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Info, orari e record: guida al GP degli Stati Uniti di F1

Un match point. Ecco come Lewis Hamilton considera il 19° appuntamento stagionale della F1, rimasta oltreoceano dopo la trasferta messicana per far tappa al Circuit of The Americas. Il GP degli Stati Uniti, per il #44, rappresenterà infatti la seconda – e più concreta – occasione per mettere le mani con diverse gare d’anticipo sull’ambito sesto titolo mondiale, con il solo Valtteri Bottas…

31 Ottobre 2019
5 min read

Un match point. Ecco come Lewis Hamilton considera il 19° appuntamento stagionale della F1, rimasta oltreoceano dopo la trasferta messicana per far tappa al Circuit of The Americas. Il GP degli Stati Uniti, per il #44, rappresenterà infatti la seconda – e più concreta – occasione per mettere le mani con diverse gare d’anticipo sull’ambito sesto titolo mondiale, con il solo Valtteri Bottas capace di figurare ancora come matematico rivale dell’inglese.

© Dan Istitene / Getty Images / Red Bull Content Pool
© Dan Istitene / Getty Images / Red Bull Content Pool

Il #77 si giocherà le sue possibilità di arginare la rincorsa all’iride di Hamilton lungo i 5,513 km del CoTA, con tutti i piloti che dovranno completare 56 passaggi arrivando così a percorrere complessivamente 308,405 km. Il tracciato di Austin, scaturito dalla matita dello studio che fa capo ad Hermann Tilke – seguendo però i consigli di Kevin Schwantz -, nonostante la presenza di un lunghissimo rettilineo è un circuito piuttosto tortuoso: sono ben 20 infatti le curve che compongono il CoTA, delle quali 11 a sinistra e 9 a destra visto che il Circuit of The Americas si affronta in senso antiorario. Quello di Austin, tuttavia, rimane un tracciato piuttosto veloce: i piloti trascorrono infatti il 69% del tempo sul giro con l’acceleratore completamente pigiato, e ciò comporta un consumo medio pari a 1,88 kg/giro.

Il CoTA è invece mediamente impegnativo, secondo i tecnici della Brembo, per quel che riguarda l’impianto frenante: solamente in 9 curve su 20 è infatti necessario fare affidamento al pedale del freno, ma il valore di decelerazione medio si attesta comunque sui 3,8 G data la presenza di ben 4 staccate in cui si registrano decelerazioni superiori ai 4,7 G. Per 17″ al giro i piloti dovranno ricorrere a dischi e pinze del fornitore italiano, che complessivamente nell’arco della gara saranno chiamati in causa per circa 16′, vale a dire il 19% del tempo necessario per portare a termine il GP. Ciascuna monoposto dissiperà poi attorno ai 220 kWh di energia, con i piloti che invece eserciteranno un carico sul pedale del freno pari a 51,3 tonnellate nell’arco dei 56 giri previsti. Le tre staccate più impegnative al CoTA sono quella di Curva 12, Curva 1 e Curva 11: nella frenata della 12 si passa da 333 km/h a 94 km/h in appena 2″52, durante i quali vengono percorsi 125 m e si raggiungono i 5,8 G di decelerazione, in quella della 1 si scende da 319 km/h a 104 km/h in 2″35 percorrendo 118 m e registrando un picco di 5,2 G di decelerazione ed infine in quella della 11 si passa da 295 km/h ad 81 km/h in 2″62, percorrendo 113 m e toccando i 5,2 G. Piuttosto stressato è infine il cambio, mentre la forza G più elevata in curva i piloti la subiscono durante la percorrenza di Curva 6, dove si registrano 4,9 G per 0″4.

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Due saranno le zone DRS, con velocità massime che si prevede possano arrivare a toccare i 340 km/h. La prima area di utilizzo dell’ala mobile sarà posizionata sul lunghissimo rettifilo che da Curva 11 porta a Curva 12, con il Detection Point sito poco prima dell’ingresso di Curva 11, mentre la seconda troverà posto sul rettilineo di partenza / arrivo ed avrà il proprio Detection Point prima dell’entrata di Curva 19. Per 18 volte nel GP degli Stati Uniti – che non si è ovviamente sempre corso al CoTA, che è in calendario dal 2012 – ha vinto il pilota che partiva dalla Pole Position, mentre chi ha trionfato scattando più indietro sullo schieramento non era andato oltre la 10^ piazzola. Si attesta poi attorno all’80% – percentuale sempre riferita al GP degli USA – la possibilità di veder scendere in pista la Safety Car, ma nel caso specifico del CoTA questo valore è decisamente più basso data la presenza di ampie vie di fuga.

Il record sul giro al Circuit of The Americas appartiene a Lewis Hamilton, che nel 2018 ha fermato il cronometro sull’1’37″392 pur non riuscendo ad impedire che Kimi Raikkonen tornasse alla vittoria a bordo della Ferrari SF71-H. Alle spalle del finlandese lo scorso anno sono giunti Max Verstappen e proprio Lewis Hamilton, che nei giri conclusivi tentò senza successo di avere la meglio sul giovane olandese.

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

La Pirelli in occasione del GP degli Stati Uniti ha messo a disposizione di team e piloti la Hard C2, la Medium C3 e la Soft C4 (vale a dire le mescole intermedie della gamma nonché le stesse che sono apparse durante il weekend messicano del Circus) e, per la prima volta e per essere utilizzati solamente nel corso delle FP del venerdì, due set di mescola C4 2020. L’asfalto ed il layout del CoTA non sono tra i più probanti per le coperture del fornitore milanese, che però mette in guardia dai rischi derivanti dal raffreddamento delle gomme lungo l’infinito rettilineo che separa Curva 11 da Curva 12. “Austin è una gara sempre molto entusiasmante, sia in pista che fuori” – ha detto Mario Isola“Quest’anno poi sarà particolarmente significativa, perché per la prima volta i Team proveranno i pneumatici 2020 durante le prove libere del venerdì. Ciascun pilota avrà a disposizione due set di mescola C4 2020 prima di testare l’intera gamma nel corso dei due giorni di test collettivi previsti come sempre ad Abu Dhabi dopo il Gran Premio. Austin è un circuito rappresentativo per la tipologia di asfalto e le curve piuttosto diverse tra loro, ed è quindi particolarmente adatto per provare per la prima volta i pneumatici del prossimo anno”. Le scelte di tutti i team sono state come al solito orientate verso la mescola più morbida tra quelle messe a disposizione da Pirelli, mentre pare che per questa volta le coperture Intermedie e FullWet possano rimanere tranquillamente sotto le loro termocoperte: le previsioni meteo parlano infatti di un clima soleggiato per tutto il weekend, con l’unica vera incognita rappresentata da temperature piuttosto basse (la media si aggirerà infatti intorno ai 17°).

© Pirelli F1 Press Area
© Pirelli F1 Press Area

Il GP degli USA sarà trasmesso in diretta non solo – e come sempre – da SkySport F1 (canale 207), ma anche da TV8, che seguirà live sia qualifiche che gara. Ecco tutti gli orari del weekend.

Venerdì 1 novembre

  • 17:00 – 18:30 -> FP1 | diretta Sky
  • 21:00 – 22:30 -> FP2 | diretta Sky

Sabato 2 novembre

  • 19:00 – 20:00 -> FP3 | diretta Sky
  • 22:00 -> Qualifiche | diretta Sky / TV8

Domenica 3 novembre

  • 20:10 -> GP degli Stati Uniti | diretta Sky / TV8

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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