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MotoGP: Spa Francorchamps rivuole il Motomondiale?

Il governo vallone vuole riportare il Motomondiale a Spa Francorchamps, a proporlo è stato il vice presidente del consiglio Pierre-Yves Jeholet che lo ha reso noto dopo l’approvazione. Sul piatto sono pronti quasi 30 milioni di euro, per riportare la massima serie a due ruote “sul più bel circuito del mondo”. Il governo federale della…

8 Aprile 2019
4 min read

Il governo vallone vuole riportare il Motomondiale a Spa Francorchamps, a proporlo è stato il vice presidente del consiglio Pierre-Yves Jeholet che lo ha reso noto dopo l’approvazione. Sul piatto sono pronti quasi 30 milioni di euro, per riportare la massima serie a due ruote “sul più bel circuito del mondo”.

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Il governo federale della Vallonia vuole riportare il motociclismo internazionale sulle curve perfette di Spa Francorchamps. A renderlo noto via Twitter è stato il vice presidente del consiglio, Pierre-Yves Jeholet: “Su mia proposta, il Governo ha approvato la partecipazione della Regione ad un piano d’investimenti con l’ambizioso obiettivo di portare gli eventi motociclistici a fianco della F1 sul circuito più bello del mondo”. Nessuna citazione diretta del Motomondiale o MotoGP, ma l’obiettivo è presumibilmente quello.

Difficile che Spa ospiti la MotoGP nel breve periodo, per ora sono stati pianificati investimenti pari a 29,5 milioni. La questione fa parte di un piano ben più ampio, finalizzato ad ammodernare le strutture ed elevare il livello di sicurezza del tracciato entro il 2024. Difficilmente il disegno verrà alterato, forse verranno inseriti percorsi ‘alternativi’ come accaduto alla prima variante di Monza. Sicuramente verranno riviste alcune vie di fuga, ma tranquilli: l’Eau Rouge non verrà toccato. Negli anni si è continuata a svolgere la 6 Ore Motociclistica di Spa, e già il tracciato attuale ha mostrato un buon livello di sicurezza per le derivate dalla serie.

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Spa Francorchamps è un luogo mistico per gli appassionati di motori, risultando una tappa storica soprattutto per il motociclismo. Disegnato nel 1920, già nel 1921 fu sede del primo Gran Premio Motociclistico del Belgio, con le pioneristiche classi ‘terzo di litro’ e ‘mezzo litro’ vinte dal belga René Kieken e dall’inglese Hubert Hassall. Il Circuito delle Ardenne divenne subito una tappa fissa del motociclismo, catturando presto anche l’attenzione dell’automobilismo: la prima 24h arrivò nel 1924, nel ’25 venne istituito il primo Gran Premio Automobilistico che vide vittorioso il nostro Antonio Ascari, padre di Alberto, su Alfa Romeo.

Passata la Seconda Guerra Mondiale, i 14 km di Spa Francorchamps divennero tappa della prima edizione del Motomondiale nel 1949, continuando ad utilizzare le strade della comune viabilità. Qui si è tenuto quasi ininterrottamente il GP del Belgio fino al 1990, ultima edizione dello stesso, quando a vincere furono Hans Spaan in 125, John Kocinski in 250 e Wayne Rainey in 500, mentre tra i sidecar si impose il duo formato da Geral de Haas ed Egbert Streuer.

Nel mezzo Spa è cambiata drasticamente sul finire degli anni ’70, venendo dimezzato nella lunghezza e guadagnando un tratto ‘artificiale’ e chiuso alla viabilità ordinaria. Fu proprio il Motomondiale a inaugurare il nuovo tracciato nel 1979, purtroppo quella che doveva essere un’edizione festosa del GP belga divenne presto drammatica. Nel 1977 la direzione dell’autodromo decise di costruire un nuovo tracciato semipermanente con una bretella permenente e chiusa al traffico, l’attuale sezione che va dalla ‘esse’ Les Combes alla Paul Freré. Il tratto venne completato a ridosso del GP, addirittura il nuovo asfalto venne posato la notte precedente le prime libere del venerdì.

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Fu proprio l’asfalto a scatenare le proteste dei piloti, rendeva la pista impraticabile vista la freschezza dello strato bituminoso. Sabato sera i piloti convocarono una conferenza stampa per annunciare uno sciopero, il primo dal GP di Germania del 1974, a cui aderirono gran parte dei piloti di ogni classe. Le gare si disputarono ugualmente, seppur con griglie scarne e rimpolpate da piloti locali piazzati all’ultimo minuto sulle moto. Quindi la domenica mattina circa 20’000 spettatori protestarono con veemenza, arrivando allo scontro con la polizia. Tutto questo causò il breve trasferimento a Zolder per la sola edizione del 1980.

Infine va ricordato un aneddoto del 1971. Il finlandese Pesonen cade e perde i sensi, venendo prontamente soccorso e caricato in ambulanza. Durante il viaggio verso l’ospedale, i soccorritori si sorprendono per un folle che li sta inseguendo a tutta velocità, ben fuori dal circuito. Guida una vecchia Yamaha 350 da GP rifatta in casa: è Jarno Saarinen, che vuole conoscere le condizioni dell’amico. Il sarà Finlandese Volante li raggiunge e urla, si dice pronto a donare il sangue se necessario e Pesonen, che nel frattempo si era ripreso, lo rassicura con un gesto della mano. Solo allora Jarno gira la sua Yamaha riuscendo a tornare in pista per concludere la gara, anche se ormai ogni risultato era compromesso.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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