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La MotoGP riparte dalla tappa matta: info e orari del Gran Premio d’Argentina 2019

La famosa Garra argentina, parente stretta della Garra Charrua che tanto fa infuocare il buon Lele Adani, riesce a riscaldare gli animi anche dei più miti che si recano in pellegrinaggio a Buenos Aires e dintorni. Basta una notte. Il gran premio d’Argentina ha sempre regalato emozioni forti, con episodi che l’hanno reso il Gran…

27 Marzo 2019
4 min read

La famosa Garra argentina, parente stretta della Garra Charrua che tanto fa infuocare il buon Lele Adani, riesce a riscaldare gli animi anche dei più miti che si recano in pellegrinaggio a Buenos Aires e dintorni. Basta una notte.
Il gran premio d’Argentina ha sempre regalato emozioni forti, con episodi che l’hanno reso il Gran Premio matto per eccellenza. Dal macello tra Harada e Capirossi nel 1998, alla condotta da fuor di senno di Marquez lo scorso anno, culminata col rumoroso contatto tra lui e Rossi. In mezzo il contatto tra gli stessi Rossi e Marquez nel 2015, poi lo strike di Iannone ai danni del compagno Dovizioso all’ultima curva dell’ultimo giro, nel 2016.
Infine è difficile dimenticare il giro matto di Miller nelle qualifiche dello scorso anno, un tango violento per prendere a tutti i costi la Pole Position, con le slick sull’asfalto umido.

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Il circuito di Termas de Rio Hondo, riprogettato e ricostruito dall’italiano Jarno Zaffelli nel 2012 e riasfaltato nell’autunno del 2017, ha la caratteristica voluta di stressare le gomme. Le gravi accelerazioni a moto piegata verso destra (vedi curve 3-4 e 7-8) sono un tratto distintivo di questo circuito ‘zaffelliano’. A questo vanno sommati alte temperature e un asfalto abrasivo ed elevate temperature. Ci sono 14 curve, delle quali 5 a sinistra e 9 a destra con un primo settore (curve 1-4) è da medio-bassa velocità: a caratterizzarlo sono due curve da seconda ed offre varie possibilità di interpretazione, sposandosi bene sia con una guida di percorrenza che con una guida spigolata. Il secondo settore invece (curve 4-6) sarà quasi sicuramente terreno di caccia per Ducati ed Honda, grazie alla gran trazione e soprattutto al gran motore di cui dispongono: anche qui tutti possono superare i 330 km/h. Ad un terzo settore (curve 6-10) infulcrato sulla sequenza delle curve 7 e 8, segue il settore finale (10-14) che ha inizio con una lunga sinistra da terza e conclude con un tornantino che si apre in chicane. Tutto in 4’805 metri, con un rettifilo da oltre un chilometro ed una larghezza costante di 16 metri.

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Come detto, il tracciato argentino non è mai stato facile per Michelin, e Piero Taramasso non lo nasconde: Questo tracciato è la nostra nemesi. Nel 2015 avevamo programmato un test, ma la pioggia ha reso tutto vano. Nei tre anni che abbiamo corso qui abbiamo avuto un tempo inclemente che non ci ha mai permesso di avere un fine settimana completamente asciutto, per poter valutare totalmente le prestazioni degli pneumatici. Lo scorso anno abbiamo portato quattro mescole, non avendo potuto eseguire test sul nuovo asfalto, ma per questa edizione tutto torna nella norma con le classiche tre mescole.

I piloti potranno scegliere tra una gamma di mescole ben spaziata, e tutte le gomme da asciutto saranno simmetriche. Scelta differente per le gomme da bagnato: saranno in mescola Soft e Medium, in entrambi i casi asimmetriche al posteriore con mescola più dura sul lato destro.

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Ma in quanto si gira a Termas? Il giro record appartiene a Valentino Rossi, che nel 2015 segno un 1’39”019 a 174,7 km/h di media. Un anno prima, nel 2014 Marc Marquez registrò il giro assoluto più veloce, in 1’37”683 nel corso delle qualifiche. Lo scorso anno vinse Cal Crutchlow, in 40’36”342, e a podio con lui finirono Johann Zarco, secondo al fotofinish, e Alex Rins. I piloti della Top Class dovranno completare 25 giri di gara, per un totale di 120,2 km.
23 giri per 110,5 km attendono i piloti della Moto2. A detenere il record nella classe di mezzo, ora motorizzata Triumph, è Jonas Folger che nel corso del GP 2015 riuscì a stampare un 1’43”001 a 167,9 km/h di media. 
Ad un altro pilota ora in Top Class appartiene il record della Moto3: parliamo di Miguel Oliveira, che percorse un giro in 1’48”977 nel corso della gara. Correva ancora l’anno 2015. Interessante il riferimento velocistico delle Moto3 sul refttifilo più lungo: 233,9 km/h è il record per le 250 4t, fatto registrare da Kaito Toba nel 2017, su Honda.

L’evento sarà in diretta esclusiva su Sky Sport MotoGP, ma la differita delle gare in chiaro su TV8 costerà appena 30 minuti: scelta molto particolare, certamente apprezzata dai non abbonati alla pay tv che potranno guardare le gare quasi in contemporanea col loro svolgimento.

Ecco il programma, in orario italiano (ora solare di domenica inclusa):

Venerdì 29 marzo
13:00 Prove Libere 1 Moto3
13:55 Prove Libere 1 Moto2
14:50 Prove Libere 1 MotoGP
17:15 Prove Libere 2 Moto3
18:10 Prove Libere 2 Moto2
19:05 Prove Libere 2 MotoGP

Sabato 30 marzo
13:00 Prove Libere 3 Moto3
13:55 Prove Libere 3 Moto2
14:50 Prove Libere 3 MotoGP
16:35 Qualifiche Moto3
17:30 Qualifiche Moto2
18:25 Prove Libere 4 MotoGP
19:05 Qualifiche MotoGP

Domenica 31 marzo
14:40 Warm Up Moto3
15:10 Warm Up Moto2
15:40 Warm Up MotoGP
17:00 Gara Moto3
18.20 Gara Moto2
20:00 Gara MotoGP

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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