passare del tempo, sempre di meno possono rimanervi di anno in anno. E sto volutamente ignorando una miriade di altri fattori, come l’età, la maturità personale, le esperienze pregresse, l’adattamento alla vettura… tutte cose che possono influenzare una carriera sportiva.

Nel caso specifico di Ericsson, parliamo di un pilota che, dopo buoni risultati nelle categorie minori, è giunto in F1, rimanendovi per cinque anni in team di bassa classifica, senza particolari acuti, vero, ma senza neanche fare disastri epocali. Qualcuno potrebbe sottolineare che l’ha potuto fare perché aiutato dagli sponsor, ma quale brand ti dà soldi e fiducia se non crede nelle tue capacità? Marcus, dopo aver concluso la sua esperienza nella categoria regina, si è spostato in Indycar, diventando man mano un top driver della serie vincendo qualche gara, fino al culmine della Indy 500. Non si tratta quindi di un successo casuale, un exploit, ma di un traguardo giunto facendo un passo alla volta, e soprattutto arrivato con una prestazione sontuosa dello svedese, maturata nell’ultimo stint con sorpassi eccellenti e difesa fino all’ultimo con l’aggressività di chi sa che si trova davanti l’occasione della vita e non vuole farsela scappare.

Arrivare in Formula 1 non è facile e non è da tutti. Già il semplice fatto di aver disputato un Gran Premio è motivo di vanto, poiché vuol dire essersi messi alle spalle chissà quanti piloti per arrivare ad occupare uno di quei pochi posti. E’ vero che l’obiettivo comune di chi gareggia è quello di vincere e solo pochi possono raggiungerlo, ma negare il merito di chi non ce la fa, fermandosi a pochi centimetri dalla vetta dell’iceberg, vuol dire sottovalutare l’enorme impegno che ci mettono questi piloti.

Ericsson, nel caso specifico, non è Hamilton. Ma se ragioniamo in base a tutti i piloti esistenti al mondo, è inaccettabile definirlo scarso. Se tutti quanti capissimo questo, imparndo ad apprezzare le gesta dei pochissimi in grado di apprezzare un qualunque posto della scalata, probabilmente i social sarebbero un posto migliore.

Subscribe and get freshly baked articles. Join the community!

Sign up for our newsletter and get a head start on the morning’s top stories.

By signing up, you agree to our Privacy Policy and Terms.

Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

Featured Articles

R Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Rosberg ed Hamilton, lo scontro è ad armi pari: uguale la scelta di gomme dei due

Ci siamo, il momento della resa dei conti è giunto. 20 GP alle spalle, uno solo da affrontare. Ed è proprio in quell’unica Gara ancora […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Il ritiro di Audi e quelle nubi che si addensano sul futuro del WEC

  Sono passati poco più di 10 giorni da quell’annuncio che ha fatto tremare dalle fondamenta il mondo dell’Endurance. Era infatti il 26 ottobre quando […]

I Read More

4 Ruote24 Novembre 2016

Info, Orari, Record e Classifiche: guida al GP di Abu Dhabi di F1

4 ore di Prove Libere, un’ora di Qualifica ed un’ora e mezza o poco più di Gara. E’ questo quello che rimane alla Stagione 2016 […]

H Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Hamilton parte forte ad Abu Dhabi: sue le FP1. 2° Rosberg, incalzato dalle RedBull

Se la strategia per il weekend è quella di mettere più pressione possibile sulle spalle di Nico Rosberg, Lewis Hamilton la prima Sessione di Prove […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Non solo F1: ad Abu Dhabi, Giovinazzi si gioca il Titolo in GP2. Ecco gli orari di Qualifica e Gara

Essere “sotto i riflettori”, ad Abu Dhabi, non è solamente un modo di dire, vista l’illuminazione artificiale che rischiara la notte desertica degli Emirati Arabi […]

N Read More

4 Ruote25 Novembre 2016

Nelle FP2 di Abu Dhabi 79 millesimi dividono Hamilton e Rosberg. Velocissime le RB, problemi per Vettel

1’40”861. E’ questo il limite imposto da Lewis Hamilton nel corso della seconda sessione di Prove Libere del weekend di Yas Marina, ultimo appuntamento del […]

L Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Le FP3 di Abu Dhabi si tingono di rosso: 1° Vettel, con le Mercedes che si nascondono

Probabilmente, tutti firmerebbero per avere una griglia di partenza così per il GP di Abu Dhabi di domani. Tutti, tranne Nico Rosberg e Lewis Hamilton, i […]

H Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

Hamilton vola ad Abu Dhabi: è Pole! 2° Rosberg, che teme la strategia RedBull

Casco sempre calcato in testa, visiera abbassata, sguardo inafferrabile ed indecifrabile. Il weekend di Lewis Hamilton si potrebbe riassumere così, in una ricerca spasmodica della […]

G Read More

4 Ruote26 Novembre 2016

GP2, Gasly straccia tutti ad Abu Dhabi, Giovinazzi 5° tra problemi

Poteva andare meglio. La gara lunga di Abu Dhabi è andata a Pierre Gasly, che guadagna 25 punti e si lancia verso il titolo GP2 […]

S Read More

4 Ruote27 Novembre 2016

Sfuma il sogno di Giovinazzi: Pierre Gasly è Campione GP2

Non ha avuto il ritmo. Per tutto il weekend. E come avrebbe potuto vincerlo il titolo, Antonio Giovinazzi? Il pilota italiano non è veloce sulla […]

M Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

Mercedes è pronta a sospendere Hamilton? Sicuramente no, per fortuna di Rosberg

Per certi versi, sembra di essere tornati indietro nel tempo sino alla vigilia del GP di Montecarlo. Non vi ricordate cosa accadde in quei giorni? […]

F Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

F1, GP di Abu Dhabi: ecco le pagelle di tutti i protagonisti

E così siamo giunti alla fine. Anche il Mondiale 2016 di F1 è andato in archivio, incoronando dopo una lotta durata un’intera stagione Nico Rosberg […]

c Read More

4 Ruote28 Novembre 2016

+80 cv, -25 kg: Tutto sull’epocale cambio di regolamenti del WRC

Con la chiusura del Mondiale Rally 2016 avvenuta da poco più di una settimana e coronata dall’ultimo trionfo Volkswagen, l’ambiente del WRC sta rapidamente dirigendo i […]

O Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Opel Astra 1.6 Innovation: quando migliorare non vuol dire costare di più

Che la nuova Opel Astra fosse cambiata, rispetto alla versione precedente, lo avevo intuito sin da quando ho visto le prime foto. Quelle immagini che […]

M Read More

4 Ruote29 Novembre 2016

Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

L’attesa è finita: il nuovo numero di Michel Vaillant è uscito in italiano. Nona Arte-Renoir ha terminato la traduzione e lo ha distribuito urbi et […]