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MotoGP, GP della Repubblica Ceca: ecco le pagelle dei protagonisti

Il Gran Premio della Repubblica Ceca si è concluso con la vittoria di Brad Binder, prima vittoria per lui e per la KTM nella classe MotoGP. SI tratta della prima vittoria in 500/MotoGP per un pilota battente bandiera del Sud Africa, mentre l’ultimo pilota proveniente dall’Africa a vincere un GP in 500/MotoGP fu Jim Redman,…

11 Agosto 2020
7 min read

Il Gran Premio della Repubblica Ceca si è concluso con la vittoria di Brad Binder, prima vittoria per lui e per la KTM nella classe MotoGP. SI tratta della prima vittoria in 500/MotoGP per un pilota battente bandiera del Sud Africa, mentre l’ultimo pilota proveniente dall’Africa a vincere un GP in 500/MotoGP fu Jim Redman, originario della Rhodesia vinse l’ultimo GP in 500 nel 1966. Primo podio in MotoGP per Franco Morbidelli, a lungo in testa dopo un’ottima partenza, mentre Zarco dopo la prima Pole Position regala ad Avintia anche il primo podio il MotoGP.

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Brad Binder, voto: 9,5. La vittoria del sudafricano può sembrare una sorpresa, ma i più attenti hanno senza dubbio notato il ritmo tenuto da Brad nelle gare di Jerez. Il #33 del team KTM Factory in Spagna ha commesso errori da debuttante qual’è, che gli è concesso fare per accrescere il bagaglio d’esperienza, senza i quali probabilmente sarebbe salito sul podio. A Brno, sul tracciato dedicato Tomáš Masaryk, non li ha commessi correndo da veterano su un asfalto indegno riprendendosi tutti i punti persi con gli interessi. In gara è stato perfetto, al punto da mettere la firma anche sul giro più veloce, e pure in qualifica ha ottenuto un ottimo risultato: solo 7°, ma con una Medium al posteriore per un errore di strategia da parte del suo team. Ma niente massimo dei voti: per verificare il risultato è mancata la prova del 9(3).

Franco Morbidelli, voto: 9. Franco è sbocciato. Dopo la rocambolesca stagione di debutto, nel 2018 con Marc VDS, l’esplosione di Quartararo lo scorso anno ne ha minato le certezze ma non si è dato per vinto. Gli allenamenti più duri a cui ha iniziato a sottoporsi stanno fruttando. Nelle gare precedenti si è mantenuto tra i migliori ed a Brno ha fatto un passo ulteriore, risultando più deciso e veloce nei primissimi giri. Il #21 è stato anche lucido, preferendo farsi passare subito da Binder piuttosto che perdere tempo e rovinare la posteriore Soft per difendersi, portando a casa il primo podio in MotoGP con tranquillità. Romano, di origini Brasiliane ma cresciuto a Tavullia, Franky è un diesel, ci mette un po’ ad entrare a regime ma quando arriva non si ferma più. Ci farà divertire.

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Johann Zarco, voto: 9. Il francese di Cannes è tornato a brillare dopo una stagione, la scorsa, in cui era l’ombra di sé stesso. La Pole Position è stata meritatissima, anche senza caduta il connazionale Quartararo non sarebbe stato in grado di scavalcarlo. Sempre pulito e rotondo, ma difficile da superare, il francese ha avuto la sfortuna di fare la cosa giusta nel momento sbagliato. Il contatto con Espargaro è stato un semplice incidente di gara, e l’unica colpa che si può dare a Zarco è quella di essere un pilota da corsa: lo spazio c’era perché Pol è finito fuori traiettoria, e Johann ci si è infilato. Mezzo voto in più l’esecuzione quasi artistica dell’ingiusta long lap penalty. Pura tecnica di guida, anche se a detta del Francese stesso, lo ha aiutato

Alex Rins, voto: 8,5. Nonostante la spalla sia ancora malconcia dopo il botto di Jerez-1, il #42 è sembrato al 100%. La sua prestazione è stata ottima benché partisse dalla quarta fila, zitto ed avvitato in sella alla propria GSX-RR, l’alfiere della Suzuki ha sfiorato il podio. Va detto che, a minimizzare il distacco dal terzo posto, hanno contribuito i due secondi persi da Zarco per scontare la long lap penalty. Fisicamente non è ancora al 100% e le prossime due gare sono sul tracciato più ostico per la Suzuki, il Red Bull Ring, ma questo ben quarto posto gli darà sicuramente gli stimoli giusti per guidare sopra i problemi.

Valentino Rossi, voto: 7,5. Fine settimana strano per il Rossi, che è venuto a mancare solamente in Q2 dove non ha trovato il giusto feeling con la Medium anteriore nel secondo run. Negli ultimi giri si è parlato molto del tempo perso da Valentino all’inizio, ma solo a fine gara è emerso che il Dottore ha usato una Medium al posteriore, come Quartararo. Questo fa vedere in maniera molto diversa la prestazione del #46. Valentino è stato abile nel preservare lo pneumatico posteriore nella scompigliata prima fase di gara, progredendo con decisione giro dopo giro. Date le condizioni non poteva fare di meglio, solo se fosse partito più avanti in griglia il risultato sarebbe stato migliore: la pessima qualifica gli è costata il 200° podio. Ecco il perché del voto in meno rispetto a chi lo ha preceduto.

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Miguel Oliveira, voto: 8. Prova di carattere per il portoghese, che a Brno si è sempre trovato bene. Macina avversari guadagnandosi in pista guadagnandosi sette posizioni rispetto alla griglia di partenza. Addirittura nell’ultimo terzo di gara, quando si trova finalmente strada libera, tiene lo stesso ritmo di Binder. per il 2021 la KTM è sicuramente in una botte d’acciaio (in traliccio).

Fabio Quartararo, voto: 4. Ci si aspettava tanto dal nizzardo, con un ottimo passo sia nelle FP2 che nelle FP4 dove si distingueva dagli altri assieme al team mate Morbidelli. In qualifica perde la testa quando Espargaro prova ad usarlo come lepre anche nel secondo run, perde così la concentrazione e deve lasciare la prima piazza al connazionale Zarco. La scelta di usare la Medium al posteriore in gara, considerando le sue attitudini, forse lo ha penalizzato. Al via Morbidelli lo ha passato, el Diablo non ci ha più visto ed è partito alla carica come un toro. Il #20 ha spinto subito senza preservare la posteriore Medium, senza attendere che arrivasse alla corretta temperatura d’esercizio nei primi due giri,  che puntualmente lo ha abbandonato da metà gara. Possiamo tranquillamente dire che questo è stato il peggior GP del Diablo da quand’è in MotoGP, benché si tratti di un settimo posto.

Takaaki Nakagami, voto: 6,5. Ci si aspettava di più dal giapponese, che complice l’assenza di Marc Marquez ha iniziato a godere di maggior supporto da parte di HRC. Dopo l’ottima prestazione di Jerez-2 e la velocità mostrata nelle Free Practice era lecito aspettarsi un Nakagami ben più vicino ai tre che si sono giocati il podio. La Honda però era tutt’altro che in forma, lui non è Marc Marquez e ci ha pure messo del suo, toppando la Q1. Takaaki è stato comunque bravo a recuperare diverse posizioni già nel primo giro, chiudere in Top10 scattando dalla 17/a casella non è mai facile. Senza quell’imprecisione in qualifica sarebbe stata un’altra gara la sua: come per Rossi, un voto in meno.

Jack Miller, voto: 6. L’australiano ha passato un fine settimana da incubo, sempre lontanissimo dalla Top10 ma tra i piloti in sella alla Desmosedici GP20 è stato l’unico che non ha demorso. Nel discorso non rientra chiaramente Bagnaia, che poverino si è fatto male subito nelle FP1. Ha passato buona parte della gara nei tubi di scarico di Dovizioso, riuscendo a passarlo solamente nel finale andando poi all’inseguimento, con successo, di Aleix Espargaro.

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Aleix Espargaro, voto: 7. Fine settimana agrodolce per il#41 che porta l’Aprilia in seconda fila, addirittura col quarto tempo. Ma è un risultato ‘drogato’ dal traino di Quartararo, che oltretutto perde le staffe. In gara Aleix tiene botta per i primi 7 giri, su 21, mettendo a ferro e fuoco ogni traiettoria per resistere agli attacchi dei rivali. Poi cala, com’è naturale che sia. La RS-GP20 è ancora acerba, il Covid-19 ne ha bloccato lo sviluppo per 5 mesi. Lui è stato bravo a crederci, usando l’astuzia quando necessario, così da dare stimoli importanti al Reparto Corse.

Andrea Dovizioso, voto: 5. C’è poco da dire, non è mai stato della partita. Pessimo sul giro secco, in difficoltà a trovare il ritmo con qualunque opzione di mescola. Non è l’Andrea Dovizioso che abbiamo conosciuto negli ultimi tre anni, i fantasmi del futuro lo stanno distraendo dal presente.

Danilo Petrucci, voto: 5. Ci mette una pezza in qualifica dopo delle libere anonime, ma in gara non ne ha: addirittura completa un solo giro sotto il minuto e 59”. Al via perde subito posizioni, venendo risucchiato dal gruppo del fondo e solo nel finale riesce a sbarazzarsi di Crutchlow. Il ternano si è detto contento per la scelta fatta in ottica 2021, ovvero di passare a KTM, ma le moto, anche quelle vincenti, non si guidano da sole.

Maverick Vinales, voto: 3. Sparisce completamente dai radar sin dalle qualifiche, dopo qualche piccolo acuto per far sentire la presenza nelle libere. In gara dura dieci giri, facendo quasi da tappo a Rossi, poi crolla definitivamente. Per vincere i mondiali serve anche la voglia di correre sopra i problemi.

Pol Espargaro, voto: 7. In gara è partito bene, ma subito nell’ombra del rookie che dovrebbe fargli da scudiero. Quando Binder ha scavalcato Quartararo ed iniziato ad allungare alla caccia di Morbidelli, Pol ha perso completamente la lucidità commettendo gravi errori di guida. Due in successione lo hanno portato all’incrocio con Zarco, che gli è costato il ritiro. Dispiace che dopo tre anni di fatiche, non sia stato lui il primo a festeggiare sul gradino più alto del podio per KTM, un po’ come successo nel 2016 per Dovizioso.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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