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Felipe Drugovich “Per vincere il titolo devo essere più costante”

Abbiamo intervistato in esclusiva per Fuori Traiettoria Felipe Drugovich, pilota di Formula 2 con la Uni Virtuosi. Il pilota brasiliano, al secondo anno nella categoria, ci ha raccontato le sue sensazioni rispetto sia alla stagione appena passata che a quella in corso, cominciata in Bahrain qualche settimana fa. Fuori Traiettoria: Ciao Felipe. La prima domanda…

25 Aprile 2021
6 min read

Abbiamo intervistato in esclusiva per Fuori Traiettoria Felipe Drugovich, pilota di Formula 2 con la Uni Virtuosi. Il pilota brasiliano, al secondo anno nella categoria, ci ha raccontato le sue sensazioni rispetto sia alla stagione appena passata che a quella in corso, cominciata in Bahrain qualche settimana fa.

Dutch Photo Agency
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Fuori Traiettoria: Ciao Felipe. La prima domanda che volevo farti riguarda la scorsa stagione: l’anno scorso da rookie hai conquistato tre vittorie più un altro podio, chiudendo al nono posto in classifica. Come te lo spieghi questo risultato così positivo? Le F2 con i cerchi da 18” si adattano particolarmente al tuo stile di guida?

Felipe Drugovich: Ciao ragazzi! Sì, credo di riuscire ad adattarmi abbastanza bene a questi pneumatici. La spalla più bassa rende la macchina un po’ più nervosa, però ti dà tanto feeling. L’anno scorso mi è piaciuto molto, ma bisogna considerare che venivo da una stagione di F3 in cui non ero andato particolarmente bene, soprattutto per il team: non avevamo niente. Invece in F2 mi sono adattato bene e mi sono ritrovato in una buona squadra, che anche se era la MP, e quindi con una certa esperienza, era completamente nuova nel suo assetto, e questo mi ha aiutato.

FT: Però hai battuto sia Matsushita che Alesi, due piloti con più esperienza di te. Quindi non era solo della squadra il merito.

FD: Sì, ma io sono sempre stato lo stesso. Magari nessuno si aspettava niente da me, ma io ho fatto il mio e ho guidato bene e ho fatto quello che dovevo fare.

FT: Quindi in un certo senso tu sei quello del 2020, non quello del 2019.

FD: Sì, esatto.

@Dutch Photo Agency
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FT: Parlando invece del 2021, hai lasciato MP per Uni Virtuosi. Come cambia l’approccio passando da un team di media classifica a quello che, insieme a Prema, è probabilmente la squadra più forte del campionato? E, visto che ci siamo, com’è andato il weekend del Bahrain da questo punto di vista?

FD: Beh, parto dalla prima domanda. La differenza tra le due squadre secondo me è soprattutto l’esperienza. Ciò in cui abbiamo faticato l’anno scorso è stata la costanza. Se in una gara partivamo bene con il nostro setup il weekend andava bene, ma se partivamo con un setup sbagliato rimanevamo indietro, non riuscivamo a recuperare. Invece quest’anno, anche se ho guidato la macchina solo in Bahrain, parlando con il team si sente che hanno molta più esperienza in tutte le piste, sanno come vanno usate le gomme in ogni circuito, come va adattata la macchina, cosa devo fare io per guidare meglio, ecc. Poi si vede che la squadra è molto più automatizzata, più fluida, tutti sanno cosa fare perché lavorano insieme da tanto tempo.

FT: E per quanto riguarda il weekend in Bahrain?

FD: Per quanto riguarda il weekend in Bahrain è iniziato molto bene, eravamo primi nelle FP, poi siamo stati primi fino a metà qualifica chiudendo terzi. Non sono riuscito ad usare al meglio il secondo set di gomme, però alla fine andava bene il terzo posto in griglia. Dopo però è stato un fine-settimana disastroso, non doveva esserci. Se prendessi la mia performance durante il weekend mi darei un voto alto, secondo me ho fatto tutto bene, ma sono successe cose esterne che non potevo evitare. In Gara 1 al primo giro il mio compagno di squadra (Zhou, ndr) è stato chiuso da un altro pilota davanti, ha inchiodato per evitarlo e lì non ho potuto fare niente: l’ho preso danneggiando l’ala e forando una gomma. A quel punto sono rientrato ai box e ho perso un sacco di tempo. Abbiamo messo le Soft, ma non c’è stata nessuna Safety e sono finito sedicesimo. Poi in Gara 2 ho fatto una bella partenza, ho recuperato fino alla quarta posizione. A quel punto ho provato a passare terzo, ma l’altro pilota (Lawson, ndr) non mi ha visto e ha girato su di me. Purtroppo non potevo sparire. A quel punto è entrata la Safety Car per l’incidente e tutti hanno fatto il pit stop. Io però non avevo le Soft perché le avevo usate in Gara 1, quindi ho capito che non si poteva fare più niente. E infine in Gara 3 credo che abbiamo sbagliato strategia, perché siamo partiti con le Soft, decisamente migliori delle Hard, ma tutto il vantaggio si è azzerato con la Safety Car. Quando abbiamo cambiato le gomme gli altri, su strategia inversa, sono andati decisamente meglio… si è visto anche con Lundgaard che era sulla mia stessa strategia. Poi avevo anche una parte della carena che si stava smontando e che faceva da paracadute in fondo al rettilineo. È stato un weekend abbastanza frustrante quindi, perché secondo me io e il team abbiamo fatto tutto bene. Solo che non abbiamo preso risultati.



FT: Visto che hai parlato di cose esterne, ne approfitto per anticipare una domanda che ti avrei fatto alla fine: il format del weekend. Quest’anno è cambiato, passando dalle due alle tre gare, con ribaltamenti di griglia, etc. Volevo quindi chiederti, innanzitutto che ne pensi, ma poi anche come cambia l’approccio di gara? Sai che ciò che fai il venerdì non ti servirà il sabato, e anche se magari fai la pole in qualifica per la domenica, magari se il sabato sei andato male ti condiziona.

FD: Innanzitutto secondo me tutti preferiscono il format vecchio, però alla fine è quello che è, non possiamo cambiarlo. Tutto sommato non è stato così male, nel weekend si gira di più, ma in totale durante l’anno giri molto di meno. Non eravamo sicuri di come comportarci, soprattutto in qualifica, ma alla fine abbiamo capito che è meglio puntare alla pole come sempre e provare a recuperare nelle Sprint Race.

FT: Questo però vale per il Bahrain. Ad esempio, la prossima gara è Monaco, in cui partire decimo, nono o ottavo potrebbe essere problematico. Lì userete lo stesso approccio del Bahrain o cercherete di giocare di strategia durante le qualifiche?

FD: No, secondo me useremo lo stesso approccio. Ovvio, se fai la pole, parti decimo e poi non riesci a sorpassare nessuno resti lì, ma poi comunque parti primo nelle due gare dopo. Ci sarà da pensarci sicuramente, ma non credo che inizieremo a fare giochi strategici già in qualifica provando ad essere quinti o decimi.

FT: Anche perché mal che vada hai quattro punti e una pole assicurata.

FD: Certo

Formula 2, Gp di Spagna 2020, Felipe Drugovich
Formula 2, Gp di Spagna 2020, Felipe Drugovich

FT: Restando in tema Monaco, come ti vedi lì e, di conseguenza, per il resto della stagione? Quale obiettivo ti poni?

FD: Beh credo di poter lottare per il titolo, vista anche la nostra velocità in Bahrain, ma devo cercare di essere più costante. Per quanto riguarda Monaco devo essere più calmo, anche perché sarà la mia prima volta e devo conoscere la pista, non prendere troppi rischi e assicurarmi dei punti per limitare i danni avuti nella prima gara.

FT: E per quanto riguarda il campionato invece? Hai un obiettivo o vedi come va e ne riparli più avanti, ad esempio a Monza?

FD: Beh l’obiettivo ovviamente è vincere il campionato, ma in generale penso che sarei molto contento se finissi tra i primi tre.

FT: Primi tre che sono anche quelli che prendono automaticamente la Superlicenza. E a proposito della Superlicenza, tu sei uno dei pochi piloti che non sono legati ad un’Academy o ad un team di F1. Hai avuto o stai avendo contatti con qualcuno?

FD: Dopo l’anno scorso ci sono stati dei contatti, ma niente di concreto. Dobbiamo focalizzarci su quest’anno e poi vedere come va, fare un buon risultato e cercare di entrare poi non solo in un programma giovani, ma anche in un team di F1. Secondo me adesso non è prioritario: meglio concentrarsi sul campionato. Anche perché alla fine non è importante entrare in un’Academy adesso, è importante esserci nel momento di entrare in F1.

FT: Quindi è meglio farsi notare, non importa se sei dentro un’Academy. Bene, l’ultima domanda è un po’ più personale: come sono i rapporti all’interno del paddock di Formula 2? Hai dei legami con i tuoi colleghi? Come vi relazionate?

FD: Beh alla fine ognuno ha il suo stile in questo. Io personalmente conosco buona parte dei piloti, ma ho pochi contatti. Un po’ con il mio compagno di squadra (Zhou, ndr) e con l’altro brasiliano, Petecof, ma basta. Alla fine preferisco focalizzarmi sul mio lavoro, come fanno tutti. Magari puoi anche scherzarci con gli altri, però appena metti il casco non ci sono più amici.

FT: Perfetto. Grazie mille per l’intervista Felipe, e in bocca al lupo per il resto della stagione.

FD: Grazie mille! E un saluto a tutti i lettori!

Felipe Drugovich per FuoriTraiettoria
Felipe Drugovich per Fuoritraiettoria.com

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.

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