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Moto2, le verità del GP di Aragòn: terremoto mondiale a -4 dal termine

Sam Lowes vince ad Aragòn. Il 30enne di Lincoln è riuscito a non commettere alcun errore – a differenza di Fabio Di Giannantonio e di Marco Bezzecchi – e a conquistare 25 punti fondamentali in ottica campionato. Enea Bastianini e Jorge Martin completano il podio. Luca Marini cade al secondo giro e perde la leadership…

19 Ottobre 2020
4 min read

Sam Lowes vince ad Aragòn. Il 30enne di Lincoln è riuscito a non commettere alcun errore – a differenza di Fabio Di Giannantonio e di Marco Bezzecchi – e a conquistare 25 punti fondamentali in ottica campionato. Enea Bastianini e Jorge Martin completano il podio. Luca Marini cade al secondo giro e perde la leadership del campionato: adesso il #10 è 3° a 5 punti da Bastianini e a 3 punti da Lowes. 4° posto per Jake Dixon, che riscatta l’amara caduta di Le Mans mentre era in testa. L’inglese riesce a sopravanzare l’australiano Remy Gardner e gli spagnolo Marcos Ramirez ed Hector Garzò. 8° posto per Joe Roberts – fresco di contratto 2021 con Italtrans. Chiudono la top ten Tetsuta Nagashima e Simone Corsi.

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Due su due

Sam Lowes si aggiudica anche il primo round di Aragon dopo avere vinto una settimana fa in Francia e si conferma sempre più uno dei maggiori pretendenti al titolo piloti 2020. In un weekend determinante per le sorti del mondiale, caratterizzato da temperature non troppo amichevoli ed un layout del tracciato molto impegnativo per la spalla destra degli pneumatici anteriori (la pista è sinistrorsa), il #22 mostra esperienza e maturità fin dai primi turni di prove, non correndo rischi eccessivi ed incappando in una sola innocua caduta. L’alfiere del team EG 0,0 Marc VdS fa segnare il miglior tempo sabato pomeriggio ed in gara non commette nessun errore – a differenza di quasi tutti i suoi avversari – passando per primo sotto la bandiera a scacchi. Per il britannico è la quarta vittoria in carriera in Moto2 (la seconda ad Aragon dopo il 2015) e soprattutto la quarta volta consecutiva in cui va a podio in questa stagione (la quinta in totale). Sam Lowes non vinceva due gare di seguito dal 2013, anno in cui aveva vinto il campionato mondiale Supersport in sella ad una Yamaha mettendosi alle spalle niente meno che Kenan Sofoglou. A differenza dei suoi giovani avversari – Bastianini, Marini, Bezzecchi e Martin -, Sam ha dalla sua parte l’esperienza e la consapevolezza di avere ritrovato velocità e soprattutto costanza. Che fosse anche veloce, già lo si sapeva da anni. Grazie a questi 25 guadagnati e complice le cadute di Marini e Bezzecchi, il #22 è secondo nel mondiale a soli 2 punti dal leader Enea Bastianini.

Enea di nuovo leader

Bravo Enea! Che dire, il #33 guadagna un 2° posto finale che vale come una vittoria (se non di più!) considerando l’andazzo del suo weekend e soprattutto le cadute del duo dello Sky Racing Team VR46. Bastianini partiva 12° in griglia e non sembrava in grado di porre in essere un passo gara che potesse permettergli di stare con il gruppo di testa. Il 23enne di Rimini è riuscito, invece, ha trovare la giusta confidenza con la moto e con l’asfalto, guadagnando subito numerose posizioni al via. A differenza dei suoi rivali italiani in campionato, ha saputo gestire le note insidie che riservavano le curve a destra del tracciato, rimontando fino alla 2° posizione, guadagnata con un sorpasso notevole su Jorge Martin all’ultimo giro di gara. Con 155 punti in totale, Enea ritorna in testa al mondiale a +2 da Lowes, a +5 da Marini e a +25 da Bezzecchi. La classifica è molto corta e tutto ancora può succedere ma quello che conta in casa Italtrans è avere ritrovato la piena brillantezza di quello che – insieme a Jorge Martin – è probabilmente il talento più cristallino e maturo della classe di mezzo. Il #33 e lì#88 mostrano a tutti di meritarsi il passaggio nella classe regina comunque vada questo finale di stagione, sarà interessante vederli l’anno prossimo in sella alla Ducati Desmosedici.

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Tutti giù per terra

Così come Le Mans, anche Aragòn si dimostra una pista insidiosa. Le condizioni atmosferiche – freddo e forte vento – rendono in questa pista sinistrorsa gli inserimenti nelle poche curve a destra – soprattutto quello in curva 2. Tralasciando la caduta al via di Jorge Navarro – un anno davvero nero per lo spagnolo di Speed Up – gli unici che si sono fatti tradire dall’asfalto del MotorLand sono stati i nostri Luca Marini, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi. Se si vuole essere buoni, l’errore di Di Giannantonio può essere giustificato dalla volontà del #21 di guadagnare un risultato positivo dopo un campionato davvero grigio in cui l’unica cosa sicuramente giusta fatta dal pilota romano sembra essere la firma del contratto con Gresini Moto2 per il 2021 e Aprilia MotoGP per il 2022. Se si vuole essere cattivi, questo è un errore che non può assolutamente permettersi un pilota che aspira a passare nella classe regina e a sobbarcarsi il peso di un progetto complesso come quello di Noale. Dolorosissimo è l’errore di Marco Bezzecchi in chiave campionato 2020. Il #72 ha gettato al vento a due giri dalla fine la sua seconda vittoria stagionale ma soprattutto la possibilità di riaprire completamente il mondiale. L’errore non è imperdonabile, considerando che il 22enne di Rimini quest’anno deve soprattutto fare esperienza e, purtroppo, è anche questo il modo in cui si fa esperienza. Bezzecchi ha comunque mostrato ancora una volta il suo enorme potenziale, che lo porta ad essere in ottica 2021 uno dei favoriti al titolo. Luca Marini si dimostra, invece, fragile e probabilmente non pronto alla vittoria del titolo e al passaggio in Moto2. Sotto pressione dopo la gara sotto tono di Le Mans, l’ex leader del mondiale perde l’anteriore della sua Kalex e butta via in un solo colpo un buon risultato e la vetta del campionato. Se continua così, i suoi rivali non gli daranno scampo.

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