Tra Le Mans e gli USA: intervista a Scott Dixon, alla sua seconda 24 Ore su Cadillac V-Series.R
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Tra Le Mans e gli USA: intervista a Scott Dixon, alla sua seconda 24 Ore su Cadillac V-Series.R

Uno Scott Dixon unico estimatore del ban alle termocoperte ci ha parlato delle sfide tra USA e Europa, dove correrà la 24 Ore di Le Mans

14 Giugno 2024
5 min read
Scott Dixon

Un disponibilissimo Scott Dixon ci ha dedicato buona parte del suo Media Time organizzato da General Motors in occasione della 24 Ore di Le Mans 2024, la 2a in cui il neozelandese sarà al via sulla Cadillac #3 assieme a Renger Van Der Zande e Sébastien Bourdais. Dopo il 4° posto ottenuto nell’edizione del Centenario, il 6 volte Campione IndyCar Series ci ha espresso le sue sensazioni sulla grande classica de La Sarthe e sulle differenze con il mondo delle corse oltreoceano.

Scott Dixon
© Chip Ganassi Racing

General Motors si dimostra ancora una volta attenta agli addetti ai lavori, invitando nella propria Hospitality giornalisti e fotografi per godersi un gustoso pranzo trasudante America assieme al management dei team Cadillac e TF Sport e, ovviamente, i piloti delle Corvette LMGT3 e Cadillac V-Series.R LMDh. Ed è proprio uno dei piloti delle arroganti Hypercar che abbiamo intervistato: Scott Dixon, già leggenda IndyCar con i 6 Titoli vinti, è alla ricerca del 2° podio alla 24 Ore di Le Mans dopo il 3° posto ottenuto in Classe GTE PRO alla guida della Ford nel 2016.

Fuori Traiettoria: Ciao Scott! Qui a Le Mans le vostre Cadillac V-Series.R sembrano molto veloci!

Scott Dixon: Sì, sembra davvero di sì; l’obiettivo era entrare nei primi 8 nella qualifica per accedere alla HyperPole e lo abbiamo fatto (qui i risultati della HyperPole per la 24 Ore di Le Mans 2024). L’unico punto a nostro sfavore è la velocità di punta, su quello soffriamo un po’.

FT: Come mai?

SD: Non lo so! Penso lo sappia l’ACO…(sorride, ndr) Non sarebbe strano se ci fosse solo qualche auto che paga 3 o 4 Km/h, ma due nostre auto che ne pagano 12…In ogni caso la macchina è veloce; sembra che tutti siano molto più preparati rispetto all’anno scorso. Tutti hanno affinato i dettagli, ci sono molte più macchine e molta più competizione; credo comunque che Cadillac stia facendo un buon lavoro.

FT: Sei molto impegnato, il mese di maggio è stato intenso per te: saltare da IndyCar a LMDh non dev’essere facile…

SD: Sì, esatto. E proprio saltare dalla IndyCar ai prototipi è la sfida più grande, al contrario è più facile data la “semplicità” delle Indy. Sono più “naturali”, almeno per me, ci sono meno parametri a cui stare attenti. In ogni caso, le Hypercar sono delle gran belle macchine da guidare. Il mese di maggio è stato davvero pieno, a partire dalla 500 Miglia di Indianapolis, e il periodo proseguirà fino a settimana prossima con l’appuntamento di Watkins Glen dell’IMSA! Certo, dal punto di vista di un pilota è la situazione ideale, gare differenti in posti differenti con auto differenti…lo trovo davvero tanto divertente.

FT: In IndyCar hai a portata il record di 67 vittorie detenuto da AJ Foyt: come ti senti a riguardo?

SD: Sarebbe favoloso riuscire a raggiungerlo, ma è un dato che dipende molto da quanto tempo sei nello sport e per quanto tempo sei competitivo; per me l’obiettivo è sempre pensare alla prossima gara, e se continuerò a vincere allora sarò sulla strada giusta.

FT: Nel WEC guidi una vettura dotata di sistema ibrido, e tra poche settimane anche in IndyCar verrà introdotto: cosa ne pensi?

SD: I sistemi sono molto differenti, in IndyCar saranno molto più piccoli e saranno molto più “manuali”, dal regen all’erogazione; il sistema ibrido nel WEC e in IMSA è invece automatico, con delle funzioni che “filtrano” la vera tecnologia. Si parla di modalità da impostare, come energy saving, overtake…in definitiva i costruttori spendono un sacco di soldi per creare questi sistemi ibridi ma poi nessuno ne parla davvero; sono solo inseriti in macchina e, sebbene quella tecnologia faccia davvero delle cose strepitose, non è un argomento di conversazione. In IndyCar poi è ancora nell’età “infantile”, ci sono ancora delle cose da sistemare prima che diventi davvero un elemento determinante

FT: Quindi per ora è solo un piccolo aggiornamento, nulla di rivoluzionario:

SD: Esatto, solo un aggiornamento; abbiamo fatto una simulazione di gara a Mid-Ohio al simulatore, e il guadagno è di 2 decimi al giro, quindi è ancora un elemento poco significativo; dovremo aspettare e vedere cosa introdurranno in futuro, ma per adesso probabilmente non hanno voluto influenzare maggiormente il Campionato dal punto di vista delle prestazioni e della affidabilità.

FT: Quindi è più una scelta strategica/politica quello di introdurre una tecnologia simile?

SD: Sì, si tratta di marketing.

FT: In IndyCar trovi che la direzione presa sia giusta?

SD: Sì, penso di sì; dal punto di vista del calendario sarebbe bello fare 20 appuntamenti, perché ad oggi ne stiamo facendo 15 considerando che uno è double-header e uno è fuori campionato. 20 sarebbe un bel numero, penso che dovremmo tornare in alcuni tracciati come il Texas, ad esempio; oppure il CoTA, Las Vegas e Miami già utilizzati dalla Formula 1…alla fine quello della IndyCar è un grande spettacolo, quando gli spettatori la guardano non sanno quasi mai chi andrà a vincere, e credo che questo sia un elemento importantissimo.

FT: Tornando invece al WEC e alla 24 Ore di Le Mans, avete intenzione di utilizzare le gomme a mescola Hard? Le avete provate? Oppure pensate che verranno usate solo Soft e Medium?

SD: Le Soft sembrano comportarsi bene al momento, ma dovremo attendere le condizioni di domenica – quando le temperature caleranno – per capire se siano una buona mescola da usare; fino ad ora sono sceso in pista solo con le Soft, che si consumano abbastanza velocemente ma dipende tanto dalla temperatura. Saranno sicuramente le gomme da usare durante la notte (se sarà asciutta), quello sì.

FT: Trovi qualche differenza tra le gomme usate in IMSA e quelle che trovi qui a Le Mans nel WEC?

SD: Penso che non avere termocoperte o scaldoni sia un bene; è molto più simile a quello a cui sono abituato, saper guidare è quello che un pilota dovrebbe saper fare! Il punto è che riducendo il numero di set a disposizione, come stanno facendo WEC e IMSA, impone a Michelin di creare gomme più durature ma che fanno fatica ad andare in temperatura; è un bilanciamento difficile tra questi aspetti. Due anni fa a Daytona, ad esempio, fu davvero difficile! Ma anche la mescola Medium, qui a Le Mans, sarà davvero complicata da mandare in temperatura, specialmente di notte se toccherà metterle.

FT: Qualcuno proverà il triplo stint con lo stesso set di gomme?

SD: Sì, si potrebbe provare un triplo stint; noi per ora abbiamo fatto solo dei double-stint sulle Soft, ma pare che si possa fare anche un triple-stint sulle Soft durante la notte. Sarà difficile, ma si potrebbe fare. Il ritmo in generale ci sembra buono, è sempre difficile capire dove ci si trova perché in qualifica e HyperPole le prestazioni possono essere diverse da quelle che si vedranno poi in gara; in ogni caso siamo molto più preparati rispetto all’edizione 2023, ma anche gli altri hanno migliorato. Dovremo aspettare e vedere!

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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