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La MotoGP all’esame di francese: info e orari del Gran Premio di Francia

Questo fine settimana il Motomondiale fenderà l’aria di Le Mans per il Gran Premio di Francia, il quinto di questa stagione. Il circuito Bugatti premia le moto dall’anteriore stabile ed i piloti che sanno staccare profondamente, la sensazione è quella di una gara all’insegna dell’equilibrio in MotoGP. Marquez ci arriva rinvigorito dopo il successo di…

16 Maggio 2019
3 min read

Questo fine settimana il Motomondiale fenderà l’aria di Le Mans per il Gran Premio di Francia, il quinto di questa stagione. Il circuito Bugatti premia le moto dall’anteriore stabile ed i piloti che sanno staccare profondamente, la sensazione è quella di una gara all’insegna dell’equilibrio in MotoGP. Marquez ci arriva rinvigorito dopo il successo di Jerez, con cui si è ripreso la prima posizione in classifica davanti a Rins. Secondo l’alfiere della Suzuki, su questo tracciato la GSX-RR potrebbe trovarsi in difficoltà: la stessa cosa detta prima del Cota.

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Il Circuito Bugatti è lungo 4,185 km con 5 curve a sinistra e 9 a destra, con il rettilineo principale che non supera i 700 metri. Nato nel 1966 da una costola del Circuit de la Sarthe, fu progettato su spinta dall’ACO per poter ospitare anche altri tipi di competizioni, oltre alla classica 24 Ore di le Mans. Nel ’69 ospita per la prima volta il motomondiale, alternandosi poi per oltre 30 anni con altri storici circuiti francesi come Clermont-Ferrand, il Paul Ricard e Magny Cours. Dal 2001 è però divenuto sede fissa del GP motociclistico transalpino.

Per questa edizione, Michelin porterà due evoluzioni rispetto alla precedente. Soft e Medium ricalcano le specifiche precedenti, mentre cambiano le Hard: se al posteriore la soluzione è già stata utilizzata in questa stagione, all’anteriore i piloti troveranno un compound tutti nuovo. Le tre opzioni saranno simmetriche per l’anteriore, mentre al posteriore saranno asimmetriche, con una spalla destra più dura per far fronte alle maggiori necessità richieste dal tracciato francese.

Secondo i dati forniti dalla Brembo, i piloti ad ogni giro fanno ricorso all’impianto frenante per 9 volte, per un totale di 29 secondi. Il 32% percento della gara viene trascorso frenando, con una decelerazione media di 1,17 G. Ad ogni giro ciascun pilota esercita una pressione complessiva sulla leva del freno anteriore di oltre 42 kg, per un totale di oltre 12 quintali in gara, dalla partenza alla bandiera a scacchi. Ma delle 9 frenate, solo due sono impegnative per i freni. Quelle della curva 8 e 9, un tornante verso destra ed una S che inizia verso sinistra, inframmezzate dal rettilineo.

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La più dura delle due è quella della curva 9, dove i piloti passano dai 300 ai 100 km/h, in 4,5 secondi percorrendo 240 metri. Qui i piloti esercitano una forza di 6,6 kg sulla leva, subendo una decelerazione di 1,5 G, mentre il liquido dell’impianto frenate raggiunge l’incredibile pressione di 11,5 bar. Alla curva 8 il carico sulla leva è leggermente inferiore, 6,4 kg, mentre la decelerazione è sempre di 1,5 G. Qui i piloti arrivano a 250 km/h, decelerando in 4,2 secondi fino a circa 80 km/h percorrendo 180 metri.

Il record in gara lo detiene Maverick Vinales, un 1’32”309 fatto registrare nel 2017. Il giro più veloce assoluto invece è proprietà di Johann Zarco, un 1’31”185 fatto segnare nelle qualifiche dello scorso anno. La velocità di punta maggiore toccata qui sono i 316,6 km/h fatti registrare da Iannone, correva l’anno 2015.

 

Il GP di Francia è in diretta esclusiva su Sky Sport MotoGP, visionabile in differita di 45 minuti su TV8. 

Ecco gli orari ufficiali:
Venerdì 17 maggio

9:00 FP1 Moto3
9:55 FP1 MotoGP
10:55 FP1 Moto2
13.10 FP2 Moto3
14:05 FP2 MotoGP
15:05 FP2 Moto2

Sabato 18 maggio

9:00 FP3 Moto3
9:55 FP3 MotoGP
10:55 FP3 Moto2
12:35 QUALIFICHE Moto3
13:30 FP4 MotoGP
14:10 QUALIFICHE MotoGP
15:05 QUALIFICHE Moto2

Domenica 19 maggio

8:40 Warm Up Moto3
9:10 Warm Up Moto2
9:40 Warm Up MotoGP
11:00 GARA Moto3
12:20 GARA Moto2
14:00 GARA MotoGP

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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