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Un addio, al Motomondiale, durato poco più di due mesi

A 67 giorni dal fattaccio di Misano, Romano Fenati ritrova una sella nel Motomondiale. Il Marinelli Snipers Team lo riporta nella categoria cadetta offrendogli una chance per riscattarsi. Riuscirà, l’ascolano, a ritagliarsi uno spazio lontano da polemiche e riflettori? La premessa, seppur agli occhi di molti superflua, rimane obbligatoria. Il 9 settembre 2018, a Misano, durante…

15 Novembre 2018
3 min read

A 67 giorni dal fattaccio di Misano, Romano Fenati ritrova una sella nel Motomondiale. Il Marinelli Snipers Team lo riporta nella categoria cadetta offrendogli una chance per riscattarsi. Riuscirà, l’ascolano, a ritagliarsi uno spazio lontano da polemiche e riflettori?

La premessa, seppur agli occhi di molti superflua, rimane obbligatoria. Il 9 settembre 2018, a Misano, durante la gara della Moto2, Romano Fenati è in lotta con il connazionale Stefano Manzi. Un’entrata di Manzi, valutata sopra le righe da Fenati, scatena la rabbia – “Mi ha attaccato tre volte e anche lui avrebbe potuto uccidermi” – e la conseguente scellerata reazione del pilota di Marinelli. Il quale, nell’allungo che porta alla curva 8 (Quercia), si affianca al pilota Forward e gli pinza il freno in pieno rettilineo. La direzione gara, valutata l’azione di Fenati, prende una decisione inequivocabile esponendo la bandiera nera. Le conseguenze di questo gesto, Romano, le paga sin da subito. MV Agusta, in quel periodo, era molto vicina al concludere un accordo con il pilota per portarlo alla sua corte. Il presidente Giovanni Castiglioni prese immediatamente le distanze annunciando la rescissione del contratto: “In anni di sport non ho mai visto un comportamento così pericoloso, un pilota simile non rappresenta minimamente i valori del nostro marchio.”

Arbolino o Yurchenko, chi fa le valigie?

Il ritorno di Fenati, oltretutto, crea un problema di tipo logistico: il Marinelli Snipers Team, a metà settembre, aveva annunciato la line-up Moto3 della stagione 2019. Accanto alla conferma per il pilota italiano Tony Arbolino, alla seconda stagione in categoria, era arrivata la promozione di Makar Yurchenko. Il kazako aveva iniziato l’attuale stagione di Moto3 con il team CIP – Green Power, per poi essere appiedato prima della gara in terra olandese, ad Assen. Dopo l’allontanamento di Fenati la squadra aveva deciso di prendersi un anno di congedo dalla Moto2, non schierando piloti e concentrandosi sulla scelta di far crescere due giovani. I rumors, ad ora, con tre piloti in ballo, e due moto disponibili, ipotizzano una coppia tutta italiana per il Team di Marinelli, con Yurchenko costretto a farsi da parte.

Con che futuribilità?

Un altro punto della questione è l’effettiva futuribilità di questo ritorno in Moto3. Romano, per ben 6 stagioni, ha guidato nella categoria di minor cilindrata, per poi, lo scorso anno, compiere il salto nella rassegna intermedia. Per un pilota di 22 anni, con alle spalle un curriculum così corposo sarebbe stato più comprensibile un diretto ritorno in sella ad una Moto2 (ipotesi per il 2020), riprendendo il posto che aveva occupato per gran parte della stagione. Anche perché il ruolo principale della Moto3, in contraddizione col ritorno di Fenati, è quello di trampolino di lancio per le classi superiori, fungendo da classe propedeutica per i giovani piloti.

L’impiego in ferramenta e l’addio al Motomondiale

“Con il Motomondiale ho chiuso. Non correrò mai più”. L’intervista rilasciata nei giorni successivi alla gara preannunciava una chiusura totale al mondo professionistico delle corse, per ritornare alle origini e a quel lavoro in ferramenta, accanto a nonno e mamma. “Per un po’ lavorerò nei negozi di ferramenta del nonno, con lui e la mamma. Del resto, lo facevo già”. Questa incongruenza tra le parole pronunciate, in un momento sicuramente delicato, e la rapidità di un suo ritorno in gioco non giovano alla credibilità di un personaggio che ha fatto fin troppo parlare di sé per azioni che poco hanno a che fare con i valori dello sport. Dall’altro lato, la prontezza con cui viene messo in secondo piano un gesto di così grave levatura rileva una certa indignazione, solamente di facciata, da parte dei dirigenti del mondo delle corse. I quali, dopo aver condannato duramente in un primo momento, sono disposti a richiamarlo, senza batter ciglio, la stagione successiva. Un addio, dunque, durato poco più di due mesi.

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