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È storia al Rallye Montecarlo: ottavo trionfo e record per Sébastien Loeb!

Una corsa che entrerà nella storia del Motorsport per sempre. La sensazione, al termine di questo Rallye Montecarlo, è di aver assistito a qualcosa di inconcepibile ed irreplicabile, un duello fuori dal tempo tra i due piloti che hanno dominato l’ultimo ventennio di Mondiale Rally. Uno scontro che ci ha esaltati per 4 giorni, al termine…

23 Gennaio 2022
3 min read

Una corsa che entrerà nella storia del Motorsport per sempre. La sensazione, al termine di questo Rallye Montecarlo, è di aver assistito a qualcosa di inconcepibile ed irreplicabile, un duello fuori dal tempo tra i due piloti che hanno dominato l’ultimo ventennio di Mondiale Rally. Uno scontro che ci ha esaltati per 4 giorni, al termine dei quali ha trionfato una leggenda senza eguali.

È storia al Rallye Montecarlo: ottavo trionfo e record per Sébastien Loeb!

A vincere è Sebastien Loeb, che con questo successo raggiunge il rivale Ogier tra i plurivincitori al “Monte” (8 a testa), stabilendo nel contempo due nuovi record: il primo è quello di “più vecchio vincitore di un evento valido per il WRC”, alla veneranda età di 47 anni, 10 mesi e 29 giorni. Stracciato il record di Bjorn Waldegård, che conquistò il Rally Safari 1990 a 46 anni, 5 mesi e 4 giorni. Il secondo, altrettanto impressionante, è quello di PS vinte al Montecarlo: 81, contro le 79 del precedente detentore Walter Röhrl.

I freddi numeri non bastano a descrivere una corsa pressoché perfetta da parte del Cannibale, che ha perso tempo solamente sabato pomeriggio, quando è stato costretto a cedere la leadership all’omonimo connazionale. La foratura di questi, occorsa ad una sola prova dal termine, gli ha consentito di tornare al comando, ma possiamo affermare con tranquillità che la prestazione sarebbe stata sublime anche chiudendo in seconda posizione.

Ad accontentarsi del posto d’onore è dunque il Campione del Mondo in carica Sebastien Ogier, al quale non basta la Power Stage per rimettere sui giusti binari una gara compromessa dalla sventura in cui è incappato lungo la PS 16. Una falsa partenza lo condanna a 10 secondi di penalità: fortunatamente questi non risultano decisivi, essendo il distacco finale di 10.5, né falsano i tempi dell’ultima speciale in cui Ogier spinge comunque a tutta ignaro di quanto accaduto. Anche per lui vale il discorso fatto per l’avversario: in una gara che potevano tranquillamente vincere entrambi, i due fenomeni hanno dimostrato ancora una volta di essere ancora i migliori. Forse per alcuni era scontato, ma questa rappresenta una dimostrazione di forza che in pochi dimenticheranno anche quando, in Svezia, Séb lascerà vacante il suo #1.

Arriva un altro podio per Craig Breen (+1:39.8), che nelle ultime 4 gare disputate non è mai uscito dalla top-3, a conferma dell’ottima maturità raggiunta. L’irlandese ha impostato la gara all’insegna della costanza, lasciando perdere i tempi degli avversari, e la corsa gli ha dato ragione: 15 punti sono un bottino importante al termine di una gara difficilissima, in cui diversi rivali sono finiti in pasto alle mille insidie del Monte.

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Quarta piazza per Kalle Rovanpera (+2:16.2), vincitore della Power Stage e dunque in testa alla classifica dei piloti che correranno il Mondiale, con la bellezza di 17 punti. Il finlandese è stato bravo a rimettere in piedi una gara cominciata nel verso sbagliato, massimizzando i guadagni per Toyota che conclude così al secondo e quarto posto, contro il primo e terzo della rivale Ford.

A seguire troviamo la terza Ford, pilotata da un Gus Greensmith (+6:33.4) che non riesce ad eguagliare il miglior risultato in carriera, nonostante un’ottima prestazione velocistica. Attendiamo di vederlo nel prossimo appuntamento, sperando che i problemi tecnici lo lascino in pace, consentendo al britannico di esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

Gara da buttare per Hyundai, che piazza Thierry Neuville al sesto posto (+7:42.6) al termine di un evento in cui sono mancati sia il passo che la costanza. La macchina, nonostante le defaillance iniziali, non sembra da buttare, ma il fatto che tutti i piloti al volante della i20 Rally1 siano incappati in incidenti di vario genere fa seriamente riflettere sul materiale a disposizione del team in questo 2022. Il tempo per migliorare è tanto, e andrà sfruttato bene per invertire una tendenza fortemente negativa.

Takamoto Katsuta (+12:14.7) chiude ottavo dietro al vincitore delle Rally2 Andreas Mikkelsen (+11:33.8), mentre la top 10 è chiusa dalle Rally2 di Erik Cais (+12:29.2) e Nikolay Gryazin (+13:41.3).

Fuori zona punti Elfyn Evans, che trova comunque il modo di racimolare 4 punticini grazie alla seconda piazza raggiunta nella Power Stage.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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