Che fosse forte, lo sapevamo. Che fosse di una simpatia e disponibilità disarmante, pure. Ma con Mattia Drudi è sempre un grande piacere parlare, e lo abbiamo fatto in occasione della sua prima 24 Ore di Le Mans, nella quale partirà in pole position di Classe LMGT3 con la sua Aston Martin Vantage LMGT3 del Team Heart Of Racing.

Ci sono piloti che interpretano il loro ruolo in maniera seriosa, replicando fuori dalla pista le caratteristiche agonistiche che li contraddistinguono alla guida delle loro bestie a motore.
Ci sono altri piloti, invece, che interpretano il loro ruolo in maniera leggera, serena, con fare che usereste con amici o addirittura in famiglia, sebbene in pista dimostrino una cattiveria agonistica a volte senza eguali.
Mattia Drudi fa sicuramente parte di quest’ultima categoria, e intervistarlo in occasione della sua prima 24 Ore di Le Mans è stata l’ennesima conferma di ciò. Il buon Mattia, che ha chiacchierato amichevolmente con noi nella Hospitality di Aston Martin del Team Heart Of Racing nella mattinata di giovedì, qualche ora dopo ha indossato il caso, è sceso in pista per la Hyperpole, ha fatto il miglior tempo di tutti in Classe LMGT3, è stato celebrato sul podio davanti alle tribune già gremitissime, e ha rifiutato di elaborare oltre.
Una prestazione, quella di Drudi a Le Mans, che non sa di vera sorpresa; in effetti, nel corso dell’intervista ci ha infatti spiegato il suo stato di forma e le aspettative che ripone nella sua prima apparizione a La Sarthe, dove prima di lui – qualche decennio fa – vinse anche un altro Drudi, che di nome fa Luca e che di Mattia è padre e mentore.
FT: Ciao Mattia! Grazie per averci accolti! Innanzitutto, come stai? Come ti senti?
MD: Ciao! Mi sento bene, grazie, preparato per questo mese che sarà bello pieno.
FT: Caspita, altro che bello pieno! Noi parliamo sempre delle tre endurance da 24 ore, però in realtà sei stato due settimane fa a Monza a correre la 3 Ore del GT World Challenge, poi dopo le tre 24 ore che correrai nei prossimi giorni sarai a San Paolo per la 6 Ore del WEC, poi c’è Misano, che è casa tua, ancora per il GTWC…dunque davvero sarai in ballo per più di un mese consecutivamente!
MD: …e poi, dopo Spa, avrei anche la 25 ore della Fun Cup a Spa-Francorchamps…
FT: Ah, la Fun Cup, certo!
MD: Penso di essere l’unico che farà tre gare da 24 ore più una da 25! (Ride, ndr) Non sarà facile!
FT: Non sarà facile, però ti vedo carico, rilassato: avete fatto dei buoni risultati sia nelle qualifiche di ieri (l’intervista è stata realizzata prima della stupenda Hyperpole, ndr) sia nei test. Come ti sei sentito alla guida della Aston?
MD: Molto bene, finora. Ovviamente fino alla gara non si sa mai chi si nasconde di più e chi di meno, però siamo soddisfatti del bilanciamento fino ad ora. Abbiamo ancora qualcosina su cui lavorare ma onestamente già il punto di partenza è stato molto buono quindi è qualcosa che ti aiuta nel corso del weekend, perché non devi correre dietro al setup o a pensare cose pazze da cambiare.
In Qualifica Ian (James, ndr) è andato molto molto bene, ma comunque anche nelle prove libere eravamo lì; abbiamo provato a portare le gomme al triplo stint, che sarà da fare durante la gara, con buoni risultati. In una 24 Ore tante cose possono succedere, però sono ottimista per il nostro punto di partenza!
FT: Quindi una base solida da cui partire. Hai parlato di triplo stint: sarà necessario dunque farlo durante la 24 Ore?
MD: Bisogna concentrarsi sul setup in modo che sia “gentile” sulle gomme, poi ovviamente la notte sarà più facile perché è più fresco e quindi il triplo stint lo riesci a fare più facilmente; visto che la temperatura sarà anche parecchio più alta rispetto alle medie degli anni passati qui a Le Mans, durante il giorno magari il triplo non si riuscirà a fare…bisognerà fare il doppio, però comunque c’è un numero di gomme a disposizione per la gara e dunque bisogna gestirlo nel modo migliore.
FT: Quindi previsioni per la gara? Sarà totalmente asciutta?
MD: Al momento sì, poi ovviamente qua i temporali possono arrivare in fretta…però le previsioni sono buone, magari farà un po’ di pioggia venerdì sera; però con questa temperatura la pista si asciuga molto in fretta, quindi anche se piovesse venerdì notte o anche un po’ sabato mattina, la gara sarebbe asciutta.
FT: In generale, il tracciato ti dà tanta usura sullo pneumatico oppure è abbastanza gentile?
MD: Bisogna gestire, almeno nel nostro caso; ogni macchina poi è diversa, l’anteriore nella sezione delle Curve Porsche, Indianapolis è abbastanza critico, perché è facile fare overdrive e quindi magari forzare di più l’anteriore. Poi nelle zone rettilinee le gomme hanno tempo per raffreddarsi, quindi diciamo che è meno critica rispetto ad altre piste, però con la temperatura che c’era soprattutto nelle qualifiche (32°C l’aria e 40°C l’asfalto) non è facile, quindi bisogna iniziare lo stint già pensando a gestire la gomma per l’eventuale triplo stint.

FT: E a proposito di “triplo”…tornando all’argomento delle tre 24 Ore che avrai da correre, ti chiedo, secco, di elencarmi a partire dalla tua preferita le 3 gare!
MD: Tutte e tre! Le Mans è la prima volta che la faccio, quindi è una gara davvero speciale anche perché è la mia prima, ed era da tanto che volevo farla! Prima, ovviamente, essendo con Audi e quindi non avendo il programma GTE, non c’è mai stata occasione per prenderne parte. Adesso con Aston Martin e con la LMGT3 c’è stata occasione. Poi l’anno scorso era il mio primo anno con il marchio inglese, quindi sono rimasto solo nel GT World Challenge. Quest’anno il mio obiettivo era arrivare nel WEC e soprattutto correre qua, e quindi questa è la gara su cui probabilmente puntavo di più. Poi sai, c’è Spa che abbiamo vinto l’anno scorso, e ora c’è un po’di pressione in più perché, sai…sei il vincitore dell’anno prima, però non dico che mi sono tolto quasi un peso, ma quasi: c’è gente che prova a vincere quella gara tutta la carriera e magari per un motivo o per l’altro non riesce. Noi siamo riusciti nell’edizione del Centenario, al mio primo anno con Aston Martin, con la nuova macchina… quindi è stato molto speciale! Dunque non posso dire che non mi interessi più, perché Spa è comunque Spa!
FT: Però, insomma, hai già messo in bacheca la vittoria!
MD: Esatto, quella c’è e non me la toglie nessuno! Al Nürburgring volevo tornarci perché con Audi ho corso quattro volte, con il miglior risultato un 6° posto, che non è male…però penso che Aston Martin si adatti molto bene alla pista. Quest’anno sembra che non ci sia neanche la nebbia (del 2024, che aveva bloccato l’evento, ndr), e che ci sia tempo bello, quindi speriamo di riuscire a fare una 24 ore completa! In definitiva, la 24 Ore di Le Mans sicuramente è quella in cui volevo esserci di più delle altre due!
FT: E per quanto riguarda le diverse gomme che utilizzate nelle tre diverse Endurance, trovi tante differenze? Ci sono particolarità che devi mettere in pratica nella 24 ore di Le Mans, poi al Nürburgring, e poi Spa?
MD: Beh, nel WEC le Goodyear sono gomme un po’ più dure, diciamo che devono durare per più stint; mentre sia al Nürburgring che nel GT World Challenge fai uno stint poi cambi le gomme, cioè sei obbligato a cambiarle, quindi puoi e devi spingere di più. Tra Nürburgring e Spa ci sono magari meno differenze, perché appunto spingi dall’inizio alla fine. Qua a Le Mans, invece, devi guidare molto pulito per preservare le gomme. Poi al Nürburgring hai mescole diverse, quindi devi essere anche bravo a decidere quale mescola è meglio per quel momento specifico della gara, dunque sai…ci sono un po’ di diversità. Però alla fine la macchina è quella, quindi dopo qualche giro che ti aiuta a capire un po’ di nuovo la gomma ti trovi a tuo agio subito.
FT: Una battuta sulle 24 ore di Le Mans: se dovessi descriverla con una parola, come la descriveresti?
MD: Unica! Unica, perché ancora ovviamente non siamo al sabato e domenica, però essendo qui da giovedì scorso sento l’Hype che sta crescendo! Arriva sempre più gente, ci sono un sacco di eventi, anche il Paddock è molto bello, pieno, ci sono un sacco di strutture…sicuramente sabato sarà davvero speciale essere in griglia con le 300/400mila persone che sono previste!
FT: Qui a Le Mans c’è anche tuo padre (Luca Drudi, ndr) che qui ha già corso, è bene direi!
MD: Eh, non male, perché ha corso tre volte e ha vinto due volte nella sua Classe!
FT: Direi che il buon Luca Drudi ne sa parecchio di come su guida nella 24 Ore di Mans: ti ha dato qualche consiglio?
MD: Sì, certo! Da quando sono piccolo sento le storie di Le Mans. Ovviamente, da quando l’ha corsa lui è cambiata, è cambiata molto come gara ma anche come pista. L’ultima volta che l’ha fatta mi sembra sia stato il 2002, quindi sai, in 23 anni ne cambiano di cose. Immagino che lui abbia trovato un ambiente e una pista completamente diversa, però di consigli me ne può dare una valanga e sarebbero validi sempre, per tutta la vita, quindi sì, dei consigli me ne eccome! Ora qua si sta godendo la settimana, ma anche lui non si perde nulla. Per lui sarebbe vacanza, ma è sempre lì nel box a guardare i tempi, onboard, eccetera…quindi se la gode, ma comunque sempre è lì che vuole sapere tutto!
FT: Che forte! Bene Mattia, noi ti ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e ti auguriamo il meglio per questo mese intensissimo!
MD: Grazie a voi, ciao!
