Spa è quasi costata il posto a Giovinazzi. Vasseur: “Errori simili possono segnare carriere”
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Spa è quasi costata il posto a Giovinazzi. Vasseur: “Errori simili possono segnare carriere”

L’errore marchiano commesso durante l’ultimo passaggio del GP del Belgio 2019 è stato probabilmente la macchia più grande sul ruolino di marcia, tutto sommato discreto per via di una seconda metà di stagione disputata su buoni livelli, di Antonio Giovinazzi, alle prese con il suo primo campionato di Formula 1 nelle vesti di pilota titolare…

2 Gennaio 2020
2 min read

L’errore marchiano commesso durante l’ultimo passaggio del GP del Belgio 2019 è stato probabilmente la macchia più grande sul ruolino di marcia, tutto sommato discreto per via di una seconda metà di stagione disputata su buoni livelli, di Antonio Giovinazzi, alle prese con il suo primo campionato di Formula 1 nelle vesti di pilota titolare di una scuderia.

© Jerry Andre / LAT Images / Pirelli F1 Press Area
© Jerry Andre / LAT Images / Pirelli F1 Press Area

Quando l’Alfa Romeo Racing del #99 è finita a muro all’esterno della lunga piega sinistrorsa di Pouhon, alzi la mano chi non abbia definito quantomeno grave l’errore del pilota di Martina Franca. Fino a quel momento saldamente in top ten e per di più con nessun avversario attorno, Giovinazzi ha perso l’occasione di marcare punti pesantissimi in una maniera che non è piaciuta davvero a nessuno. A partire, stando a quanto riportato da Motorsport.com, da Frederic Vasseur, Team Principal dell’Alfa Romeo Racing.

“L’incidente di Spa è stato un fulmine a ciel sereno per tutti – esordisce il francese – “Anche perché avevamo un’ottima opportunità di andare a punti. Abbiamo discusso parecchio con Antonio, perché noi come scuderia stavamo pensando a quali decisioni dover prendere per il futuro e queste sono cose che possono segnare una carriera“. Che la permanenza in F1 di Giovinazzi potesse essere stata appesa ad un filo lo abbiamo d’altronde pensato tutti in quel momento della stagione, e le parole di Vasseur non fanno altro che confermare questa tesi. A “salvare” il #99, oltre al supporto degli uomini della scuderia (“La settimana dopo l’incidente abbiamo continuato a parlare della questione e ci sono state reazioni positive da parte di tutti“, dice il Team Principal di Alfa Romeo Racing), è stata sicuramente la reazione che lo stesso Giovinazzi ha saputo mettere in mostra a partire dal GP immediatamente successivo a quello del Belgio.

“Antonio a Monza ha svolto un grandissimo lavoro” – prosegue Vasseur – “Ha avuto un sacco di impegni, era il GP di casa sia per lui che per il team ed in più continuavano a piovere domande sull’incidente di Spa. Ha reagito molto bene alla pressione, in gara si è comportato molto bene ed a Singapore lo abbiamo addirittura visto guidare la corsa“. Nonostante questa reazione – ed un confronto diretto con Kimi Raikkonen positivo -, in molti hanno però continuato a far pesare sulle spalle di Giovinazzi una prima parte di campionato piuttosto sottotono: critiche motivate dalle sue prestazioni oppure c’è un’altra spiegazione, magari legata a questioni di…tempismo? “Il problema è che Antonio è entrato in forma quando la macchina ha iniziato a perdere di competitività. È stato spesso davanti a Kimi, ma fin quando lotti per la 14^ e 15^ posizione è un conto, mentre se arrivi 6° e 7° la situazione cambia e tutti parlano di te“, conclude in merito Vassuer.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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