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Il fascino di Imola ed i CV di Zuffenhausen: il Porsche Festival 2018 è stato magnifico

Una finestra si apre. Su uno dei balconi che si affacciano verso la Rivazza, in uno dei condomini che si trovano nelle vicinanze dell’Autodromo di Imola, uno degli inquilini fa capolino dall’interno del suo appartamento. Un’occhiata verso la pista, un gesto di disappunto, la finestra di cui poco più sopra che si chiude. Al nostro…

9 Ottobre 2018
6 min read

Una finestra si apre. Su uno dei balconi che si affacciano verso la Rivazza, in uno dei condomini che si trovano nelle vicinanze dell’Autodromo di Imola, uno degli inquilini fa capolino dall’interno del suo appartamento. Un’occhiata verso la pista, un gesto di disappunto, la finestra di cui poco più sopra che si chiude. Al nostro inquilino, il 6 ottobre scorso, è bastato un solo sguardo per capire che di silenzio per riposare e rilassarsi ce ne sarebbe stato davvero poco, nel corso del weekend. 

© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

Sui 4,909 km d’asfalto del circuito intitolato ad Enzo e Dino Ferrari è infatti andato in scena durante tutto il fine settimana appena trascorso lo spettacolo del Porsche Carrera Cup Italia e del Porsche Festival 2018, l’evento che ha concluso le celebrazioni organizzate da Porsche Italia per festeggiare i 70 anni di storia del marchio. L’aria attorno ad uno dei tracciati più simbolici del mondo è sembrata quasi ribollire per via del frastuono prodotto dalle migliaia di CV erogati dai motori del marchio di Zuffenhausen, e non avrebbe potuto essere altrimenti visto il numero di possessori ed appassionati che sono giunti in Autodromo per l’evento.

Tanto il paddock quanto la pista di Imola, per come li abbiamo visti noi nel corso della sola giornata di domenica, sono stati letteralmente brulicanti di attività sin dalle prime ore del mattino. Tantissimi sono stati gli stand che il brand tedesco ha allestito per presentare tutte le sfaccettature di un mondo talmente vario che va dall’avere degli Sci Club e dei Classic Club al preparare le 911 GT3 Cup che si facevano largo tra il pubblico lungo il tragitto che dalle verifiche tecniche le avrebbe ricondotte nei loro garage. Scoprire in anteprima quali saranno le tecnologie della nuova Taycan, essere tra i primi a poter toccare con mano il nuovo Macan, andare alla scoperta dell’Infotainment delle nuove Panamera e Cayenne o sfidarsi in una lotta – virtuale – all’ultimo giro veloce sull’asfalto digitale di Imola: ce n’era davvero per tutti i gusti in un paddock trasformatosi per l’occasione in un ambiente che ha rispecchiato in tutto e per tutto lo stile Porsche, quello che permette – in maniera probabilmente irripetibile – di essere aggressivi e veloci senza però perdere eleganza e raffinatezza. 

A ricordare infatti quale sia in fondo il vero spirito del marchio di Zuffenhausen, mentre frotte di bambini si divertivano a scrivere con dei pennarelli su una 718 Cayman appositamente votata al sacrificio e si lanciavano in corse all’ultimo respiro a bordo di piccole Porsche a pedali, ci hanno pensato per tutto il weekend i motori aspirati e turbo delle auto lanciate ventre a terra sull’asfalto del circuito di Imola. Oltre a veder infatti andare in scena i due appuntamenti conclusivi – e decisivi – della stagione 2018 del Carrera Cup Italia, infatti, il brand tedesco ha fatto sì che i fortunati possessori delle sue auto non trascorressero tutto il weekend con le mani in mano: pacchetti offroad per chi da Zuffenhausen ha fatto arrivare un Macan o un Cayenne, turni in pista per chi ha optato invece per l’acquisto di 718 e 911 in tutte le loro salse e pacchetti Hot Lap per chi si chiedesse quanto forte si possa andare sui saliscendi di Imola a bordo di una 911 GT3 Cup. Persino i più piccoli hanno avuto occasione di mettersi al volante di una Porsche: una 718 Cayman con doppi comandi, appositamente modificata per l’occasione, permetteva ai bambini dagli 11 ai 17 anni di provare – seppure all’interno di un circuitino delimitato da coni – l’ebbrezza della guida di un’auto del marchio tedesco.

© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

Auto del marchio tedesco che, ovviamente, sono state le vere protagoniste del fine settimana. Presenti in un numero difficilmente immaginabile nel parcheggio del circuito, a circondare quasi bonariamente i trattori Porsche che ricordano epoche ormai lontane, le vetture di Stoccarda hanno consumato l’asfalto del tracciato emiliano lasciando pochissimi minuti di tregua ai suoi cordoli, con l’alternanza tra attività con auto stradali e sessioni del Carrera Cup Italia che ha riempito praticamente tutte le giornate nonostante il diluvio universale scatenatosi al sabato. Chiamati a scendere in pista a bordo di una 911 GTS del Parco Stampa di Porsche Italia, ci siamo resi conto di quanto Imola sia una pista pazzesca, di quelle che riescono nell’impresa di affascinarti e spaventarti allo stesso tempo. Punti di staccata nascosti, saliscendi repentini e vertiginosi, muretti tremendamente vicini e velocità impressionanti: ci vorrà un articolo dedicato per raccontarvi meglio cosa riesca a trasmettere l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari quando lo si affronta per la prima volta a bordo di un’auto da 450 CV. 

© Photo by Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Photo by Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

La parata è un momento pittoresco per noi, mistico per i possessori delle auto di Zuffenhausen: un serpentone infinito, composto da un numero indefinito ed indefinibile di Porsche provenienti da tutte le epoche, che si snoda tra i cordoli del circuito di Imola in un tripudio di CV, NM, cilindri e turbine difficilmente replicabile. Con una verdissima 911 GT3 RS – che conoscerete meglio a breve -, una 918 Spyder ed una Carrera GT ad aprire il gruppo, la carovana di 911, 718, Macan e Cayenne spezza (o migliora, dipende dai punti di vista) l’idilliaca atmosfera di una calda domenica autunnale, con l’asfalto di Imola che pullula letteralmente di Porsche: vi basti pensare, per farvi un’idea del numero di auto coinvolte, che con la prima fila della parata posizionata all’altezza del traguardo del circuito l’ultima fila era clamorosamente vicina all’uscita della Rivazza 2. 

© Photo by Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Photo by Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

Quando poi è il momento di Gara 2 del Carrera Cup Italia, quella decisiva per l’assegnazione del titolo, l’Autodromo tace: le urla rabbiose dei 3.8 e 4.0 aspirati salgono fino al cielo, e dopo un tripudio di bandiere gialle e Safety Car è Gianmarco Quaresmini a laurearsi campione per questo 2018, con il team Dinamic che esplode in dei festeggiamenti i cui effetti sembrano trasmettersi per osmosi anche a tutto il resto del Paddock, ora totalmente dedito alle premiazioni e a ciò che resta delle attività organizzate. Mentre cala il tramonto sul circuito di Imola è infatti lo stesso team Dinamic a mettere a disposizione le proprie GT3 Cup per le ultime sessioni di Hot Lap del fine settimana, con i motori delle tre 911 neroverdi che lacerano la quiete del tramonto emiliano. Salire a bordo di un’auto da corsa è sempre un qualcosa di speciale, poterlo fare su una pista mistica come Imola è probabilmente un qualcosa di irripetibile.

© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

Cintura di sicurezza a 5 punti allacciata, pit limiter inserito e Diego Bertonelli si dirige a bassa velocità verso l’uscita dei box: il semaforo è verde, la pista è nostra. Tamburello, Villeneuve e Tosa vengono superate senza quasi che io abbia il tempo di rendermene conto, ed è la staccata cieca della Piratella a farmi tornare bruscamente alla realtà prima di scendere in picchiata verso le Acque Minerali per poi risalire rapidi verso la Variante Alta, divorata con una rapidità folle. Veloci come fulmini arriviamo alla Rivazza, dopodiché è una corsa folle verso il sole che tramonta: 240, 250, 260 km/h con il muretto dei box che passa a meno di mezzo metro dalla mia testa e via, dritti per affrontare di nuovo tutte le 17 curve di una pista che ruba pezzi di cuore di giro in giro. 

© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche
© Guido De Bortoli / Getty Images per Porsche

Quando inizia a calare la notte, sull’Autodromo di Imola, comincia a scendere il tramonto anche sul Porsche Festival 2018. Un’edizione spettacolare, il cui successo è stato dimostrato da numeri in crescita che non hanno fatto altro che confermarne la funzione di splendida vetrina per le creazioni di Stoccarda, ed un evento organizzato in maniera tale da renderlo indimenticabile per ciascuno dei partecipanti. Almeno fino al prossimo anno, s’intende: perché sicuramente Porsche, da qui al 2019, riuscirà a trovare qualcos’altro con cui impressionarci di nuovo.  

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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