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La MotoGP fa tappa a Motegi: info e orari del Gran Premio del Giappone

Per il Motomondiale è arrivato il momento di visitare il Giappone, ospitati dalla Honda nel Twin Ring di Motegi. Costruito dalla Honda nel 1997, il circuito di Motegi ospita il Motomondiale dal 1999 quando fu sede del GP del Giappone. Dal 2000 al 2003 divenne sede del GP del Pacifico e dal 2004 è tornato steatro del GP nazionale, con l’abbandono…

17 Ottobre 2019
4 min read

Per il Motomondiale è arrivato il momento di visitare il Giappone, ospitati dalla Honda nel Twin Ring di Motegi.

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Costruito dalla Honda nel 1997, il circuito di Motegi ospita il Motomondiale dal 1999 quando fu sede del GP del Giappone. Dal 2000 al 2003 divenne sede del GP del Pacifico e dal 2004 è tornato steatro del GP nazionale, con l’abbandono di Suzuka. Dani Pedrosa e Marc Marquez sono gli unici due piloti ad aver vinto qui in tutte e tre le classi, mentre i record sul giro appartengono a Jorge Lorenzo. Il giro più veloce è un 1’43”790 che gli valse la Pole Position nel 2015, il record in gara risale al 2014, in 1’45”350 a 165 km/h di media. Il Rocket Man è Andrea Iannone, che qui nel 2015 raggiunse i 314,3 km/h.

Per la Moto2 il record in gara è di Franco Morbidelli, che nel 2016 scolpì nell’albo un 1’50”788. Di Zarco il giro più veloce in assoluto, l’1”49”961 con cui si guadagnò la Pole Position nel 2015. In Moto3 il giro più veloce è del padrone di casa Hiroki Ono, nel 2016 fu primo in qualifica con un 1’56”443, mentre il record in gara è di Alex Marquez: è un 1’57”112 che risale al GP del 2014. 20 giri attendono la Moto3, 22 per la Moto2 e 24 per la MotoGP.

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Questo tracciato sorge in una località montana nel distretto di Kanto. Esistono due tracciati distinti: un ovale da 2’493 metri ed un tracciato stradale, usato appunto dal Motomondiale, da 4’801 metri totali, disponibile anche in due configurazioni più corte. Vanta un totale di 14 curve, 6 a sinistra e 8 a destra. Tra tante curve lente spiccano la veloce 130R (curva 6) e le tecniche S-Curve (curve 7 ed 8). Il rettifilo più lungo del tracciato misura 762 metri ed è in discesa, da cui il nome di Downhill Straight e le difficoltà nell’inserire la moto in curva 11.

In tutto sono 7 le curve affrontate dalle moto a meno di 100 km/h, intervallate da rettilinei di media lunghezza. A Motegi è importante raddrizzare il prima possibile la moto, cosa in cui Dani Pedrosa è maestro: vanta infatti ben 10 podi di cui 5 vittorie in 14 presenze. Una delle caratteristiche di questo tracciato sono le violente frenate, sia per il disegno stesso che per il manto stradale: l’asfalto di Motegi è forse il migliore tra tutti quelli del Motomondiale. Per queste ragioni qui viene imposto l’uso dei dischi freno anteriori da 340 mm, anziché 320, per la MotoGP. Secondo i tecnici Brembo il Twin Ring Motegi rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni, ed in questa particolare classifica è secondo solo a Sepang, dove però vengono usati dischi da 320 mm.

Ben 10 delle 14 curve del Twin Ring Motegi richiedono l’impiego dei freni e per 5 di queste l’utilizzo supera i 4 secondi. I piloti della MotoGP utilizzano i freni per 35 secondi ad ogni giro, pari al 33% del tempo, esercitando oltre 50kg di pressione sulla leva ad ogni giro. La decelerazione media si attesta a 1,1 g complice la presenza di tre frenate da 70 metri l’una.
La staccata più dura è quella che conclude il Downhill Straight, immettendo alla curva 11 detta ’90° Corner’. Le MotoGP ci arrivano a 308 km/h e frenano per 5,2 secondi, necessari a scendere a 86 km/h con una decelerazione di 1,5 g. In questo intervallo di tempo i piloti esercitano un carico sulla leva di 7,6 kg percorrendo 263 metri e la pressione del liquido freno schizza a 13,2 bar.

Alle curve 1, 3 e 5 si registrano decelerazioni appena inferiori, pari a 1,4 g. Per la 5 sono necessari 8 kg di pressione sulla leva, per passare da 270 km/h a 76 km/h in 4,9 secondi e 222 metri. I valori sono più contenuti alla curva 3 ma comunque superiori alla media delle altre curve del tracciato: lo spazio di frenata è di 211 metri in un tempo di 4,4 secondi per un delta di 177 km/h, da 271 a 94.

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In ambito gomme, a soffrire è soprattutto la parte centrale mentre la spalla sinistra è quasi esente da stress. Quella di Motegi è una pista molto esigente perché presenta numerose aree di forte frenata e altrettante di grande accelerazione su un asfalto più abrasivo della media. Il circuito ha quattro rettilinei importanti però, vista la minor quantità di curve veloci, gli pneumatici posteriori non sono sottoposti ad un’eccessiva pressione come succede in altri circuiti. In ogni caso, le basse temperature ed il grande stress in ingresso curva non dovrebbero però mettere in crisi le gomme Michelin, che saranno asimmetriche al posteriore, con la spalla sinistra più soffice. Simmetriche le anteriori.

Diretta esclusiva su Sky Sport MotoGP, differita su TV8: sintesi delle qualifiche dalle 14.00 di sabato; gare dalle 11.00 di domenica replicando la programmazione europea.

Venerdì 18 ottobre:
ore 2.00 FP1 Moto3
ore 2.55 FP1 Moto2
ore 3.50 FP1 MotoGP
ore 6.15 FP2 Moto3
ore 7.10 FP2 Moto2
ore 8.05 FP2 MotoGP

Sabato 19 ottobre:
ore 2.00 FP3 Moto3
ore 2.55 FP3 Moto2
ore 3.50 FP3 MotoGP
ore 5.35 QualificheMoto3
ore 6.30 Qualifiche Moto2
ore 7.25 FP4 MotoGP
ore 8.05 Qualifiche MotoGP

Domenica 20 ottobre:
ore 1.40 Warm-Uu Moto3
ore 2.10 Warm-Up Moto2
ore 2.40 Warm-Up MotoGP
ore 5.00 Gara Moto3
ore 6.20 Gara Moto2
ore 8.00 Gara MotoGP

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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