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La Ferrari #83, con Kubica, conquista l’Hyperpole della 6H di Austin. Nelle qualifiche GT3 doppietta Mustang!

La leggera pioggia aumenta lo spettacolo nelle qualifiche della 6H di Austin. Il talento di Kubica fa svettare la #83, in GT3 è assolo Mustang

7 Settembre 2025
10 min read

Hyperpole dal meteo pazzo ad Austin, con tutte le sessioni più o meno inficiate dalla pioggia. Ne è uscito un gran spettacolo, con il talento di Kubica a svettare infine su tutti gli inseguitori. Tra le GT assolo di Proton Competition, con le due Mustang regine incontrastate della Hyperpole LMGT3. Ecco il riassunto delle qualifiche della 6H di Austin.

© Javier Jimenez / DPPI

Ad Austin, Circuit of The Americas, ci sono 26 gradi nell’aria, e 33 °C sull’asfalto, quando inizia la prima sessione delle qualifiche. È scesa qualche goccia d’acqua nelle FP3, e per le qualifiche la situazione è abbastanza simile, forse quasi più a rischio pioggia. Come sempre sessioni separate per LMGT3 e Hypercar, 12 minuti di pre-qualifica e 10 minuti di Hyperpole per entrambe le classi. Si parte coi Bronze al volante delle GT, con le due Aston Martin di Heart of Racing e Racing Spirit of Leman a guidare il plotone in uscita dalla pitlane. Immediatamente tutti in pista, per cercare di gestire al meglio il riscaldamento delle gomme. Coperture Goodyear Hard per tutti, unica mescola per questo appuntamento. Ci sono un po’ di gocce di pioggia sui parabrezza delle GT3, con i primi giri che si chiudono dal 2’40” al 3’42”, passeggio.
7 minuti e mezzo mancanti, quando i primi arrivano in fondo al rettilineo posteriore, e la pioggerellina aumenta! È difficile decidere se spingere, col rischio di girarsi ma riuscendo a segnare un buon tempo, oppure scaldare bene le gomme ma incorrere nella pioggia un giro dopo. Il primo tempo degno di nota lo fa segnare Ahmad Al Harthy, al volante della BMW #46. Tempo di 2’25″987, siamo a una ventina di secondi dai migliori giri delle prove. Il pilota dell’Oman è seguito da Ian James (Heart of Racing) e Bernando Sousa (Proton Mustang).

Gocce in aumento, ma temperatura delle gomme anche. Ian James passa in testa, braccato dalle due Ford Mustang di Gattuso (#88) e Sousa (#77). Successivamente chiude il giro e passa al comando Umbrarescu, sulla Lexus #87, seguito poco dopo da Shahin, che issa la BMW #31 (The Bend) in seconda posizione. Tre minuti alla fine, le condizioni restano incerte ma ancora interessanti, con settori record per Al Harthy. Rilancia Ian James, primo in 2’18″190, quindi superato da Sousa, Al Harthy e Gattuso, che in successione si prendono le prime tre posizioni. A un minuto e mezzo dalla fine, mentre stava chiudendo un buon tempo, si gira Arnold Robin, con la Lexus RC F che si pianta in testacoda all’interno dell’ultima curva. Keating, padrone di casa su Corvette TF Sport #33, a un minuto dalla fine è in tredicesima posizione, escluso! L’imprenditore texano, proprietario di diverse concessionarie nello Stato, trova il tempo che lo eleva fino alla sesta posizione. Ian James rilancia nuovamente, quindi ritornano sul traguardo Umbrarescu e Al Harthy, che uno dopo l’altro rubano la prima posizione. Alla fine la spunta però Shahin su BMW, che chiude in 2’12″241, rifilando ben 1″130 alla gemella #46 inseguitrice. Umbrarescu e Ian James sono a 1.7 e 2.1 secondi di ritardo, a causa anche di una pista che nel finale è migliorata veramente tantissimo.
Male le due Ferrari, sempre nelle ultime posizioni ed escluse, e anche le Porsche. A sorpresa esclusa una delle due Ford Mustang che aveva ben figurato a inizio sessione, quella di Gattuso, mentre decima si qualifica per un pelo la #77 di Sousa. Quest’ultimo si è qualificato nonostante un distacco di 4″170 dalla testa, vittima di un giro fatto segnare un poco in anticipo in confronto agli altri. Stessa sorte di separazione per le due Mercedes, una dentro e una fuori, e per le Corvette e Aston Martin.
Appena prima di partire per la Hyperpole la sessione viene però posticipata, a causa di una investigazione sulla #87 di Umbrarescu, accusato di essere passato sotto la bandiera a scacchi due volte!
Dopo un paio di minuti la sentenza nel Doc. 39, Lexus #87 esclusa.

qualifiche 6h austin
© FIA WEC

La Hyperpole, come detto iniziata in leggero ritardo a causa della investigazione, vede quindi due Mustang in pista!
Dai team radio, ma soprattutto dalle immagini, si annota come la pioggia sia ora leggermente più intensa,grade one” dice il muretto McLaren ai suoi piloti. I Silver, ora schierati al posto dei colleghi Bronze, però non si pongono particolari problemi, anzi! Quasi tutti iniziano a spingere forte da subito. Dopo un giro di lancio, al secondo passaggio, la testa provvisoria se la prende Giammarco Levorato, su Mustang Proton #88. Lo segue Sean Gelael, in 2’10″347 su McLaren 720S. Appena dietro l’altra Mustang, condotta da Ben Tuck, e più lontani tutti gli altri.
Gelael, con settore centrale record, perde leggermente il controllo della supercar inglese nella staccata dopo il rettilineo posteriore, ma riesce comunque a migliorare leggermente in 2’10″109 trovando la P1 provvisoria. Dura veramente poco, a causa di un giro incredibile di Ben Tuck, con tutti settori record il britannico si prende la prima posizione in 2’08″556. Anche per lui però la gioia dura poco, visto che viene superato poco dopo dal compagno di squadra, Levorato, che con tutti gli intertempi fucsia prende la testa in 2’08″020. Le due Mustang sono seguite ora dalla Lexus di Gehrsitz (+1.707 secondi!) che ha appena segnato un buon tempo e da Sean Gelael, che si trova però a oltre 2″.
Rossi a un minuto dalla fine è invece in ultima posizione, a 10.745″ di ritardo. In grande difficoltà Valentino nell’ennesimo rilancio trova infine il giro buono. L’italiano ex MotoGP, a pochi secondi dal termine, riesce a portarsi a casa una buonissima quinta posizione provvisoria.
Migliora Gelael nel penultimo giro, ma non fa meglio di terzo a +1.247″. Il suo ultimissimo giro lanciato, a tempo scaduto, regala poi all’indonesiano la conferma della seconda posizione, in 2’08″262. Non finisce qui però, perché Tuck un attimo dopo trova un grandioso 2’07″663, che lo proietta in cima alla classifica! Sotto la bandiera a scacchi arriva poi anche Levorato, che un’altra volta batte il compagno di squadra. 2’07″645 per l’italiano di Proton, soli 18 millesimi di margine per ottenere la pole position.
Rossi riesce a migliorarsi ancora, conquistando la quarta posizione in 2’08″972 (+1.327), mentre sono ben più lontani gli altri sei Silver impegnati in qualifica. Prepotente doppietta per le Ford Mustang di Proton Competition, che rifilano 6 decimi a Sean Gelael, l’unico a impensierire i piloti delle muscle cars.
A sessione finita è arrivata una penalizzazione per Ben Keating, Corvette #33, che retrocede TF Sport di 3 posizioni per un contatto con la Ferrari #54.

qualifiche 6h austin
© FIA WEC

Anche in Hypercar, visto il meteo, tutti subito fuori per cercare di prendere confidenza con la pista. Sessione dichiarata bagnata, con luci da pioggia in low mode obbligatoriamente accese. Le Ferrari e le Aston escono davanti a tutti, e immediatamente la situazione pare ben peggiore di quanto visto con le LMGT3. Dall’on board di Giovinazzi si nota il cofano anteriore imperlato di gocce di pioggia, mentre tutte le auto hanno i tergicristalli accesi. Rischia subito tantissimo Alex Lynn, che quasi perde la Cadillac #12 nel serpentone iniziale. Traffico incredibile, con le Toyota che, uscite dal fondo della pitlane, cercano di risalire lo schieramento mentre chi li precede prova a non girarsi. Missioni fallite rispettivamente da Kobayashi e Lynn. Il giapponese va lungo all’ultima curva dopo un bloccaggio (anche per evitare alcune Hypercar francesi), il britannico invece si gira in curva 11 facendo uscire le doppie bandiere gialle. La V-Series.R #12 di Jota riparte, la sessione prosegue. Giovinazzi fa segnare tutti settori record, a 7 minuti dalla fine, chiudendo il suo giro con la prima posizione provvisoria (2’15″319). Lo copia Estre, coi primi due intertempi fucsia, ma il francese rovina tutto con un errore nel terzo settore. Sale in P2 Nicklas Nielsen sulla 499P #50, con il veloce Milesi (Alpine #35) in terza posizione. Seguono le due auto private, cioè la 963 di Proton (Varrone) e Kubica sulla Ferrari gialla.
Si rilancia Estre quando mancano poco più di 5 minuti, primo settore record (battuto un attimo dopo da Vergne su Peugeot!) e stesso colore fucsia nel terzo (battuto poi da Varrone su Proton, che sta volando). Estre chiude in prima posizione provvisoria, mentre si migliora anche Giovinazzi. Arriva poi un plotone bello aggressivo, con Andlauer (#5), Schumacher (#36) e Vergne che in successione salgono nelle prime posizioni, fuori dalla elimination zone in cui erano relegati.
A tre minuti dal termine sono qualificate le tre Porsche e le tre Ferrari, insieme alle due Alpine (sesto Schumi e 8° Milesi), la Peugeot #93 e la BMW #15 con Vanthoor al volante. Passa nuovamente in testa Nielsen, poi anche Kubica si migliora avvicinandolo. A due minuti dal termine altro acuto di Nico Varrone, P1 in 2’03″677. Sono fuori in questo momento le due Cadillac e le due Toyota! Hirakawa trova poi la P10, mentre le altre auto nominate si trovano negli ultimi tre posti. Il problema per le due Jota e la Toyota #7 risiede nelle gomme WET scelte dai tre equipaggi. Una strategia che non ha assolutamente pagato, nonostante le buone intenzioni: l’idea era di trovare velocemente temperatura e liberarsi dal traffico.

Un minuto alla fine, dopo tanti errori chiude finalmente un giro Alex Lynn, che si issa in seconda posizione in 2’03″952.
Improvvisamente tutti migliorano e di parecchio, la pioggerellina è sparita, sembra che ora la pista si stia sensibilmente asciugando, sale la temperatura. I tempi vengono abbattuti di diversi secondi. Inizialmente Giovinazzi prende la testa, battuto poi dai compagni Nielsen e Kubica, con quest’ultimo leader in 2’00″939. Le Ferrari hanno girato quasi tre secondi più veloci di chi segue! Mancano 30 secondi alla fine della sessione, in mezzo alle tre Ferrari si infila Van der Linde, al volante della BMW M Hybrid V8 #20. Poi è ancora Nico Varrone a posizionarsi davanti a tutti, passando sul traguardo in 2’00″340, un istante prima della bandiera a scacchi, timing fantastico per Proton!
È l’ultimo giro per tutti, Bamber ancora 17° spinge forte per cercare di salvare la Cadillac #38, ma il neozelandese non fa meglio di tredicesimo, una Jota fuori! Anche Kobayashi, in difficoltà dall’inizio, non migliora a sufficienza. Il team principal e pilota è solo 16°, addirittura a +4″942 da Varrone. 3.612 secondi il ritardo di Lynn, che non migliora nell’ultimo tentativo e perde il treno dei primi dieci. Anche l’altra Jota è esclusa dalla Hyperpole!
Schumacher trova la settima posizione provvisoria, in 2’00″763, ma la pista si sta asciugando a vista d’occhio ora. Lo superano quasi tutti negli ultimi secondi, con Varrone che rilancia ancora e si prende la prima posizione, in 1’58″155, rispondendo a Kubica (+0.250″). Dietro il polacco ci sono Estre e Nielsen entro il secondo, quindi Giovinazzi e Vanthoor (BMW #15), con quest’ultimo che ha trovato il giro buono all’ultimo respiro (1’59″676).
Hirakawa fa segnare l’ottavo tempo sotto la bandiera a scacchi, poi arrivano Vergne e Riberas che lo superano! Toyota #8 decima, Peugeot #93 nona, è ottava la Aston Martin Valkyrie #009, che passa in Hyperpole!
Esclusa praticamente una macchina per ogni costruttore, si salvano solo le Ferrari. Molto male Cadillac, con Lynn che proprio nel finale non è riuscito a rilanciare con un giro che forse poteva essere nelle sue corde. Sorprende Nicolas Varrone, leader di sessione e finalmente in Hyperpole con Proton, mentre la #5 ufficiale è esclusa dai dieci. Finale di sessione incredibile, quando ha smesso di piovigginare, con Schumacher che dai primi posti si è trovato alla fine in 13ª piazza. Kobayashi alla fine è addirittura oltre i 7 secondi di distacco dal leader, a causa ovviamente dell’azzardo delle gomme rain che non ha funzionato. Stessa storia per Cadillac, che ha fallito nell’attacco finale a pista mezza asciutta.

qualifiche 6h austin
© FIA WEC

Si riparte per l’ultima sessione di giornata, e c’è di nuovo pioggerellina sul traguardo, incredibile. Tutti subito fuori, e iniziano addirittura delle sfide per la track position. In pitlane le due Ferrari di Nielsen e Kubica quasi si chiudono a muro, mentre in pista Vergne cerca di superare la Porsche #6 di Estre, forse rischiando un po’ troppo in curva 11, al limite del bloccaggio. C’è fretta, il meteo è leggermente peggiorato ma potrebbe anche precipitare (letteralmente).
Il primo a iniziare il giro è Giovinazzi, seguito da Nielsen sull’altra 499P ufficiale. Il danese sbaglia leggermente in curva 12 (staccata rettilineo posteriore), mentre l’italiano chiude la prima tornata in testa, con un discreto 2’02″155. Molto più lenti tutti gli altri, solo le due rosse hanno spinto forte nel primo giro lanciato, secondo dall’uscita box.
Nielsen migliora tutti i propri settori nel secondo tentativo, ma Giovinazzi riesce a fare ancora meglio. Per il danese della 499P #50 un tempo di 1’58″640, l’italiano invece comanda addirittura in 1’57″751. Tra i due si inserisce poi Estre (1’58″619), ma è Kubica a precedere tutti alla fine del terzo giro! 1’57″655 per il polacco, 96 millesimi di ritardo per Giovinazzi. Estre e Nielsen sono lontani, a 964 e 985 millesimi rispettivamente, tutti gli altri oltre il secondo e mezzo (5° Vergen su Peugeot). Che differenza che hanno fatto i primi due.
C’è di nuovo pioggia su muso e windshield della Hypercar Ferrari, con Giovinazzi che sbaglia alla penultima curva ed esce dai track limits, giro buttato. Lontano dalle perfomance della pre-qualifica Nico Varrone, non meglio di sesto e molto distanziato.
A sorpresa, nonostante le condizioni in peggioramento e mentre tutti vanno lunghi nelle vie di fuga, si registra un grandioso giro di Jean-Eric Vergne, che ruba il terzo posto a Estre portando la 9X8 #93 a 0.851 secondi dal Kubica. 1’58″506 per la LMH francese!
Un minuto al termine, piove sul settore finale, e Vanthoor dopo il secondo settore record non riesce a migliorare il proprio tempo. Rimane nono, in un giro che avrebbe potuto portarlo come minimo in seconda fila se non ci fosse stata pioggia nelle ultime curve. Invece il belga ha perso 6 secondi dal secondo intertempo all’arrivo. Nell’ultimo settore poi scivola anche Milesi, che non migliora la settima posizione. L’asfalto è troppo bagnato, la qualifica è sostanzialmente finita qui.
Ormai le uniche cose che illuminano il tabellone dei tempi sono le bandiere gialle che si accendono e si spengono, con Vanthoor che dopo il pessimo settore finale precedente perde l’auto nel giro successivo, all’inizio dello snake. Sbinnata e scivolamento per tutta la via di fuga in asfalto, la BMW entra nell’erba e il belga è molto fortunato a non impattare sulle barriere, per qualche decina di centimetri.
Finisce così: pole position per Robert Kubica sulla 499P #83, seguito da Antonio Giovinazzi e da un clamoroso Jean-Eric Vergne. In seconda fila col francese ci sarà Kevin Estre (Porsche #6), quindi Nielsen e Varrone in terza.
Appuntamento domenica alle 20:00 italiane per la partenza della Lone Star Le Mans, che promette grandi sfide condite forse da un meteo nuovamente incerto.

qualifiche 6h austin
© FIA WEC

AGGIORNAMENTO: La Peugeot 9X8 ha perso la terza posizione, a causa di un problema tecnico che le ha impedito di accendere la rain light posteriore. Maggiori dettagli nel nostro post su Instagram:

Questa la classifica finale revisionata:

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© FIA WEC

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Tommaso Costa

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