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Moto3, le verità del GP di Stiria: prima vittoria per Vietti, Arenas amministra

Celestino Vietti vince il Gran Premio di Stiria dopo una lotta all’ultimo giro con Tony Arbolino. Alle spalle dei due italiani si piazza Ai Ogura – che quest’anno si conferma protagonista ad ogni appuntamento. 4° posto per un ritrovato Gabriel Rodrigo – autore anche della pole position sabato. Segue il leader sempre più assoluto del…

25 Agosto 2020
4 min read

Celestino Vietti vince il Gran Premio di Stiria dopo una lotta all’ultimo giro con Tony Arbolino. Alle spalle dei due italiani si piazza Ai Ogura – che quest’anno si conferma protagonista ad ogni appuntamento. 4° posto per un ritrovato Gabriel Rodrigo – autore anche della pole position sabato. Segue il leader sempre più assoluto del mondiale Albert Arenas che complice la caduta di John McPhee – suo primo inseguitore – balza a 106 punti totali, +40 su Ai Ogura. 6° Darryn Binder, seguito da Tatsuki Suzuki, Raul Fernandez, Stefano Nepa e Sergio Garcia. Brutta caduta per Deniz Öncü che centra il compagno di squadra Ayumu Sasaki e rotola malamente nella via di fuga. In difficoltà i due alfieri del team Leopard – Dennis Foggia è 11° mentre Jaume Masia è 14° dopo i disastri del sabato. L’Husqvarna del team di Max Biaggi sembra non trovare la giusta strada – Romano Fenati è 17° mentre Alonso Lopez è 20°.

Celestino Vietti, Sky Racing Team VR46

Celestino

Alla 29° gara in Moto3 Celestino Vietti conquista la sua prima vittoria sull’asfalto del Red Bull Ring. Sono stati rispettati i pronostici che lo vedevano come favorito numero uno per i 99.314 km austriaci: il #13 ha infatti mostrato durante il venerdì ed il sabato non solo un passo gara nettamente superiore agli avversari ma anche una buona confidenza con il giro secco. I 23 giri di domenica sono stati caratterizzati da una gara meno di gruppo rispetto alle ultime occasioni, con un gruppo finale di 8 piloti – Vietti, Arbolino, Ogura, Rodrigo, Arenas, Binder e Suzuki – e con i due italiani in fuga a giocarsi la vittoria. Il 18enne di Ciriè – vicino Torino – è al suo secondo anno in pianta stabile nel motomondiale con lo Sky Racing Team VR46, dopo 4 gare disputate – culminate con un podio a Philip Island – a fine 2018 per sostituire l’infortunato Niccolò Bulega. Il primo posto di domenica rappresenta anche uno step importante per l’Academy di Valentino Rossi, che ha accolto il talento torinese nel 2015 e lo ha accompagnato in tutte le tappe graduali di avvicinamento al mondiale – CIV e CEV. Quello che è certo è che Celestino Vietti è un pilota tosto, veloce e dalle grandi prospettive: non soffermandoci solo sui numeri – anche se in due anni e mezzo ha collezionato 1 vittoria e 6 podi – quello che colpisce è l’attitudine di Celin di tirare fuori il meglio da sè e dalla proprio KTM anche in situazioni difficili e sfavorevoli. Siamo ormai abituati a rimonte degne di nota e a sorpassi davvero geniali – come quelli che gli valsero i podi in Catalunya e a Motegi l’anno scorso. La stessa vittoria del GP di Stiria è stata figlia di una straordinaria capacità di guida del #13 di riuscire a fare la differenza nel misto recuperando lo svantaggio che derivava dall’avere una moto molto lenta sui rettilinei di Spielberg – ed in una categoria di gruppo come la Moto3 la velocità in rettilineo ed il conseguente gioco delle scie fanno davvero tanto. Con questi 25 punti Celestino balza in 4° posizione nel mondiale, distaccato di 40 lunghezze da Albert Arenas – 5° al traguardo ed in fuga iridata dopo lo zero rimediato da John McPhee.

Patatrac KTM Tech3

Il tracciato di Spielberg sembra portare ancora una volta sfortuna ad Ayumu Sasaki. Il 19enne giapponese alfiere del team KTM Tech 3 viene coinvolto incolpevolmente a 5 giri dalla fine nell’errore del suo compagno di team – Deniz Öncü. I due erano impegnati nella lotta per la vittoria quando il gemello di Can Öncü – impegnato quest’anno nel mondiale Supersport 600 con la Kawasaki del team Puccetti – battezza male la staccata di curva 1 e centra l’incolpevole giapponese. Tra i due è proprio il pilota turco ad avere la peggio: portato al centro medico per un controllo, dovrebbe essere sicuramente della partita a Misano. Per Ayumu Sasaki è il secondo weekend che non va secondo i piani: la settimana scorsa durante il Gran Premio d’Austria il #71 aveva dovuto abdicare alla lotta per la vittoria – pur essendo uno dei piloti più veloci in pista – dopo che la direzione gara lo aveva penalizzato con un Long Lap Penalty per essere andato tre volte sul verde. Anche questo fine settimana la beffa è molta poichè il 19enne di Yokosuka ha firmato il giro più veloce in gara in 1’36.103, quasi tre decimi più veloce della pole di Gabriel Rodrigo in 1’36.470.

Delusione Salac

Dopo un 8° posto in Qatar che aveva fatto sperare in una stagione da protagonista, il 18enne gioiello del motociclismo ceco si è completamente perso. Nonostante si trovi in uno dei migliori team della categoria il #12 si è ritirato nei due appuntamenti di Jerez, è arrivato 25° sull’asfalto di casa a Brno, si è nuovamente ritirato a Spielberg 1 e domenica ha chiuso in 12° posizione. Troppo poco per un pilota del suo talento e della sua prospettiva. A meno che tutti lo abbiano sopravvalutato – ma dubito – Filip Salac deve ritrovare al più presto la strada giusta.

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