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In Australia comanda Ostberg, dietro tutti i contendenti al titolo. Foratura per Neuville

Vi aspettavate un duello mondiale giocato nelle prime posizioni, magari con il titolo agguantato insieme alla vittoria della gara? Da quanto si è visto in questa giornata di apertura, molto probabilmente questo non sarà il caso di questo Rally di Australia: nessuno dei 3 ancora matematicamente in grado di vincere è andato veramente forte, con la…

16 Novembre 2018
4 min read

Vi aspettavate un duello mondiale giocato nelle prime posizioni, magari con il titolo agguantato insieme alla vittoria della gara? Da quanto si è visto in questa giornata di apertura, molto probabilmente questo non sarà il caso di questo Rally di Australia: nessuno dei 3 ancora matematicamente in grado di vincere è andato veramente forte, con la classifica della gara che per la prima volta da mesi non vede in testa un certo estone il venerdì sera.

In Australia comanda Ostberg, dietro tutti i contendenti al titolo. Foratura per Neuville

Ott Tanak (+16.9 dal leader), infatti, si trova soltanto in quinta posizione al termine di un Day 1 in cui i primi partenti hanno pagato un bel po’ in termini di tempo. Il #8 Toyota paga anche un problema patito lungo la PS 5, in cui la complessa aerodinamica anteriore della sua Yaris si è staccata dal suo mezzo durante un passaggio in una pozza d’acqua, causando sottosterzo da lì a fine giornata. Per poter sperare ancora l’unica possibilità è agguantare la testa della corsa, non troppo distante in verità, e sperare in cattivi risultati da parte degli altri due.

Il secondo tra i contendenti è Sebastien Ogier (+38.2) che, con il suo settimo posto, può dirsi abbastanza soddisfatto. Virtualmente Campione del Mondo, il fenomeno francese ha concentrato i suoi sforzi nel limitare i danni in termini di tempo causati dal partire per primo. Tra la pausa pranzo e la fine della giornata è stato in grado di recuperare 3 posizioni, risalendo dal decimo posto e, soprattutto, vedendo il più pericoloso tra i rivali scivolare indietro.

È infatti stata una pessima giornata per le speranze di titolo di Thierry Neuville (+1:11.9), naufragato in decima posizione in seguito a una PS 6 ricca di colpi di scena. Dapprima il belga ha impattato contro una rotoballa, perdendo diverso tempo ma senza danneggiare significativamente la propria i20 WRC. Poi la foratura della posteriore sinistra in seguito all’atterraggio da un salto, che fa perdere ulteriore tempo. Allo stato attuale, le chance del #5 Hyundai sono decisamente risicate, e servirebbe un capolavoro per raggiungere l’avversario transalpino.

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Torniamo dunque a parlare della testa della corsa: al comando, sorprendentemente, troviamo la Citroen C3 WRC di Mads Ostberg, molto abile nello sfruttare l’ottima posizione di partenza, molto arretrata per via della classifica Mondiale non eccelsa. Il norvegese, che specialmente nel pomeriggio ha spinto come un matto, ha rivelato che la leadership di fine Day 1 era nei piani della gara, dal momento che stava preparando quest’evento da diverso tempo.

Completa un’improbabile doppietta il compagno Craig Breen (+6.8), vincitore di una PS e velocissimo lungo tutto l’arco della giornata. Si tratta di un’ottima occasione di riscatto per l’irlandese, che non sale sul podio dal lontano Rally di Svezia di febbraio, suo unico piazzamento tra i primi 3 negli ultimi 2 anni.

Terza posizione per Jari-Matti Latvala (+8.7), che in questo momento avrebbe bisogno di qualche punticino dalla Power Stage per cercare di soffiare il quarto posto Overall a Lappi. Si conferma comunque la rinascita del pilota finlandese, autore di un ottimo finale di stagione contrastante con un inizio decisamente più mediocre. Si spera che il prossimo anno sia in grado di spingere così fin dall’inizio.

Hayden Paddon (+12.5), in quarta posizione, è la prima Hyundai in classifica. Il pilota neozelandese ha guidato bene in strade che, a detta sua, gli ricordano molto quelle di casa: considerando il suo destino ancora appeso ad un filo per quanto riguarda il programma 2019, chiudere con una buona prestazione può fare sicuramente piacere.

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Dietro a Tanak, ovvero in sesta posizione, troviamo Esapekka Lappi (+28.3), che ha perso oltre 20 secondi faticando nel far ripartire la macchina che si era spenta durante l’attraversamento di un piccolo guado. Peccato per il finnico, che senza questo inconveniente sarebbe sicuramente stato davanti a giocarsi la vittoria.

Segue poi Ogier, davanti a Elfyn Evans (+45.2) e Teemu Suninen (+47.2), con entrambi i piloti Ford poco a loro agio a bordo del loro mezzo, mentre Neuville chiude la zona punti.

Ritiro per Andreas Mikkelsen lungo la PS 3, in cui è andato violentemente a sbattere danneggiando irreparabilmente la sua i20 WRC. Vale la pena di far notare come, pochi momenti prima e lungo la medesima prova, il norvegese si sia trovato improvvisamente di fronte ad un trattore che, evidentemente, non sarebbe dovuto essere lì. Un evento che ricorda il Polonia 2017 e che non dovrebbe mai e poi mai verificarsi.

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Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

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