Il boss di Mercedes AMG, a seguito del GP degli Stati Uniti d’America vinto da Max Verstappen, ha fornito la sua impressione sulla lotta al Mondiale 2025 di Formula 1, ora più aperto che mai.

Max Verstappen, di lasciar perdere la questione Titolo Mondiale, pare non avere intenzione. Era assolutamente logico aspettarselo, anche se prima della pausa estiva in pochi avrebbero scommesso su un suo prepotente ritorno in lotta. Lo ha dimostrato una volta di più dominando l’intero weekend di Austin, ottenendo le pole position sia per la Sprint Race che per il Gran Premio, vincendo entrambi gli eventi e riducendo così il gap sui due piloti McLaren, ora distanti ora 40 punti (Piastri, leader) e 26 punti (Norris, 2°) quando al termine della stagione mancano 5 gare e 2 Sprint.
Il quattro volte Campione di RedBull Racing ha vinto tre delle ultime quattro gare (Monza, Baku, Austin) lasciando la vittoria ad un avversario (George Russell) solo in occasione del Gran Premio di Singapore, comunque chiuso al 2° posto. Il bottino di punti accumulati da Verstappen dopo la pausa estiva è impressionante: su 133 disponibili da Zandvoort in avanti, l’olandese ne ha raccolti ben 119 lasciandone per strada solo 14.
Un’andatura, questa, che riflette il lavoro svolto da RedBull Racing sulla RB21, tornata in vita e con grandi capacità di adattamento a piste e condizioni differenti. Ma alla vigilia del Gran Premio del Messico (quintultimo della stagione) non sarà tardi per pensare concretamente alla conquista del Titolo piloti? Toto Wolff ha cercato di spiegarlo; conosce bene le qualità Verstappen e, anche se una sua vittoria finale sembri improbabile, ha analizzato i rapporti di forza nell’attuale lotta al Titolo parlando con alcuni media (tra cui Motorsport.com) al termine del GP degli Stati Uniti.
“Ai miei tempi era lo stesso Max, e prima Sebastian (Vettel, ndr) a inseguire. L‘underdog ha sempre un piccolo vantaggio psicologico, perché le probabilità sono chiaramente contro di lui. Non so, l’ho calcolato prima, ma si tratta del 19% o 21% – qualcosa del genere. Quindi, se guardi le probabilità, sono molto basse: basta un ritiro per cambiare tutto“. Queste le parole di Wolff, non direttamente interessato alla questione Verstappen-Norris-Piastri – anche se il suo pilota Russell è ancora matematicamente in lotta – ma attentissimo osservatore degli sviluppi in virtù anche delle sue esperienze passate (e con uno sguardo al futuro).
Ma è proprio questa aleatorietà a rendere ora Max Verstappen un “cacciatore” perfetto, nei confronti delle più vulnerabili “prede” color papaya. Wolff, sul punto, ha le idee chiare: chi è in vantaggio tende naturalmente a calcolare e ragionare di più, mentre chi è costretto a inseguire può permettersi di essere più aggressivo nelle manovre.
“Penso che questa situazione influenzi la guida, quanto puoi essere aggressivo, se puoi davvero tentare un sorpasso o no. Lo si è visto con Lando (Norris, ndr), che alla fine ce l’ha fatta (a compiere il sorpasso su Leclerc, ndr), ma a volte gli è stato difficile decidere se mettere il muso dentro o meno“
“Penso che Max sia straordinario“, ha dichiarato Wolff, che non ha mai nascosto il suo interesse verso Verstappen (inseguito a lungo, lottando con RedBull poi aggiudicataria, quando era ancora in giovanissima età), ora forte anche di un vantaggio psicologico da underdog garantito dalle prestazioni estratte recentemente dalla RB21. “Sono riusciti a trasformare completamente la macchina e ora è la più competitiva in assoluto, e lui sta facendo incetta di punti pesanti. È il miglior pilota che ci sia“
Per la gioia di George Russell, appena rinnovato (con fatica) da Mercedes, dei due piloti davanti a lui in classifica mondiale, e del resto del gruppo.
