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Moto2, le verità del GP di Stiria: la “verde” speranza di Marco Bezzecchi

Marco Bezzecchi vince la sua prima gara in Moto2 sulla pista amica di Spielberg – dove aveva ottenuto la sua seconda vittoria di carriera in Moto3 nel 2018 con la KTM team PruestelGP. Jorge Martin ha cercato di ripetere il copione della scorsa settimana, portandosi in testa alla corsa fin dalle prime battute di gara…

24 Agosto 2020
5 min read

Marco Bezzecchi vince la sua prima gara in Moto2 sulla pista amica di Spielberg – dove aveva ottenuto la sua seconda vittoria di carriera in Moto3 nel 2018 con la KTM team PruestelGP. Jorge Martin ha cercato di ripetere il copione della scorsa settimana, portandosi in testa alla corsa fin dalle prime battute di gara e cercando di gestire il minimo gap guadagnato sul compagno Tetsuta Nagashima e sull’australiano figlio d’arte Remy Gardner. Tuttavia, l’#88 non aveva fatto i conti con l’allora suo ex rivale per la conquista del campionato del mondo Moto2 2018. Marco Bezzecchi imposta un passo velocissimo per tutti i 25 giri di gara, inanellando sempre cronometrici tra l’1.28 basso e l’1.29 basso nelle ultime fasi di gara – con annesso giro veloce in 1’28.687. L’alfiere del team Sky Racing Team VR46 – fagocitati Nagashima prima e Gardner poi – si ritrova a 5 giri dal termine a dover recuperare un gap di circa 2.1 secondi da Jorge Martin. Marco non si dà per vinto e recupera decimi dopo decimi incessantemente fino a ritrovarsi sulla coda della Kalex/KTM del talento madrileno: al tentato recupero non segue  tuttavia un tentativo di sorpasso vero e proprio. Il 22enne di Rimini passa così sotto la bandiera a scacchi in 2° posizione a pochi millesimi dall’alfiere del team KTM Ajo ma – complice una severa ma giusta applicazione del regolamento relativo al cd. “exceeding track limits” ai danni del pilota spagnolo da parte della direzione gara – si ritrova sul primo gradino del podio. Jorge Martin è relegato in 2° posizione seguito dall’ottimo Remy Gardner. Dopo un week end disastroso si rivede Tetsuta Nagashima, che chiude ai piedi del podio. Alle spalle del giapponese si piazzano il ritrovato Thomas Luthi e Xavi Vierge. 7° posizione per il leader del mondiale Luca Marini, seguito dall’inglese Jake Dixon – ex stella del BSB – e dallo spagnolo Hector Garzo – protagonista del CEV. Chiude la top ten Enea Bastianini – in difficoltà per tutto il fine settimana e probabilmente cauto dopo la botta di settimana scorsa.

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Verde speranza

Le immagini della regia internazionale mostrano come Jorge Martin – per quanto in maniera minima e impercettibile – passi con entrambe le ruote sul “verde” sul cordolo in uscita di curva 8. Lo spagnolo non sembra avvantaggiarsi ma il regolamento parla chiaro:

An infraction on the last lap that has affected a race result must indicate that the rider in question was disadvantaged by exceeding track limits. If the Stewards deem there is no clear disadvantage, the rider will be penalised with a change of position or a time penalty. This is to ensure that any rider exceeding track limits on the final lap must be in a worse position than the rider or riders with whom they are directly competing for a finish position.

Non staremo ora ad elargire giudizi sulla decisione e sull’applicazione – corretta – del regolamento da parte della direzione gara. Tuttavia, è evidente come la regola del cd. “verde” sia ad oggi ancora di difficile e non chiara comprensione da parte non solo degli spettatori ma anche da parte di molti addetti ai lavori del paddock. Settimana scorsa è stato evidente lo sconcerto di Celestino Vietti – ammesso e poi subito escluso dal parco chiuso – e del suo team. Questa settimana fa eco la rabbia di Davide Brivio – team manager della Suzuki – per l’episodio Miller-Espargaro-Oliveira con lo spagnolo che si ritrova sul verde e non viene però penalizzato, relegando il brillante Joan Mir ai piedi del podio. La pressione sulla direzione gara di tutto il motomondiale è ai massimi livelli dall’incidente Zarco-Morbidelli di settimana scorsa: la penalità inflitta al pilota francese ad alcuni è sembrata ingiusta mentre ad altri è sembrata ritardataria e non tempestiva. Gli stuart si sono resi protagonisti di una decisione controversa anche nel sabato della Moto3, penalizzando Andrea Migno con un Long Lap Penalty da scontare in gara a causa di un contatto con l’austriaco Kofler – reo tuttavia di trovarsi lento in traiettoria durante il time attack del #16. Il pilota italiano non ha gradito e ha sparato a zero su chi prende questo tipo di decisioni – additando insicurezza ed incompetenza. La direzione gara si è fatta trovare comunque prova nel valutare l’incidente in curva 3 tra Sam Lowes, Somkiat Chantra e Jorge Navarro: il #22 battezza malissimo la staccata e centra il pilota indonesiano e coinvolge il pilota spagnolo. Il gemello di Alex Lowes riceve la bandiera nera e partirà dalla pit lane nel corso del prossimo appuntamento stagionale a Misano. Il tema è inevitabilmente spinoso – tanto che è evidente d’altro canto che molto spesso la foga agonistica si scontri con la lucida razionalità degli articoli del regolamento più per concitazione del momento che per reali motivazioni. Quello che è certo è che forse la FIM dovrebbe riflettere attentamente sulla regola del cd. “exceeding track limits”: l’impressione è che ora si sia in un limbo dove le decisioni prese sono corrette a livello teorico ma non condivise del tutto dagli addetti ai lavori. Per cui, o si lascia libertà – ma in questo caso potrebbero ripetersi episodi scorretti come quello di Fernandez e Di Giannantonio a Misano – oppure si impongono regole più severe, chiare e restrittive sul modello FIA e Formula 1.

Super Canet

Al di là del risultato di domenica – una caduta nelle fasi iniziali di gara – il 21enne spagnolo di Corbera de Alcira si dimostra il rookie più promettente della stagione 2020. Il vice-campione del mondo Moto2 2019 si ritrova quasi ogni weekend a salvare il lavoro di Speed Up – quest’anno molto più in difficoltà rispetto agli anni scorsi. Complice l’inizio disastroso di Jorge Navarro – al quarto zero in cinque gare -, la poco spiegabile involuzione di Fabio Di Giannantonio – 18° al traguardo – e la mancanza di Hafizh Syahrin – ancora acciaccato dopo l’incidente di domenica scorsa – Aron Canet risulta il pilota più in palla dei quattro di Luca Boscoscuro e di Gino Borsoi. Il #44 sembra trovarsi molto meglio su questa Moto2 rispetto alla Moto3 dell’anno scorso e in sei gare colleziona cinque risultati utili – sempre in top ten – ed una strepitosa pole position. La caduta di ieri ci sta tutta, fa parte del percorso di crescita. La Moto2 è una categoria difficile per gestione delle gomme, passo gara e così via. Il buon Aron si è fatto prendere dalla foga e nel tentativo di rimanere incollato a Jorge Martin si è steso in curva 4. Certo è che se il percorso di crescita e maturazione del pilota spagnolo è quello che ci ha mostrato in queste prime sei gare del campionato, non ci stupiremmo se prima della fine della stagione salga sul gradino più alto del podio. Bravo!

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Una manciata di punti

Il weekend cupo di Luca Marini e di Enea Bastianini mantiene apertissima la lotta per la vetta della classifica piloti. Dopo sei appuntamenti archiviati – la Moto2 e la Moto3 hanno corso anche in Qatar – l’alfiere del team Sky Racing Team VR46 si trova leader con 87 punti, seguito ad 8 lunghezze da Enea Bastianini e da Jorge Martin a pari punti. Dopo l’ottima prova di Spielberg 2 risale anche il giapponese Nagashima, 4° a 68 punti, seguito da Marco Bezzecchi a 65 e da Sam Lowes a 59 punti.

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Redazione

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