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Hamilton e l’incognita 2022: “Lewis deve decidere cosa vuole dal proprio futuro”

Lewis Hamilton, alla fine, ha firmato. L’ha fatto dopo mesi di tentennamenti, voci e silenzi, e l’ha fatto con Mercedes, il marchio che gli ha permesso di riscrivere la Storia della Formula 1. Nulla di nuovo sul fronte occidentale, avrebbe detto Remarque. Il pilota più forte che decide di proseguire la propria carriera tra le fila…

11 Febbraio 2021
5 min read
Hamilton

Lewis Hamilton, alla fine, ha firmato. L’ha fatto dopo mesi di tentennamenti, voci e silenzi, e l’ha fatto con Mercedes, il marchio che gli ha permesso di riscrivere la Storia della Formula 1. Nulla di nuovo sul fronte occidentale, avrebbe detto Remarque. Il pilota più forte che decide di proseguire la propria carriera tra le fila del team più forte è un adagio che abbiamo visto ripetersi molto spesso, non scopriamo nulla di nuovo.

Hamilton
© LAT Images

Qualcuno, tuttavia, si è detto sorpreso di questo rinnovo. Sospettava non potesse arrivare, supponeva che gli stimoli di un Hamilton sempre più coinvolto in battaglie lontane da quelle tra i cordoli potessero improvvisamente mancare. Quel qualcuno è stato smentito dalle possibilità, ancora prima che dai fatti. Fossimo stati alla vigilia di una stagione come un’altra, rilevante ma non fondamentale nella vita e nella carriera del nativo di Stevenage, i discorsi su motivazioni e stimoli avrebbero potuto trovare un senso, un appiglio. All’alba di un’annata che potrebbe condurre i passi del #44 su un sentiero che mai nessuno ha finora calpestato, invece, no.

Lewis Hamilton sa di avere la mano che potrebbe consentirgli di vincere, definitivamente, la partita con la Storia. Nessuno, neppure Michael Schumacher, ha mai accarezzato con tale convinzione la possibilità di centrare l’ottavo Titolo Mondiale. Alla guida di una vettura che – al netto dei cambiamenti regolamentari – si presenterà con ogni probabilità al via della stagione vestendo i panni della grande favorita e affiancato dal più classico degli scudieri, il #44 inizia a muovere il timone in direzione di un porto al quale non si credeva neppure si potesse approdare. Non è forse questa, per un vincente come lui, una motivazione ben più che sufficiente per continuare?

© Steve Etherington
© Steve Etherington

In più, il nativo di Stevenage avrà sicuramente effettuato un’altra serie di valutazioni. Costretto a casa dal COVID-19, al #44 è difficile che sia sfuggito quanto successo durante il GP di Sakhir. Hamilton, come tutti noi, ha visto di cosa sarebbe capace George Russell a bordo della sua stessa auto. E lo ha visto al punto – voci di corridoio dicono – da chiedere di visionare la telemetria del #63 per capire come guidasse il suo connazionale all’esordio in un weekend di gara a bordo della W11. L’inglese non è uno sprovveduto, e sa bene che la prestazione del giovane Russell è stata notata anche ai piani altissimi dei palazzi del potere Mercedes: non serve dunque avere un master al MIT per ipotizzare che, in caso di partenza di Hamilton, sarebbe stato proprio il #63 a prenderne il posto al fianco di Valtteri Bottas. Con la possibilità (concreta) che Russell, smanioso di dimostrare un talento cristallino, potesse decidere di non lasciare neppure le briciole agli avversari nel proprio anno d’esordio in Mercedes, andando a conquistare un Mondiale che rischierebbe di ridimensionare – agli occhi del grande pubblico – quanto fatto dal #44 in queste ultime stagioni.

Tutto merito della macchina, si direbbe. Come alcuni dicono anche ora, dopotutto, ma dopo un’eventuale centro iridato di Russell si avrebbe la prova del fatto che un pilota diverso da Hamilton, a bordo della Mercedes, sarebbe in grado di ottenere gli stessi risultati. Mantenendo saldamente il volante della W12 tra le proprie mani, invece, il 7 volte Campione del Mondo questa prova non la offre a nessuno. E per lui il problema del possibile paragone con le prestazione di Russell svanisce così, solamente rimanendo al proprio posto per cercare di conquistare un ottavo Mondiale che lo lascerebbe solo al comando di una classifica riservata a pochi, pochissimi eletti.

Hamilton
© LAT Images

Resta da vedere, e lo dico con largo anticipo, cosa poi il #44 deciderà di fare al termine della stagione 2021 che si avvicina ormai a grandi passi. Vorrà misurarsi, in caso di Titolo, con le vetture figlie del nuovo regolamento? Vorrà inseguire, in caso di sconfitta, il record clamoroso nonostante dei valori tecnici destinati a modificarsi? Vorrà ritirarsi, da vincente e da primatista assoluto, senza correre il rischio di venire sconfitto dalle nuove generazioni, tanto di auto quanto di piloti? Oppure a prescindere dal risultato il #44 ha già deciso che quella con la W12 sarà la sua ultima stagione da protagonista del Circus della Formula 1? La risposta a queste domande, per il momento, non sembra averla tra le mani neppure il diretto interessato. 

“Abbiamo deciso insieme di prolungare per un solo anno il nostro rapporto lavorativo. Di fronte a noi c’è un nuovo regolamento che si avvicina, e per di più dovremo anche valutare quale direzione prenderà il mondo e la nostra società – ha dichiarato Toto Wolff a margine della notizia del rinnovo di Hamilton – “Quel che è certo è che Lewis deve decidere cosa vuole dal proprio futuro, ed è per questo motivo che non vorrei commentare oltre questa sua scelta. Noi, dal canto nostro, come team abbiamo bisogno di decisioni a lungo termine per quanto riguarda i piloti. Valtteri e Lewis avranno tutto il nostro supporto nel 2021, li appoggeremo in ogni modo. Dopodiché, una volta conclusa questa stagione, ci guarderemo indietro e diremo cosa ci aspettiamo dalla line-up che ci accompagnerà dal 2022 in avanti“. “Per prima cosa parleremo con Lewis e Valtteri nel rispetto dei nostri valori, della nostra lealtà e della nostra integrità come scuderia” – prosegue Wolff – “Dall’altro lato, tuttavia, i giovani piloti di questi anni rappresentano il futuro di questo sport, e dunque dovremo decidere in che modo vogliamo affrontare le stagioni che verranno“. 

Hamilton
© LAT Images

Il messaggio inviato dalla Stella a Tre Punte è chiaro: le nuove generazioni galoppano, e non è detto che tra le stelle nate in queste recenti stagioni non se ne possa trovare qualcuna destinata a brillare ancora di più di quelle che, negli ultimi anni, hanno visto il proprio talento scintillare. Il tempo che Lewis Hamilton avrà a disposizione per fare luce sul proprio futuro ancora nebuloso sarà dunque parecchio. Ma persino per lui, persino per il #44, non sarà illimitato. 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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