La 6 Ore di Austin 2025 va a Porsche Penske, in grado (soprattutto con un Kévin Estre strepitoso sulla pioggia) di fare la differenza e approfittare delle incertezze di Ferrari, che chiude in 2a posizione con la #50 di Fuoco/Molina/Nielsen, e Peugeot che torna sul podio con la #94 di Vandoorne/Jakobsen/Duval. Un finale pazzesco in Classe LMGT3 incorona vincitrice la McLaren #95 di Marino Sato/Sean Gelael/Darren Leung dopo una penalità post-traguardo alla Ferrari #54 di Rigon/Castellacci/Flohr, che viene relegata in 3a posizione dietro alla BMW M4 #46 di Al Harthy/K. Van Der Linde/Valentino Rossi che torna così sul podio.

Gara davvero movimentata, quella corsa in Texas; esattamente l’opposto di quella vissuta a San Paolo (dove la noia e la stabilità delle posizioni avevano regnato sovrane), la Lone Star Le Mans 2025 non ha concesso un attimo di tregua. Prima l’acquazzone e la scarsa visibilità, poi l’acquaplaning, e ancora il caos della Direzione Gara che manda in pista due Safety Car in contemporanea; questo e molto altro è accaduto nell’arco delle 6 ore di WEC corse a Austin, dove a spuntarla è stata Porsche.
Alla prima vittoria stagionale nel Mondiale 2025 (dopo quasi un anno di digiuno, dato che l’ultima risaliva al Fuji nel 2024), la 963 ha trovato la via della vittoria approfittando di un’incertezza della Ferrari #51 di Pier Guidi in ripartenza dopo un periodo di Safety Car, con un Estre scatenato a mettere subito pressione al pilota di Tortona scavalcato (con una sportellata) in Curva 1; sportellata che è costata cara all’equipaggio della #51 di Maranello (leader del Mondiale Costruttori e Piloti), uscitane con una foratura che l’ha vista precipitare dalla 1a alla 13a posizione. Un grande peccato, visti i due grandi stint da parte di James Calado e Antonio Giovinazzi che avevano prima rincorso e poi superato (allungando) la Ferrari privata #83 che conduceva la gara nella prima parte delle 6 ore con un buonissimo Phil Hanson alla guida.
Alla fine, è stata la Ferrari #50 (Molina/Fuoco/Nielsen) che partiva più indietro in griglia a concludere più avanti di tutte, nel ruolo di principale inseguitrice della Porsche Penske #6. Eccezionale Miguel Molina nel finale a rintuzzare gli attacchi di Stoffel Vandoorne su Peugeot #94, che sotto la bandiera a scacchi è poi passata in 3a posizione; esaltata nel finale da condizioni meteo mutevoli, Stellantis torna sul podio con la #94 dopo un lunghissimo periodo di assenza.
Capitolo BoP, di cui a margine della 6 Ore di San Paolo avevamo fatto seguire un articolo di spiegazione in risposta alle feroci polemiche scatenatesi vista la clamorosa doppietta Cadillac e la frustrazione Ferrari con una 499P lentissima: negli USA, anche grazie alle complicate condizioni meteo, ogni marchio ha potuto mettere in mostra le proprie peculiarità: se le Cadillac hanno fatto più fatica sull’asciutto, con il bagnato sono riuscite a risalire diverse posizioni fino a contendersi il podio nel finale (sfumato per via della strategia troppo aggressiva). Idem Aston Martin, con una Valkyrie davvero ottima nella seconda metà fino a quando l’acqua in pista è andata a diminuire innalzando le temperature all’asse posteriore. Porsche è finalmente riuscita ad esprimersi al meglio, soprattutto con il suo migliore interprete in assoluto: Mr. Sovrasterzo Kévin Estre ha davvero dato spettacolo, facendo girare prima il posteriore che l’anteriore della sua 963 di Stoccarda per tutto il suo meraviglioso stint. Ferrari si è dimostrata solidissima in qualsiasi condizione, ma ha pagato dazio per un errore ai box con la #83 (che si è presa anche 5″ di penalità per questo) e per il contatto di Pier Guidi con Estre, giudicato “di gara” dai commissari ma che ha rovinato la gara della #51 fino a quel momento in testa; la #50, stando fuori dai guai, è riuscita a risalire con passo e strategia.
Nuovamente non pervenuta Toyota, con le GR010 #7 e #8 inquadrate solo durante i numerosi lunghi e testacoda che ne hanno caratterizzato la terribile corsa i Texas, così come BMW (l’unica ad azzardare le slick nel finale, con pista ancora molto umida, e ritiratasi con la #20 dopo neanche un’ora per un problema all’isolamento dell’ibrido) e Alpine. La LMDh francese non è mai stata incisiva (se non contro le barriere di protezione, n.d.r.), a differenza della connazionale Peugeot che, grazie alle sue peculiari caratteristiche, sull’umido ha trovato terreno fertile per far nascere una grandissima prestazione con entrambe le 9X8, guadagnando punti preziosi nel Mondiale Costruttori.
Al termine della 6 Ore di Austin 2025, dunque, le classifiche tra i Marchi e gli equipaggi sono le seguenti:




Il riassunto della 6 Ore di Austin 2025 (Lone Star Le Mans)

La 6 Ore di Austin 2025 parte sul bagnato dietro Safety Car, con moltissima acqua stagnante in pista. Tutte le Hypercar e le LMGT3 in pista montano dunque gomme WET, indispensabili per evitare disastri prematuri come quello che, già al 2° giro dietro la vettura di sicurezza, ha rischiato di compiere Julien Andlauer: primo testacoda della corsa, con la Porsche #5 passata su una pozzanghera in curva 7 e immediatamente giratosi senza possibilità di controllo; nessun problema ulteriore, torna in pista. Ci si aspetta la stessa intensità di pioggia leggera per almeno un’ora e mezza, con però i radar che mostrano un possibile peggioramento più avanti lungo le 6 ore di Austin.
Sono già volati 30′ delle 6 ore, con alcuni pit-stop che spezzano il blando ritmo dietro la Safety Car: il primo è quello della Lexus #87, che cambia Schmid con Ubrarescu per permettere di smarcare più minuti obbligatori in pista con il pilota di Categoria FIA Bronze, seguita poi dalla Porsche delle Iron Dames (che effettuano solo rifornimento per uscire dalla sequenza delle strategie); torna di nuovo in pit-lane la Lexus #87 (vittoriosa nella scorsa 6 Ore di San Paolo), purtroppo per delle noie tecniche ai proiettori anteriori principali (obbligatori) che ne causano il ricovero all’interno del garage per la riparazione. Tra le Hypercar si ferma Peugeot #93 (con Vergne al volante) già ultima a causa della penalità inflitta per la mancata accensione delle luci di sicurezza durante la qualifica del sabato. Luci di sicurezza che, tra l’altro, ora sono richieste in “high mode” dal Direttore di gara a causa della nebbia sollevata dalle vetture così vicine tra loro in pista.
Primo grosso colpo di scena tra la Hypercar, con la BMW M Hybrid #20 di Rene Rast ferma in uscita da curva 2! Duro colpo per il francese e per i compagni Frijns (che era al rientro con WRT) e Sheldon Van Der Linde, probabilmente fermati per problematiche tecniche dovute all’isolamento della parte ibrida messa in difficoltà dall’acqua che sta cadendo sul Circuit of The Americas.
Attenzione, perché c’è qualcosa che non quadra…c’è una 2a Safety Car in pista, chiamata erroneamente a causa di problemi nelle comunicazioni via radio! Eduardo Freitas, Direttore di Gara, comunica che per adesso le due vetture di sicurezza rallenteranno e aiuteranno a riordinare le posizioni delle auto in pista. Assurdo, in questo momento non so se ridere o piangere; nel dubbio, continuo a scrivere.
Passata esattamente un’ora, e per tagliare la testa al toro la Direzione di Gara espone la bandiera rossa; il tempo continua a scorrere, e non verrà recuperato (IN TEORIA, vedasi 7 ore e 44 minuti di Spa 2024…). In questo modo si aspetta che la pista si asciughi, nella speranza che la nuova perturbazione non passi su Austin, e si riordinano le Hypercar e LMGT3 in pista dopo l’episodio della doppia Safety Car.
Dopo 30′ in totale neutralizzazione, Eduardo Freitas annuncia la ripartenza quando sul cronometro mancheranno 4 ore e 20 minuti da correre della 6 Ore di Austin 2025; la Direzione Gara chiamerà le vetture una per una via radio, in modo che si accodino correttamente dietro la Safety Car prima di ripartire. Eccoli tutti di nuovo in pista! In Hypercar l’ordine di (ri)partenza usato è quello delle qualifiche, con l’unica differenza per la Porsche #5 di Andlauer scalata in 13a posizione a causa del testacoda a inizio gara.
Con 4 ore e 11 minuti ancora da correre, ecco la comunicazione: bandiera verde sulla 6 Ore di Austin!
Il sogno dura poco: dopo i primi 3 giri effettivi di gara della 6 Ore di Austin, ecco che la Aston Martin #007 di Tom Gamble perde il controllo in acquaplaning in curva 2 e spendola verso le barriere di sinistra, sfiorandole. Dietro di lui, Makowiecki fa la stessa cosa ma si sfrange sulle Tec-Pro con la sua Alpine #36. Davanti a loro, la stessa pozza d’acqua era passato Kevin Magnussen, che però aveva controllato egregiamente la sua BMW #15 evitando di andare in testacoda. Bandiera gialla, con la Alpine che sparge pezzi ovunque: e allora di nuovo Safety Car, benissimo. Makowiecki che si apre in radio e che dice “i danni sono solo estetici” sembra tanto il figliolo che, avendo devastato la macchina del papi uscendo dal garage, minimizza dicendo “non è nulla, basta spolverare“. Infatti la Alpine #36 viene puntualmente ricoverata nel garage per poi riemergere con un giro di ritardo dopo le dovute sistemazioni.
Alpine #36 and Aston Martin #007 slide off track at T2 and into the wall 😨
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) September 7, 2025
Both cars went in for repairs but have now rejoined the race.
Watch LIVE on https://t.co/IPZa0nw0B2 🎥#WEC #6HCOTA pic.twitter.com/HptG8jyAcf
Di nuovo green flag a 3 ore e 45 al termine e ancora tanta acqua in pista! In testa c’è la Ferrari privata di AF Corse, ossia la #83 con Hanson alla guida e davanti di 1,7″ rispetto alla gemella #51 con Calado al volante. In 3a piazza ancora la Porsche Penke #6, guidata da Lauren Vanthoor, mentre in 4a troviamo la terza Ferrari del lotto, ossia la #50 condotta da Nielsen. In LMGT3 a comandare è la Corvette #81 di TF Sport davanti alla Mercedes #60 di Iron Lynx e alla Ford Mustang #88 (che partiva in pole position) guidata da Gattuso. Intanto penalità di 5″ per la BMW #46 di Ahmad Al Harty/Kelvin Van Der Linde/Valentino Rossi, rea di non aver rispettato il regolamento al momento del pit-stop nel quale il Dottore è salito in auto.
Siamo quasi a metà gara, e Calado cerca di avvicinarsi a Hanson per la testa della 6 Ore di Austin riuscendo in 5 giri a mangiare quasi 1″ al connazionale alla guida della 499P gialla vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2025. Occhio, perché anche la Porsche #6 accorcia il gap dal leader della corsa guadagnando 1,2″ nello stesso tempo. Anche Earl Bamber dà spettacolo, spingendo la sua Cadillac #38 gestita dal Hertz Team Jota oltre alla Alpine di Habsburg, poi alla Toyota di De Vries, poi alla Aston Martin di Riberas (in difficoltà con gli pneumatici) per salire in 8a posizione trainata dalla Peugeot #94 guidata da Loic Duval.
BRIVIDI! Phil Hanson effettua 3 controlli s-p-a-v-e-n-t-o-s-i nell’arco 2 giri, di cui l’ultimo (nella lunga destrorsa curva 18) evidentemente è quello che fa partire la comunicazione in casa Ferrari: l’inglese lascia passare il connazionale James Calado sul rettilineo principale, con la Ferrari #51 (leader del Mondiale Costruttori e Piloti) ora in testa alla 6 Ore di Austin! Calado è rapidissimo, avendo in 4 passaggi aperto un gap di 4″ su Hanson (che gode di un vantaggio di 8″ sulla Porsche Penske #6 con Vanthoor alla guida).
Spreca tutto Nico Varrone, che lancia la sua Porsche Proton Competition #99 nella ghiaia in curva 18, proprio dove poco prima la stava perdendo Phil Hanson! Gara rovinata per l’argentino e il team Proton, che stava correndo un’ottima 6 Ore di Austin fino a questo istante. Regime di VSC (che diventerà Safety Car), si ferma la Ferrari #50 (che era in 4a posizione), cambio pilota tra Nielsen e Fuoco oltre che delle gomme WET. Disastrosa la sosta della #83, che torna in pista in 5a piazza dopo una marea di tempo perso per posizionare bene la 499P nella piazzola. Intanto, Varrone viene riportato con la gru in pista, ma ha perso 2 giri. Le condizioni sono estreme, difficilissime, e gli errori sono all’ordine del minuto.
HUGE spin for Cadillac in difficult track conditions 😱
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) September 7, 2025
Watch LIVE on https://t.co/IPZa0nw0B2 🎥#WEC #6HCOTA pic.twitter.com/YPFJEsT6RQ
Antonio Giovinazzi, ora alla guida della Ferrari AF Corse #51 in testa alla 6 Ore di Austin 2025, è scatenato. Nella prima parte del suo stint (dopo la ripartenza dalla Safey Car) ha fatto una grande differenza su Matt Campbell, suo primo inseguitore a bordo della Porsche Penske #6, ora tenuto a bada a 4″. In 3a posizione c’è la Ferrari AF Corse #50, con Antonio Fuoco che ha preso il posto di Nicklas Nielsen, mentre dalla 4a in giù troviamo rispettivamente Porsche Penske #5 (Jaminet), Ferrari privata AF Corse #83 (Ye), Pegeot #94 (Jakobsen), Aston Martin #009 (Riberas), Cadillac #12 (Lynn), Aston Martin #007 (Ticknell) e Toyota #7 (Lopez).
Sono passate 4 delle 6 ore di Austin 2025 e abbiamo una nuova neutralizzazione: la Toyota #7 di Pechito Lopez perde il controllo nelle Esses del primo settore e riparte, solo per infossarsi definitivamente pochi secondo dopo con un altro errore, questa volta in curva 13. Al contempo, è ferma la Corvette TF Sport #33 di Edgar per un problema tecnico, e allora via di VSC per permettere ai commissari di rimettere in pista la GR010 dell’argentino, che con il team nipponico sta vivendo una Lone Star Le Mans da incubo.
È il momento degli ultimi cambi pilota, da effettuarsi durante le soste (permesse solo durante VSC, non Safety Car) effettuate approfittando dell’ennesimo periodo di neutralizzazione: in testa alla 6 Ore di Austin 2025 ora c’è Alessandro Pier Guidi, che ha rilevato il sedile di Antonio Giovinazzi sulla Ferrari AF Corse #51. Sceso Campbell, dietro di lui si trova ora Kévin Estre su una Porsche Penske #6 che non molla un colpo e tiene la posizione sull’altra Ferrari (la #50) di Miguel Molina, salito in macchina al posto di Antonio Fuoco. In 4a posizione un’altra Porsche, la #5 ora guidata da Christensen, mentre ancora in 5a piazza si trova la Ferrari privata di AF Corse #83 che ora è condotta da Robert Kubica. Dopo di loro, in zona punti, troviamo Peugeot #94 (Vandoorne), Cadillac #12 (Lynn), Aston Martin #007 (Tincknell), Aston Martin #009 (Sorensen) e Peugeot #93 (Jensen).
1 ora e 45 alla fine, ed è di nuovo bandiera verde. Occhio, non riparte assolutamente bene Pier Guidi, che perde la testa della corsa in Curva 1 ai danni della Porsche di Kévin Estre (che lo aveva anche speronato in uscita dall’ultima curva, prima del traguardo), con cui arriva al contatto e fora l’anteriore sinistra! Colpo durissimo per l’equipaggio della #51 che si era presa di forza la 1a posizione al CoTA con Calado e Giovinazzi, ora costretto a inseguire i rivali trovandosi in 13a piazza – dopo una sosta per cambiare la gomma forata – a 1′ dalla vetta. Il tempo per recuperare è poco, le condizioni difficili, gli avversari agguerriti; quasi un dramma sportivo per Ferrari, assolutamente non un bel momento. Estre vola, in 10′ di bandiera verde è già riuscito a mettere 10″ tra sé e la Ferrari #50 di Molina.
Porsche takes the lead… and then P3!!
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) September 7, 2025
EPIC driving rom Kévin Estre and Michael Christensen against Ferrari!
Watch LIVE on https://t.co/IPZa0nvsLu 🎥#WEC #6HCOTA pic.twitter.com/DN5rJKKdA3
Ma è di nuovo chiamata in pista la Safety Car! Schmid va a sbattere in uscita della penultima curva dopo essere andato largo sul cordolo con la sua Lexus #87, brutta botta e macchina da recuperare. Pier Guidi, in tal modo, ha forse la possibilità di riagganciarsi al gruppo. Anche la Corvette #33 di Edgar è ferma a causa del collasso della sua sospensione posteriore destra dopo un violento passaggio sul cordolo esterno di curva 10.
Si riparte a 1 ora e 18 dal termine, Estre scappa e in LMGT3 c’è una bellissima sfida tra la Ford Mustang #77 di Ben Tuck e la McLaren #95 di Marino Sato per la prima posizione di Classe, con diverse sportellate tra curva 7 e curva 13. Arriva dietro anche Davide Rigon sulla Ferrari Vista Jet #54. Spettacolo in pista. La Ferrari #50 è invece in difficoltà, con la Porsche #6 già lontana 3″ e invece la Cadillac #12 di Alex Lynn vicinissima negli specchietti; Miguel Molina non può sbagliare una virgola, il V8 americano è velocissimo sul dritto.
SPICY battle for the LMGT3 lead position 🤯
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) September 7, 2025
Ben Tuck takes back P1 for Ford!!
Watch LIVE on https://t.co/IPZa0nvsLu 🎥#WEC #6HCOTA pic.twitter.com/qvt3XsJUkT
Si gira la Mercedes #61 in curva 8, e ci si prepara per una FCY (80 Km/h) ma non prima di un grande spettacolo con 4 Hypercar a sfidarsi in curva 11: Tincknell attacca la Porsche di Christensen per la 4a posizione ma senza successo, mentre qualche metro dietro avviene il sorpasso di Vandoorne (Peugeot #94) sulla Ferrari #83 di Robert Kubica, accompagnata poco amorevolmente oltre il cordolo di appoggio all’ingresso della zona dello “stadio”. La Ferrari #51 di Pier Guidi è ora 11a. Alla ripartenza è bravissimo Molina a chiudere tutti gli spiragli a Lynn, che deve sudarsi la 2a posizione, mentre Robert Kubica perde posizioni sulle due Aston Martin e torna ai box per quella che dovrebbe essere l’ultima sosta della sua 6 Ore di Austin 2025. Per una Ferrari in difficoltà c’è n’è una che esalta, e in questo caso è la 296 di Davide Rigon che esegue un sorpasso splendido in curva 15-16 incrociando le linee con la McLaren di Marino Sato per prendersi la 2a posizione di Classe LMGT3.
Molina continua la sua strenua difesa su Alex Lynn fino al momento della sosta di quest’ultimo (a 43′ dal termine della 6 Ore di Austin 2025), e mantiene la Ferrari 499P #50 in 2a posizione. Estre, davanti è indisturbato e dà spettacolo come sempre. In condizioni mutevoli (ha smesso di piovere) e con pista che va via via ad asciugarsi, le Peugeot trovano il loro habitat naturale e la #94 (Vandoorne) seguita dalla #93 (Jensen) si trovano in 3a e 4a posizione virtuale, seguite da uno scatenato Alessandro Pier Guidi che, nel tentativo di recuperare il terreno perso, ha scavalcato nel frattempo le Aston Martin (crollate indietro per l’innalzarsi delle temperature al posteriore), la Cadillac #38 e la Porsche #5 di Christensen fino a raggiungere il momentaneo 5° posto.
Crolla invece Robert Kubica, con una Ferrari #83 a cui non ne va più bene una: sportellate, contatti, testacoda, tagli di curva e il polacco si trova 9° a 37′ dal termine. Il momento della gara è cruciale, perchè la pista si asciuga ora in maniera molto rapida, e alcune Hypercar iniziano ad azzardare le gomme slick. Il primo a montarle è Dries Vanthoor con la BMW #15 (dopo la sosta in 14a posizione), e tutti gli occhi saranno su di lui per capire il tempo di crossover. Molina su Ferrari #50 recupera qualche decimo su Estre, che però rimane distante 4,5″. Intanto si ferma la Aston Martin #007 in uscita dalla corsia box, con tentativi di Tincknell di eseguire un power cycle ma senza successo; bandiera gialla, e poi FCY!
15′ dalla bandiera a scacchi, si ferma Miguel Molina (che ricarica energia fino a 26%) che si gioca la posizione con Stoffel Vandoorne che passa davanti (23% Energy Tank) per prendersi momentaneamente la 2a posizione! Un giro dopo si ferma anche il leader Kévin Estre, mentre Pier Guidi riguadagna la 1a posizione ma ha solo il 5% di energia rimanente e dovrà fermarsi prima della fine. Ora il compito per Molina è riprendere la 2a posizione, e infatti è velocissimo e dopo un giro arriva in curva 11 per attaccare Vandoorne ma senza successo: la Peugeot traziona benissimo sfruttando la parte ibrida all’anteriore. Ecco che si ferma la Ferrari #51 di Pier Guidi, che torna in pista in 6a posizione dietro alla Cadillac #38 di Jenson Button (che però deve ancora fermarsi), mentre nello stesso momento Molina prova in tutti i modi a passare Vandoorne e ce la fa con una grande manovra in curva 12! Grandissima azione dello spagnolo, che torna dietro alla Porsche #6 di Estre/Vanthoor/Campbell (distante 9″).
Incredibile intanto Davide Rigon sulla Ferrari #54 di Vista Jet, che nell’arco di 3 curve sorpassa la Porsche Manthey #92 di Richard Lietz e attacca la Ford Mustang #77 di Ben Barker, che riesce a sorpassare dopo un ulteriore mezzo giro del CoTA per prendersi la leadership di Classe! La LMGT3 regala uno spettacolo unico, ci sono 5 vetture racchiuse in 2″ che incrociano linee e traiettorie, con addirittura la BMW WRT #46 di Al Harthy/Van Der Linde/Valentino Rossi (che ha pagato 5″ di penalità + un Drive Through) che è risalita stile salmone in 3a posizione, ora proprio dietro alla McLaren di Marino Sato!
E dunque, dopo 6 ore travagliate e intensissime, alla fine la spunta Porsche 963: Kévin Estre/L. Vanthoor/Matt Campbell tornano sul podio, e lo fanno sul gradino più alto vincendo la 6 Ore di Austin 2025. Chiudono in 2a posizione Miguel Molina/Antonio Fuoco/Nicklas Nielsen su Ferrari AF Corse #50, mentre in 3a Stoffel Vandoorne/Malthe Jackobsen/Loic Duval che rimettono una Peugeot 9X8 (la #94) sul podio.
In LMGT3 si sarebbe materializzata una grande vittoria per Davide Rigon/Francesco Castellacci/Thomas Flohr con la Ferrari #54, ma la Direzione Gara non ha ritenuto corretta una manovra del pilota di Thiene nei confronti di Ben Barker in curva 11 e, post-arrivo, ha penalizzato con 5” l’equipaggio di Vista AF Corse. La vittoria di Classe LMGT3 va dunque alla McLaren #95 di Marino Sato/Sean Gelael/Darren Leung, davanti alla BMW WRT #46 (incredibilmente 2a dopo due penalità, di cui un Drive Through) e proprio alla Ferrari #54, relegata al 3° posto finale.
Prossimo appuntamento con il WEC? 28 settembre 2025, con la 6 Ore del Fuji!
WEC, 6 Ore di Austin 2025: i risultati completi

