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Una FW41 che sa di W08 e di SF70-H: analisi della prima Williams dell’era Lowe

Partiamo da un presupposto: la vera Williams FW41, quella che tra meno di una settimana uscirà dai Box del Circuit de Catalunya, non è riuscito a vederla nessuno. Infatti, dato che la nuova nata del team di Grove è ancora in assemblaggio e sarà pronta giusto in tempo per la prima sessione di test pre-stagionali della…

20 Febbraio 2018
4 min read

Partiamo da un presupposto: la vera Williams FW41, quella che tra meno di una settimana uscirà dai Box del Circuit de Catalunya, non è riuscito a vederla nessuno. Infatti, dato che la nuova nata del team di Grove è ancora in assemblaggio e sarà pronta giusto in tempo per la prima sessione di test pre-stagionali della F1, la scuderia inglese ha utilizzato un render per…render l’idea delle forme della FW41. Trattandosi quindi di una riproduzione digitale, non solo molti dettagli della monoposto di Lance Stroll e Sergey Sirotkin verranno modificati a seguito dei test del Montmelò, ma addirittura già in questo momento alcuni dettagli reali potrebbero differire leggermente dalle loro controparti digitali. 

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Tuttavia, pur trattandosi di un semplice render, la Williams FW41 – prima auto nata completamente sotto la guida di Paddy Lowe – ha fornito diversi spunti di riflessione, dimostrando come gli uomini di Grove abbiano deciso di percorrere una strada decisamente diversa rispetto a quella calcata nelle passate stagioni. Se infatti le Williams degli anni scorsi erano nate figlie di una concezione low drag, la monoposto del 2018 sembra decisamente in grado di generare più carico aerodinamico delle sue recenti antenate attraverso modifiche che hanno praticamente interessato tutto il corpo macchina.

Come già visto sulla Haas, il mainplane dell’ala anteriore (rimasto molto simile alla FW40 del 2017) è formato da 3 elementi, con il bordo d’attacco che presenta un leggero “scalino” proprio lì dove nascono le tre paratie. Due sono i soffiaggi – il più interno dei quali è decisamente più vicino all’endplate di quanto non lo sia quello della VF-18 -, e due sono anche le appendici verticali poste ai lati dell’ala, con quella più esterna che appare parecchio articolata. Per quanto riguarda i profili aggiuntivi, come sulla Haas i 3 flap diventano 4 non appena si finisce davanti agli pneumatici anteriori, e ad imitazione della monoposto statunitense – che a propria volta aveva ripreso una soluzione di scuola Mercedes – l’attacco dei turning vanes è posto ai lati del musetto, di modo tale da incanalare ancora meglio i flussi d’aria verso il fondo ed il retrotreno della vettura. Niente di nuovo, almeno in questa primissima fase, per quel che riguarda invece la presenza del vanity panel che andrà ad accogliere l’S-Duct ed i piloncini di supporto dell’ala, mentre si può notare come all’altezza dei triangoli superiori della sospensione anteriore push-rod il musetto si restringa leggermente rispetto all’andamento della vettura. Piuttosto articolate sono invece le appendici aerodinamiche posizionate al di sotto delle prese d’aria dei freni.

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Nella zona centrale della monoposto spiccano invece le due appendici alari, di ispirazione Mercedes, che quest’anno sono state prolungate fino ad arrivare ai deviatori di flusso più esterni, mentre di scuola Ferrari è la soluzione di spostare i coni laterali anti intrusione il più in alto possibile per fini aerodinamici. Anche la Haas ha percorso la stessa strada della SF70-H, ma è la soluzione adottata dalla Williams quella più simile alla vecchia creazione di Maranello, con il cono che è stato integrato meglio nell’aerodinamica della vettura. Non sfugge poi la presenza, in quella zona, di un ulteriore profilo alare intermedio, probabilmente pensato per distribuire in maniera ottimale i flussi destinati ai radiatori. Rispetto alla Haas è poi decisamente più semplice – e quindi sicuramente destinata a cambiare – la struttura del profilo verticale posto ai lati delle fiancate, che sembra presentare solamente un flap nella sua parte bassa, mentre come sulla VF-18 si possono notare i “coltelli” piazzati sul fondo del bargeboard. La FW41 eredita poi dalla FW40 l’airbox diviso in tre sezioni, mentre in ossequio al nuovo Regolamento Tecnico vede drasticamente diminuita la superficie della “pinna” sul cofano motore, che resta comunque visivamente più grande di quella della Haas: la sensazione è che – visto anche come riesca a chiudersi in maniera lineare il retrotreno della FW41 – la Power Unit di Brixworth abbia minori esigenze di raffreddamento rispetto a quella Ferrari, che invece ha costretto gli uomini della Haas ad aprire “a megafono” la parte terminale dell’auto. Resta la T-Wing – dalla forma sostanzialmente invariata rispetto al 2017 – nella parte immediatamente superiore agli scarichi, mentre compare anche un leggero profilo a “T” nella parte alta della vela.

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La FW41 sembra presentare inoltre, quantomeno da questi primi render, una buona rastremazione nella parte posteriore della vettura, ma resta da capire quanto abbia giocato su quel fronte la scelta di verniciare di nero – che, si sa, è un colore che “sfina” – la zona della Coca-Cola. Sul fondo piatto si notano i 6 slot e le due piccole paratie verticali per la gestione del tyre squirt, mentre l’ala posteriore – con un main plane che sembra abbandonare la configurazione “a cucchiaio” – presenta un bordo d’attacco leggermente svergolato nella sua parte centrale ed un supporto a doppio pilone, come si era già visto con la SF70-H. Sicuramente destinato a cambiare è invece l’estrattore, del quale comunque si riescono a cogliere pochi dettagli.

Inutile negarlo: dalle parti di Grove, almeno sulla carta, i miglioramenti e l’impegno sembrano esserci stati. Ora toccherà alle giovanissime mani di Lance Stroll e Sergey Sirotkin dimostrare che, effettivamente, il lavoro svolto dal team inglese nel corso dell’inverno sia stato proficuo. 

Si ringrazia Sebastiano Vianello per le informazioni aggiuntive.

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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