, ,

Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP degli Stati Uniti

Adiòs Mexico, welcome USA! Sono bastati quattro giorni per smettere di parlare di Chili ed iniziare ad occuparsi di Kili; questo weekend si corre uno dei GP che peserà di più sul Mondiale 2019, il GP degli Stati Uniti! Reduce dall‘inaspettata vittoria in Messico, per Lewis Hamilton il GP degli Stati Uniti rappresenta l’occasione giusta per…

1 Novembre 2019
3 min read

Adiòs Mexico, welcome USA! Sono bastati quattro giorni per smettere di parlare di Chili ed iniziare ad occuparsi di Kili; questo weekend si corre uno dei GP che peserà di più sul Mondiale 2019, il GP degli Stati Uniti!

© Getty Images / Red Bull Content Pool
© Getty Images / Red Bull Content Pool

Reduce dall‘inaspettata vittoria in Messico, per Lewis Hamilton il GP degli Stati Uniti rappresenta l’occasione giusta per essere definitivamente considerato tra i migliori di sempre e proseguire la sua serie di vittorie Mondiali; volendo dare un titolo romantico ma allo stesso tempo simpatico alla possibile impresa, potremmo scrivere “Hamilton tra le stelle e strisce”.

Sicuramente lo scorso Gran Premio ha lasciato temi su cui discutere: non è di certo passato inosservato il laconico commento di Sebastian Vettel riguardo alla pratica di premiare i piloti con trofei poco rappresentativi della nazione in cui si corre. Concordando con il tedesco, i restanti piloti hanno chiesto agli organizzatori del Circuit of The Americas (C.o.T.A.), attuale sede del GP degli Stati Uniti, di sostituire le orrende coppe disegnate dagli sponsor e di premiare il vincitore – come si faceva in passato – con una speciale corona, dando vita a quella che, iniziando in America, si può definire una vera e propria corsa alloro.

Alte aspettative dunque per il Gran Premio di quest’anno, anche da parte dei texani appassionati alle quattro ruote in generale. Se qualche americano del Nord vi raccontasse che l’unica “gara” che conosce è la “Nia”, non ci cascate. Certo, quella della Formula 1 non è una tradizione sportiva tipica degli USA, ma in ambito automobilistico non bisogna mai dimenticare la loro particolare inclinazione per gli ovali.

Per fortuna anche la F1 è riuscita a conquistare negli anni il cuore di qualche appassionato di motori americano, che ha per questo iniziato a seguire il circus smettendo di guardare le gare delle famose stock-car d’oltreoceano; è dunque pacifico affermare che il tifo si divida tra la “Massima serie” e la NASCAR: insomma, o va alla F1, o va li.

Bene, dunque; ora che la situazione riguardo alla Formula 1 in America vi è molto più chiara, potete tranquillamente godervi le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP degli Stati Uniti!

  1. Se l’asfalto supera i 60°, la pista cambia immediatamente nome in C.O.T.T.A.;
  2. Un tempo molto affiatata e legata, la coppia Hamilton-Rosberg fu qui protagonista di un leggendario diverbio; il tedesco infatti, stizzito per la sconfitta, lanciò un cappellino verso il compagno di squadra fulminandolo con lo sguardo, segnando per sempre il rapporto tra i due; dispiace, perché si sa che i due erano sempre stati uniti;
  3. È il gran premio di casa per la americana Haas: è infatti il GP del Texhaas;
  4. L’approccio a curva 1 è tutto in salita, progettato appositamente per raffigurare le recenti rincorse al titolo della Ferrari;
  5. Un famoso pilota austriaco ha deciso di ricorrere al cambio del cognome per piacere di più agli americani; ovviamente stiamo parlando di Gerhard Burger;
  6. La griglia è chiaramente la parte della pista più apprezzata dagli americani;
  7. A causa di improvvisi problemi finanziari si è rischiato di abbandonare il circuito del C.O.T.A. dopo appena un’edizione, che sarebbe però passata alla storia come GP degli USA e getta;
  8. A causa delle alte imposte che gli organizzatori devono pagare allo Stato, la denominazione ufficiale della gara cambia da Texas GP a Taxes GP;
  9. Prima del Gran Premio si esibirà nella capitale il famoso cantautore Italo-texano Lucio Dallas;
  10. La Pirelli ha portato appositamente per questa gara un’ ulteriore tipologia di gomma, che dovrebbe garantire più aderenza appiccicandosi dappertutto: la gomma americana;
ISCRIVITI AL CANALE PER RICEVERE TUTTI GLI ARTICOLI!

Iscriviti e ricevi articoli appena sfornati. Unisciti alla community!

Iscriviti alla nostra newsletter e scopri in anteprima le notizie più importanti del mattino.

Registrandoti, accetti la nostra Informativa sulla privacy e i nostri Termini.

Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

Articoli che possono interessarti

F Read More
Formula E Jeddah

4 Ruote9 Febbraio 2026

Formula E, info e orari TV dell’E-Prix di Jeddah

La Formula E torna in pista con il primo doubleheader stagionale, l’E-Prix di Jeddah, per la quarta e la quinta gara del calendario. Ecco tutte le info, e come seguirlo in TV.

I Read More
Bathurst 2026

4 Ruote8 Febbraio 2026

Info, orari, entry list e dove vederla in TV: guida alla 12 ore di Bathurst 2026

Questo weekend si correrà una delle gare endurance più importanti del pianeta, la 12 ore di Bathurst, sul circuito australiano di Mount Panorama. L’appuntamento, che aprirà la stagione 2026 dell’Intercontinental GT Challenge, vedrà un’affluenza maggiore rispetto agli anni passati. Ecco cosa sapere sulla 12 ore di Bathurst 2026 e dove seguirla in TV.

N Read More

2 Ruote6 Febbraio 2026

Nicolò Bulega pronto per la stagione WorldSBK 2026: “Quest’anno il titolo, poi il salto in MotoGP, con o senza Ducati”

Bulega punta al titolo di campione del mondo Superbike 2026 per concretizzare il suo passaggio in MotoGP, non per forza in sella ad una Ducati

Q Read More

2 Ruote3 Febbraio 2026

Questa non è una MotoGP per Razgatlioglu

Marc Marquez ha guidato la prima giornata di test a Sepang con la nuova Ducati GP26, mentre l’aerodinamica resta il tema centrale per tutti. In particolare per per Razgatlioglu condizionato, per via della propria altezza e del proprio stile di guida, dai vincoli regolamentari sulla posizione delle ali posteriori rispetto al piano della sella