Vettel: “Bello vedere la W10 sul podio, ma questi trofei di mer*a sono un peccato”
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Vettel: “Bello vedere la W10 sul podio, ma questi trofei di mer*a sono un peccato”

Quello del GP del Messico è stato un podio che difficilmente verrà dimenticato in fretta dagli appassionati di Formula 1. Nel Circus non capita infatti così spesso che la monoposto vincente venga letteralmente sollevata per finire davanti ai primi tre piloti giunti sul traguardo, e la novità inserita nella cerimonia di premiazione dell’edizione 2019 della…

28 Ottobre 2019
2 min read

Quello del GP del Messico è stato un podio che difficilmente verrà dimenticato in fretta dagli appassionati di Formula 1. Nel Circus non capita infatti così spesso che la monoposto vincente venga letteralmente sollevata per finire davanti ai primi tre piloti giunti sul traguardo, e la novità inserita nella cerimonia di premiazione dell’edizione 2019 della corsa messicana ha trovato non pochi consensi in giro per il mondo.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Tra coloro a cui l’apparizione della W10 è piaciuta figura anche Sebastian Vettel, transitato in 2^ posizione sotto alla bandiera a scacchi che ha decretato la fine delle ostilità sportive sull’asfalto delll’Hermanos Rodriguez. “Portare la macchina sul podio è stato bello – ha dichiarato il tedesco della Ferrari – “E’ stato un modo molto carino di coinvolgere ulteriormente tutto lo stadio e la folla. Certo, non è possibile replicare questa premiazione dappertutto, ma credo che in questo contesto una cosa simile si adatti alla perfezione”. 

Nonostante l’apprezzamento nei confronti del sollevamento della Freccia d’Argento, tuttavia, al #5 ci sono alcuni aspetti della cerimonia di premiazione che non sono andati del tutto giù. Se la presenza di Tiesto al termine dei festeggiamenti poco ha importato a Vettel – che nel momento in cui il podio si andava man mano trasformando in un DJ set era ormai lontano dal rimbombo delle casse dell’impianto stereo -, al tedesco della Ferrari non sono particolarmente piaciuti né la presenza di “Mario Achi” (la mascotte del GP) sul podio, né tantomeno la forma del trofeo, inequivocabilmente ispirata per non dire inevitabilmente imposta da Heineken, main sponsor del GP.

“Della cerimonia di premiazione non ho apprezzato il momento in cui il ragazzo selfie ha tentato di entrare nella foto – ha proseguito infatti Vettel – “L’ho respinto per quel motivo, oltre al fatto che io non sia un grande appassionato di selfie se devo essere sincero”. “Neppure i trofei mi sono piaciuti troppo” – ha incalzato il tedesco – “E’ davvero un peccato che siano così: hai appena finito una gara importante, ti sei impegnato tantissimo per arrivare sul podio e alla fine ti danno questi trofei di merda…In futuro credo che si possa provare a pensare a qualcosa che valorizzi maggiormente la tradizione messicana, perché così credo invece che sia un peccato”. “Ci vuole qualcosa di più bello e simbolico, un qualcosa di simile ai trofei che venivano utilizzati quando la F1 correva qui nel passato. C’è già scritto Heineken dappertutto, non penso che sia necessario avere anche la stella sul trofeo…“, ha concluso infine Sebastian Vettel.

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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