Vettel: “Il podio in Austria è stata un’anomalia. Era chiaro che le W11 ci avrebbero doppiati…”
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Vettel: “Il podio in Austria è stata un’anomalia. Era chiaro che le W11 ci avrebbero doppiati…”

6°, alle spalle delle due Mercedes, delle due Red Bull e della Racing Point di Lance Stroll, ma soprattutto doppiato. E’ stato questo l’abbastanza impietoso esito del GP d’Ungheria per Sebastian Vettel, scattato dalla 5^ casella dello schieramento a bordo di una Ferrari SF1000 che pareva aver dato timidi segnali di miglioramento ma poi costretto ad…

20 Luglio 2020
2 min read

6°, alle spalle delle due Mercedes, delle due Red Bull e della Racing Point di Lance Stroll, ma soprattutto doppiato. E’ stato questo l’abbastanza impietoso esito del GP d’Ungheria per Sebastian Vettel, scattato dalla 5^ casella dello schieramento a bordo di una Ferrari SF1000 che pareva aver dato timidi segnali di miglioramento ma poi costretto ad annaspare per gran parte della corsa a causa della prestazioni non esaltanti della sua monoposto.

© Scuderia Ferrari Press Office
© Scuderia Ferrari Press Office

Il tedesco, prima delle due Rosse al traguardo, in Ungheria è stato autore di una prestazione decisamente migliore rispetto alla coppia di gare andate in scena sull’asfalto del Red Bull Ring. Tuttavia, secondo il #5, il GP avrebbe potuto riservare qualche soddisfazione in più agli uomini di Maranello se solo la prima sosta fosse stata effettuata leggermente in anticipo. “Questa prestazione per quel che mi riguarda è stata migliore rispetto a quella della prima gara in Austria” – ha detto Vettel nelle consuete interviste post-gara – “Tuttavia, con il senno di poi, avremmo fatto meglio a prendere qualche rischio in più e a fermarci al giro 3 anziché al 4 per passare da gomme Intermedie a quelle da asciutto. Ho infatti perso molto tempo ai box aspettando che passassero diverse altre macchine prima che mi facessero segno di andare”.

Il tedesco, tuttavia, non si nasconde dietro ad un dito: il potenziale della SF1000 in Ungheria non avrebbe permesso di conquistare il podio in qualsiasi caso. “Credo che alla fine avremmo potuto al massimo ambire ad un 5° posto – prosegue infatti il #5 – “Nei giri conclusivi ho faticato molto con le gomme e non ho potuto lottare con Alex come invece mi sarebbe piaciuto poter fare. Purtroppo non siamo dove vorremmo essere, ma almeno oggi possiamo dire di aver veramente dato tutto quello che avevamo“. Il vero problema, per la Scuderia Ferrari, è che tutto quello di cui il Cavallino Rampante dispone non solo non è abbastanza per reggere il passo delle Mercedes, ma non è sufficiente neppure per evitare di essere doppiati. “Siamo purtroppo tornati alla normalità, la prima gara in Austria è stata un’anomalia. La prova di forza della Mercedes? Per me non è stata affatto una sorpresa. Era chiaro sin da prima della gara che ci avrebbero doppiato…“, ha infatti laconicamente concluso il 4 volte Campione del Mondo.

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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