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Latifi trionfa a Budapest davanti a De Vries. Soffre Ghiotto.

Magnifica gara in solitaria per Nicholas Latifi, da terzo a primo al via, e poi in perfetta gestione della corsa. Secondo posto fondamentale in ottica iridata per Nyck De Vries seguito sul rostro da Jack Aitken. Penalizzati nel corso del cooldown lap Luca Ghiotto e Jordan King. I due terminano rispettivamente in sesta e settima posizione.…

3 Agosto 2019
3 min read

Magnifica gara in solitaria per Nicholas Latifi, da terzo a primo al via, e poi in perfetta gestione della corsa. Secondo posto fondamentale in ottica iridata per Nyck De Vries seguito sul rostro da Jack Aitken. Penalizzati nel corso del cooldown lap Luca Ghiotto e Jordan King. I due terminano rispettivamente in sesta e settima posizione.

 

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Latifi subito aggressivo al via che dalla terza piazza brucia sia Luca Ghiotto che il polesitter Nyck De Vries per conquistare la testa della corsa. Si mantiene invece in quarta posizione Mick Schumacher.
All’inizio del quarto giro Louis Delétraz è costretto ad accostare a causa di una copiosa fumata bianca che fuoriesce dal motore. L’Elvetico è pertanto obbligato ad abdicare all’ottava piazza.
Egregia rimonta dal fondo nel frattempo di Anothoine Hubert che in soli cinque giri si impone in undicesima posizione dopo essere scattato diciassettesimo allo spegnimento dei semafori.

Solo sei giri registrati prima dell’anticipato pitstop di Nyck De Vries, in evidente crisi con il degrado gomme e Latifi ne approfitta per allungare in termini cronometrici.
Valzer delle soste che comincia ufficialmente solo la tornata successiva con un cambio gomme lento da parte di Mick Schumacher che è pertanto costretto a cedere il passo a Aitken. Restano fuori per un altro giro Latifi, Ghiotto e Zhou. Le posizioni in classifica che si ristabiliscono con l’Anglo-Coreano che scavalca il Vicentino per l’ultimo gradino virtuale del podio.

Vola De Vries che al decimo passaggio fa registrare il giro veloce e chiude rapidamente il distacco dal leader virtuale Latifi. Sarà però la gestione gomme il punto chiave da considerare per l’Olandese di casa ART.
Al diciannovesimo giro dà forfait pure l’Indiano Arjun Maini. Accostando a bordo pista costringe -senza colpe- i commissari a mandare il pacchetto di mischia in regime di Virtual Safety Car. Nel frattempo i piloti di testa si sono già sbarazzati di tutti i piloti su strategia alternativa ad eccezione di King e Hubert che comandano virtualmente la classifica.

Alla ripartenza Matsushita svernicia Schumacher, non rapidissimo nel VSC Ending. Il Giapponese si prende pertanto la quinta posizione virtuale.
Grande pressione di Luca Ghiotto ai danni di Jack Aitken che però riesce a tenersi stretto il podio, con il gruppo dietro al pilota Campos che si compatta. Sette Camara rientra prepotentemente in corsa sopravanzando Mick Schumacher nel corso della ventinovesima tornata su trentasette.
Non riesce ad imporsi il Vicentino di Virtuosi che viene a propria volta insidiato da Matsushita.

Grandissima battaglia a tre tra i due sovracitati e Sergio Sette Camara, con Ghiotto in evidente difficoltà ma che si difende egregiamente. Nel frattempo va in fumo pure il motore di Boschung e la Safety Car viene mandata in pista.
Nel pacchetto di mischia per il podio, nel mentre, Sette Camara e King (rientrante con gomme morbide) hanno scavalcato il pilota Nipponico. La gara termina in regime di neutralizzazione: Nicholas Latifi vince a Budapest. Sul podio lo seguono De Vries e Aitken. Penalità comminata a Ghiotto e King nel corso del giro di rientro: cinque secondi aggiunti al tempo di entrambi li relegano in sesta e settima piazza.

In classifica iridata il Canadese recupera sette punti sull’Alfiere ART GrandPrix, che tuttavia si mantiene saldamente al vertice, mettendo già una mano sul campionato.

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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