Nel corso del weekend dell’E-Prix di Londra di Formula E abbiamo intervistato Tommaso Volpe, Team Principal di Nissan neovincitrice del mondiale piloti con Oliver Rowland.

Con Tommaso avevamo già parlato prima del round di Monaco, in piena lotta mondiale: da allora sono arrivati altri due successi, che hanno proiettato Rowland e la Nissan in testa al mondiale piloti, prima del successo arrivato matematicamente nello scorso appuntamento di Berlino.
Con il Team Manager italiano abbiamo parlato della stagione appena conclusa di quella che deve ancora venire. Ma abbiamo anche parlato dei piloti: da quello che rimarrà, Rowland, da quello che è incerto, Nato, a quelli del futuro, Minì e Pulling.
Fuori Traiettoria: Ciao Tommaso, ci siamo visti a Monaco, quindi a metà stagione. Vorrei fare con te il punto della situazione alla fine del campionato: ti aspettavi un risultato del genere in così poco tempo? In soli due anni, siete arrivati a un traguardo importantissimo.
Tommaso Volpe: Ciao a voi. Sì e no: ci aspettavamo sicuramente che avremmo performato bene, perché sapevamo che nella Stagione 11 avremmo avuto un pacchetto molto forte. Sapevamo anche che il team stava crescendo, perché avevamo fatto investimenti mirati in formazione, in recruitment e in tutto ciò che poteva portare il team a essere quello che è oggi.
Non ci saremmo però aspettati il dominio – uso questa parola con attenzione – che abbiamo messo insieme nel campionato piloti.
Già l’anno scorso ci aveva sorpreso: mi aspettavo che, essendo la prima stagione con Oliver, avrebbe iniziato a performare bene solo nella seconda metà dell’anno. Invece, dopo tre gare era già sul podio. Anche il modo in cui ha vinto quest’anno è stato una sorpresa; ma non avevamo dubbi che avremmo lottato per il Mondiale.
FT: In una precedente dichiarazione, Oliver ha detto che vorrebbe usare il numero 1 l’anno prossimo, ma sa che il 23 è storicamente legato a Nissan. Ne avete già parlato?
TV: Sì, ne abbiamo parlato subito. Credo che alla fine userà il numero 1, perché è una soddisfazione per il pilota ma anche per il team, dopo anni difficili. Solo quattro anni fa eravamo decimi nel campionato, quindi penso che ci siamo meritati di vedere il numero 1 sulla nostra macchina.
Il 23 rimane un numero importante per Nissan, magari troveremo un modo diverso per continuare a valorizzarlo.

FT: Veniamo all’altro lato del box: non avete ancora annunciato Nato per l’anno prossimo, ma ci sono dei rumor. Come valuti la sua stagione? E tra i piloti liberi c’è, ad esempio, Taylor Barnard, che ha fatto molto bene da rookie: è un’opzione?
TV: Ci siamo promessi di prendere una decisione dopo questa gara di Londra, quindi entro la prossima settimana decideremo. L’anno scorso decidemmo troppo tardi, e non voglio ripetere quell’errore.
Ci sono sicuramente piloti che potrebbero essere disponibili sulla carta: Taylor è uno di questi, ma ce ne sono anche altri due o tre sul tavolo.
Siamo in una posizione favorevole, perché il team oggi è considerato appetibile e stiamo dimostrando di essere il secondo team più forte del campionato.
FT: Per quanto riguarda il campionato costruttori, che aspettative hai per queste ultime due gare? E visto che McLaren non userà più il vostro powertrain, avete già contatti con altri team per il futuro?
TV: È molto difficile. I contratti customer con i costruttori valgono per l’intero ciclo di omologazione: quindi anche la prossima stagione è già inclusa. Tutti gli altri team clienti sono già legati ad altri costruttori, quindi sarà praticamente impossibile avere un nuovo customer team nel 2025.
Ci troveremo quindi a correre solo come Nissan ufficiale, e questo è un grande svantaggio nel campionato costruttori: Porsche, ad esempio, ha sei vetture in pista; noi solo quattro.
Nonostante questo, siamo a soli sette punti di distanza, quindi spero davvero che insieme a NEOM McLaren potremmo farcela. L’anno prossimo in due contro sei sarà decisamente più difficile.
FT: E per quanto riguarda lo sviluppo Gen4, il fatto di non avere un team cliente sarà un problema?
TV: No, non influirà. Il fatto di non avere un team cliente nel 2025 non significa che non possiamo già avere un contratto per Gen4. In realtà, abbiamo il lusso di poter scegliere tra tre team interessati e stiamo valutando quale opzione sia la migliore. Decideremo abbastanza presto, non voglio portala troppo per le lunghe
FT: Parliamo ora della novità introdotta quest’anno, il Pit Boost, che sarà utilizzato anche qui a Londra. Qual è il tuo bilancio, lo promuovi o lo bocci?
TV: Devo essere onesto, ero molto scettico, non tanto per il Pit Boost in sé, ma per la nostra capacità di gestire una tecnologia così complessa fin da subito.
Ci sono due aree di difficoltà: una è operativa – il pit stop stesso – e l’altra è strategica. In Formula E, la durata del pit stop ha un impatto enorme rispetto ad altre categorie, vista la brevità della gara.
Temevo potessimo fare fatica, ma il team mi ha smentito. A parte forse in Cina, siamo sempre stati tra i migliori nella gestione sia strategica che operativa.
Quindi lo promuovo. Detto ciò, la maggior parte dei team ha chiesto che vengano semplificate le regole: ad esempio, quando c’è il Pit Boost obbligatorio, forse bisognerebbe rivedere la necessità di fare anche due Attack Mode. Iniziano a diventare troppi fattori.
FT: Passando ai giovani, Gabriele Minì ha fatto il rookie test a Berlino: come siete arrivati a lui, e come lo valuti in ottica futura?
TV: Siamo arrivati a Gabriele grazie alla partnership con Alpine Racing, della cui Academy fa parte. In realtà, la prima volta che ho sentito parlare di lui è stato tre anni fa, a Monaco, prima ancora che acquisissimo il team, e ne parlai con Alpine per un eventuale test al simulatore. Poi l’anno scorso ha fatto molto bene nel rookie test a Berlino e si è divertito, il che è fondamentale. L’anno prossimo sarà ancora concentrato sulla Formula 2 – e fa bene, perché vuole fare ancora meglio. È giusto che punti alla Formula 1, e glielo auguro; ma se in futuro fosse interessato alla Formula E, sarà sicuramente una delle opzioni che considereremo: fa parte della famiglia.
FT: E per quanto riguarda Abbi Pulling?
TV: Anche Abbi è stata selezionata per il suo talento. Nei test in Spagna e Germania è stata la migliore tra le ragazze. È però più difficile immaginare un suo ruolo da pilota ufficiale oggi, perché esiste ancora un piccolo gap di performance – legato probabilmente anche alla fisicità delle vetture. Con Gen4, questo aspetto potrebbe persino aumentare. Ma nulla che non si possa affrontare con il giusto training. Sarebbe straordinario avere finalmente una donna in un campionato mondiale.
FT: Esatto. Grazie mille Tommaso.
TV: Grazie a te. Un piacere.
