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Dalla FIA nuovi dati sul crash di Hubert a Spa: registrati 81,8 G dopo l’impatto con Correa

Nella giornata di Venerdì la FIA ha rilasciato un bollettino con il report dell’investigazione sul terribile incidente avvenuto al secondo giro della Feature Race di Formula 2 a Spa, che costò la vita ad Anthoine Hubert e in cui Juan Manuel Correa riportò lesioni gravissime agli arti inferiori, finendo anche temporaneamente in coma. Nel documento viene chiarita…

8 Febbraio 2020
3 min read
Hubert

Nella giornata di Venerdì la FIA ha rilasciato un bollettino con il report dell’investigazione sul terribile incidente avvenuto al secondo giro della Feature Race di Formula 2 a Spa, che costò la vita ad Anthoine Hubert e in cui Juan Manuel Correa riportò lesioni gravissime agli arti inferiori, finendo anche temporaneamente in coma. Nel documento viene chiarita la dinamica, accompagnata da terrificanti dati sulla violenza dell’impatto.

Hubert
© ASPhotography

La dinamica, già all’epoca perfettamente analizzata nel video realizzato dai ragazzi di Yellow Flag Talks, è stata ufficializzata nel dettaglio ricorrendo all’analisi di materiale video, telemetrie e delle “prove fisiche” (come resti delle monoposto, barriere, detriti…): nel corso del secondo giro di gara, in percorrenza di Eau-Rouge Radillon, la posteriore destra di Giuliano Alesi perdette pressione. Il Francese perse il controllo della vettura, finì in testacoda ed impattò di posteriore contro le barriere interne. Prima che i commissari avessero il tempo di intervenire sventolando le bandiere gialle, i detriti della Trident finirono in pista, costringendo Ralph Boschung e Anthoine Hubert a sterzare verso destra per evitarli. Dopo appena 1,8 secondi dall’impatto di Alesi, i marshall cominciarono a segnalare il pericolo con le bandiere gialle; nel mentre, la frenata di Boschung era stata più aggressiva rispetto a quella di Hubert, che lo seguiva. Il pilota Arden tentò un secondo spostamento evasivo verso destra, non riuscendo comunque a evitare il posteriore dell’elvetico.

Il contatto privò la monoposto di Hubert dell’ala anteriore, rendendola ingovernabile mentre viaggiava a 262 chilometri orari. L’urto con le barriere esterne fu inevitabile ed avvenne ad una velocità di 216 km/h, con un angolo di impatto di circa 40° e con una decelerazione che raggiunse un picco di 33,7 G. Già danneggiata, la Arden rimbalzò verso la pista, fermandosi tuttavia ancora all’interno della via di fuga. Nel mentre, un secondo e mezzo dopo l’esposizione delle bandiere gialle, Juan Manuel Correa colpì a propria volta alcuni detriti della Trident di Giuliano Alesi. La Sauber Junior Team dell’Americano riportò la perdita dell’ala anteriore e la rottura della sospensione anteriore destra. Priva di controllo, la monoposto numero #12 puntò verso la vettura già incidentata di Hubert. L’impatto macchina-contro-macchina avvenne appena 1,6 secondi dopo, con un angolo di 86° e ad una velocità di 218 chilometri orari. L’enorme urto fece registrare picchi di forza pari a 65,1 G per Correa ed 81,8 G per Hubert. La violenza fu tale che la Arden, colpita sul lato sinistro mentre era stazionaria, accelerò fino a raggiungere 105,4 km/h prima di entrare una seconda volta in contatto con le barriere.

Hubert
© ASPhotography

La doppia bandiera gialla venne esposta 2,5 secondi dopo l’impatto tra Correa e Hubert, seguita appena 2,7 secondi dopo dalla bandiera rossa, che sospese la gara prima ancora che l’auto dell’americano, che strisciava capottata sull’asfalto, si fermasse. Sedici secondi dopo la bandiera rossa, un principio di incendio si manifestò sulla vettura di Correa, prontamente spento dai marshall in appena due secondi. Sessantasette secondi più tardi un medico condusse il primo controllo sulle condizioni di Juan Manuel. La prima equipe per l’estrazione dei piloti dai rottami giunse sulla scena due minuti dopo l’incidente. La carambola, durata in totale 14,6 secondi, costò la vita al ventiduenne francese Anthoine Hubert e lasciò Juan Manuel Correa in terapia intensiva per diversi giorni. L’alfiere Sauber Jr Team si riprenderà ed uscirà dal coma, riportando però comunque gravissime ferite, in particolare all’arto inferiore destro.


  • Leggi anche: Correa ci crede: “Ho perso 6 cm di osso, ma sogno ancora la F1. Devo tornare anche per Anthoine”

Con l’ufficializzazione della dinamica, la FIA conferma che si sia trattata di una sciagurata concatenazione di eventi che risultò in un incidente di elevata complessità. Nessuno dei piloti, sottolinea la Federazione, ha tenuto comportamenti colposi o non appropriati alla circostanza. Importante anche evidenziare l’ineccepibile lavoro del personale di pista, tempestivo sia nelle segnalazioni che nei soccorsi.

“La ricerca della sicurezza è un percorso continuo” – conclude la FIA – “Pertanto i dati raccolti da questo incidente e da altri simili […] verranno integrati nel lavoro della Federazione per il futuro sviluppo della sicurezza nel motorsport”.

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Carlo Ferraro

Classe tanta e '96, comincio a seguire la Formula 1 all'età di sette anni. Da lì la passione per le corse non smette di crescere, fino a far diventare il motorsport parte integrante della mia quotidianità.
Ad oggi, tramite FuoriTraiettoria, sono accreditato Formula 1 e Formula 2.

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