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Stoico Quintanilla: una bruttissima caduta gli mette KO un ginocchio, lui corre per altri 102 km

Avere la possibilità di vincere una Dakar non è un qualcosa che capita tutti i giorni, anzi: è un’occasione che solamente pochi, tra i tanti che sin dall’ormai lontano 1979 partecipano al Rally Raid più famoso nella Storia del Motorsport, possono vantarsi di aver avuto. Un traguardo che potrebbe dunque rivelarsi irripetibile, uno di quelli…

18 Gennaio 2019
2 min read

Avere la possibilità di vincere una Dakar non è un qualcosa che capita tutti i giorni, anzi: è un’occasione che solamente pochi, tra i tanti che sin dall’ormai lontano 1979 partecipano al Rally Raid più famoso nella Storia del Motorsport, possono vantarsi di aver avuto.

© Eric Vargiolu / DPPI
© Eric Vargiolu / DPPI

Un traguardo che potrebbe dunque rivelarsi irripetibile, uno di quelli che bisogna provare a raggiungere con tutte le proprie forze. Questo concetto dev’esserselo ripetuto molto spesso Pablo Quintanilla, che ieri mattina, alla vigilia della decima ed ultima tappa dell’edizione 2019 della Dakar, scattava da Pisco con solamente 1’02” da recuperare sul leader della classifica generale, vale a dire Toby Price. Il cileno sapeva in cuor suo di essere stato autore di una delle migliori gare della propria carriera, ma per stare davanti alla KTM dell’australiano correre al massimo delle proprie potenzialità per 9 tappe su 10 non era bastato: bisognava provare a fare di più. 

Ed è proprio questo che Pablo Quintanilla stava cercando di fare, lanciandosi ventre a terra all’inseguimento di un sogno, prima di commettere un errore di valutazione mentre approcciava una delle tante dune affrontate nel corso di questi oltre 5.000 km di gara. Accade tutto in pochi istanti: il cileno non si avvede del vuoto oltre la duna, decolla letteralmente con la sua Husqvarna sul crinale della cresta sabbiosa e, dopo uno spaventoso volo di diversi metri – lanciato a tutta velocità con la sua moto -, impatta violentemente contro il terreno, perdendo molto probabilmente conoscenza oltre che il controllo della sua moto.

Il colpo è talmente forte da far sembrare incredibile il fatto che Pablo Quintanilla non solo si sia rialzato molto in fretta, ma sia addirittura risalito immediatamente in sella per provare a centrare quantomeno un podio finale che sarebbe stato meritatissimo. Il tentativo di rimonta non è purtroppo andato a buon fine, ma transitare sul traguardo con soli 20’46” di ritardo dalla vetta dopo una caduta del genere – e con un ginocchio infortunato – per noi ha già il sapore dell’impresa.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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