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Vettel: “La mattina eravamo soddisfatti dell’auto, il pomeriggio no. Le gomme non lavorano bene”

“Scusate, stavo provando a dare il massimo”. E’ stato questo il malinconico Team Radio con cui Sebastian Vettel ha commentato l’esito delle proprie qualifiche del GP di Monaco, quelle durante le quali il tedesco è andato a baciare le barriere per ben due volte terminando così 4° alle spalle delle due Mercedes e di Max Verstappen. Un…

26 Maggio 2019
2 min read

“Scusate, stavo provando a dare il massimo”. E’ stato questo il malinconico Team Radio con cui Sebastian Vettel ha commentato l’esito delle proprie qualifiche del GP di Monaco, quelle durante le quali il tedesco è andato a baciare le barriere per ben due volte terminando così alle spalle delle due Mercedes e di Max Verstappen.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Un contatto “scintillante” durante il tentativo che ha escluso dalla Q1 Charles Leclerc prima ed un tocco più pesante all’uscita del Tabaccaio nel corso della Q3 poi sono stati la cartina al tornasole delle evidenti difficoltà incontrate dal #5 del Cavallino Rampante nel mettere assieme un giro pulito, uno di quelli che gli permettesse di tirar fuori il massimo potenziale da una SF90 che anche a Monaco ha palesato più di un limite. Alla base del difficile rapporto tra la monoposto di Maranello e l’asfalto del Principato ci sarebbero, ancora una volta, le gomme. 

“Abbiamo faticato a far lavorare bene i pneumatici” – ha infatti dichiarato il 4 volte campione del mondo di F1 a margine delle qualifiche – “Quando si verifica una situazione simile non riesci mai ad avere le sensazioni alla guida di cui avresti bisogno. Oggi (ieri, ndr) in particolare sono state le gomme anteriori a non funzionare bene, quindi dobbiamo analizzare ancora più a fondo i dati per capire perché. E già ora posso assicurare che stiamo facendo il massimo per capire tutto quello che possiamo”. Anche perché – ed è questo forse l’aspetto che genera più grattacapi agli uomini Ferrari – la SF90 si sta rivelando una monoposto incredibilmente volubile, con anche minimi cambiamenti in termini di temperatura dell’asfalto che ne stravolgono completamente il comportamento.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

“Credo che stamattina (ieri mattina, ndr) Charles fosse abbastanza contento, e lo ero anche io dopo i pochi giri che avevo concluso – ha proseguito Vettel – “Oggi pomeriggio invece non è stato così. Per adesso è una cosa che dobbiamo accettare pur non volendo, ma dobbiamo partire da questa situazione”. Una situazione che, stando alle parole del tedesco, è peraltro totalmente indipendente dall’incidente di cui si era reso protagonista poco prima delle qualifiche, quello che ha costretto i meccanici del Cavallino ad un lavoro extra per rimettere in sesto la SF90 #5 e darle così modo di prender parte alle qualifiche. Non credo che ciò che è successo nelle FP3 abbia qualcosa a che fare con questo problema, in tutta sincerità. Non voglio spostare l’attenzione su altre questioni. Certo, nel pomeriggio ci sono andato cauto per i primi due giri perché avevo bisogno di riprendere ritmo, ma avendo girato così tanto a Monaco nel corso della mia carriera non è stato di certo quello il problema“, ha concluso infatti il pilota del Cavallino Rampante.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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