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Moto3, le verità del GP del Portogallo: Pedro Acosta non smette di stupire

Pedro Acosta (KTM / Red Bull KTM Ajo) vince il Gran Premio del Portogallo davanti alla coppia di italiani Dennis Foggia (Honda / Leopard Racing) ed Andrea Migno (Honda / Rivacold Snipers Team). Chiude la gara ai piedi del podio il giapponese Ayumu Sasaki, seguito da Gabriel Rodrigo – 5° -, Niccolò Antonelli – 6°…

20 Aprile 2021
4 min read

Pedro Acosta (KTM / Red Bull KTM Ajo) vince il Gran Premio del Portogallo davanti alla coppia di italiani Dennis Foggia (Honda / Leopard Racing) ed Andrea Migno (Honda / Rivacold Snipers Team). Chiude la gara ai piedi del podio il giapponese Ayumu Sasaki, seguito da Gabriel Rodrigo – 5° -, Niccolò Antonelli – 6° -, Romano Fenati – 7° – e Sergio Garcia – 8°. Chiudono la top ten Jaume Masia – colpevole di un errore nelle fasi finali della gara – e Ryusei Yamanaka. Doppio zero per i due piloti del team Petronas Sprinta Racing John McPhee e Darryn Binder.

Dennis Foggia e Pedro Acosta

Un sorpasso da campione

Se andiamo avanti di questo passo, arriveremo al Mugello o a Barcellona senza più parole per descrivere le imprese di Pedro Acosta. Il 16enne del team Red Bull KTM Ajo – infatti – conquista la sua seconda vittoria stagionale nel luna park di Portimao con un sorpasso da campione vero all’ultimo giro ai danni di Dennis Foggia. Due settimane dopo la strabiliante vittoria in Qatar partendo dalla pit-lane, il #37 mostra al mondo lucidità, gestione delle fasi di gara e soprattutto una ferocia inaudita nel prendersi ciò che vuole facendolo risultare di una facilità imbarazzante quando facile non lo è affatto. Il talento spagnolo riesce a non fare scappare l’italiano del team Leopard nel corso dell’ultimo giro – nonostante il #7 avesse mostrato un passo degno di nota per tutto il weekend – e affonda il colpo all’ultimo tornantino in curva 13 con una staccata da fuoriclasse. Anche la percorrenza della Sagres – curva 14 – e della Gulp – curva 15 – sono da prendere ed incorniciare. Consapevole della maggiore velocità della Honda, prendendosi dei grandi rischi l’alfiere della casa austriaca dà il 110% per uscire il più veloce possibile dalla percorrenza dell’ultima curvone, evitando di essere beffato in volata da Foggia. Per Pedro Acosta è il terzo podio su tre gare: con 70 punti guadagnati su 75 punti disponibili si ritrova meritatamente sempre più in testa al mondiale – complice il 20° posto di Darryn Binder e l’ennesimo errori di Jaume Masia nelle fasi finali della gara. Se il Qatar era una pista in cui le Moto3 hanno girato molto per i test stagionali, Portimao risulta essere una pista conosciuta al talento spagnolo, che ci ha corso svariate volte nel 2020 con il CEV. Tuttavia, è innegabile che Pedro Acosta sia uno di quelli forti davvero. Negli ultimi anni, il motomondiale era rimasto solo due volte così tanto estasiato per un pilota della classe minore: nel primo caso si trattava di Marc Marquez mentre nel secondo caso di Fabio Quartararo – con tanto di cambiamento del regolamento da parte della FIM per permettergli di correre non ancora 16enne. Se non si perderà per strada, il #37 ci riserverà grandi cose. Una cosa alla volta però: il mondiale Moto3 deve essere il primo passo della sua carriera se vuole confermarsi come il talento più cristallino degli ultimi anni.

Doppio podio tricolore

Pedro Acosta a parte, il terzo appuntamento stagionale ha riservato comunque un epilogo dolce per i piloti italiani con il podio di Dennis Foggia ed Andrea Migno. Il #7 del team Leopard Racing mette in cascina i primi 20 punti del suo mondiale con un weekend solido, culminato con la 2° posizione in griglia di partenza e la 2° posizione finale. Come ampiamente annunciato dal pilota romano, questa bella prestazione risulta essere il vero inizio della sua stagione: nel GP del Qatar era stato atterrato alla prima curva da Carlos Tatay mentre nel GP di Doha aveva concluso 17° fuori dalla zona punti. Quello portoghese è il sesto podio in carriera per il talento romano, alla quarta stagione in Moto3 e alla seconda con il team guidato da Christian Lundberg. I presupposti per fare bene in questo 2021 ci sono tutti – così come c’erano anche nel 2020. L’obiettivo rimane il campionato del mondo anche se con un Pedro Acosta così sarà davvero difficile.

Non è da meno Andrea Migno che dopo la pole di sabato pomeriggio conquista il suo settimo podio di carriera – il primo da Valencia 2019. Il 25enne di Cattolica pone così un ulteriore punto esclamativo sul suo buon inizio di stagione dopo il 4° posto di Doha – non contando lo zero alla prima gara a causa dell’errore di Xavier Artigas. Il passaggio da KTM ad Honda sembra avere fatto bene a Mig-16 così come l’ottimo clima presente nel team Rivacold Snipers. Finalmente – dopo alcune stagione molto opache – si rivede il buon pilota che aveva saputo vincere al Mugello nel 2017 e sfiorare la vittoria a Valencia nel 2019. Il #16 è quinto nel mondiale con 29 punti, a soli sette punti dall’amico Niccolò Antonelli, quarto a 36 punti. Speriamo che per Andrea questa stagione sia per lui quella buona per convincere qualche team della classe di mezzo a scommettere sulla sua velocità.

 

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