, ,

Neuville pasticcia con le gomme, Ogier ringrazia e sale al comando del Rally di Croazia

Generalmente, non siamo abituati a pensare alle gomme come alla discriminante fondamentale di una gara rallistica: sono sicuramente un fattore importantissimo, ma non sono molti i casi in cui esse si sono rivelate il motivo principale nel passaggio da una vittoria ad una sconfitta. Il Rally di Croazia rischia seriamente di rappresentare un’eccezione in questo senso, con…

24 Aprile 2021
3 min read

Generalmente, non siamo abituati a pensare alle gomme come alla discriminante fondamentale di una gara rallistica: sono sicuramente un fattore importantissimo, ma non sono molti i casi in cui esse si sono rivelate il motivo principale nel passaggio da una vittoria ad una sconfitta. Il Rally di Croazia rischia seriamente di rappresentare un’eccezione in questo senso, con la scelta degli pneumatici per il giro mattutino che sta, al momento, decidendo l’andamento della corsa.

Neuville pasticcia con le gomme, Ogier ringrazia e sale al comando del Rally di Croazia

Se la maggior parte dei piloti aveva infatti optato per 5 pneumatici duri, il leader della corsa Thierry Neuville ha invece scelto di portare con sé 2 gomme dure e 3 morbide, come d’altronde le altre Hyundai ufficiali: una scelta che si è rivelata disastrosa, e che lo ha costretto a cedere immediatamente la prima posizione, facendo partire un’emorragia di tempo proseguita fino all’Assistenza di metà giornata. Come se ciò non bastasse il belga ha seriamente rischiato di andare a sbattere dopo un guasto al freno a mano occorsogli lungo la PS 12, in occasione del quale ha perso ulteriore tempo.

Attenzione, però, perché la gara del #11 non è stata l’unica pesantemente influenzata dalle Pirelli. Sebastien Ogier, passato in testa con un margine rassicurante su un Neuville sceso al terzo posto, è incappato in una foratura lenta lungo la PS 13, perdendo una decina di secondi e riportando il belga nella battaglia per la vittoria. Il distacco tra i due al termine della giornata è di soli 10.4 secondi, e la presenza della PS più difficile all’interno della giornata conclusiva lascia il risultato assolutamente in bilico.

A fare il terzo incomodo in mezzo agli storici rivali, si colloca Elfyn “formichina” Evans (+6.9), autore di una prova all’insegna della costanza che gli consente di trovarsi là davanti a dare fastidio nonostante un passo leggermente meno brillante rispetto agli altri due. Penalizzato nei confronti di Neuville dalla scelta di portare 2 gomme di scorta al pomeriggio, il pilota Toyota va a concludere la giornata in una posizione che lo costringerà a dare il 100% domattina, quando dovrà portare l’attacco a Ogier difendendosi nel contempo dal rientro della Hyundai avversaria.

Elfyn Evans

Ben più tranquilla la situazione di Ott Tanak (+37.8), il quale non ha più nulla da chiedere a questa gara, se escludiamo i punti che vengono distribuiti in Power Stage: l’estone si trova infatti in terra di nessuno anche a causa di un’errata scelta gomme mattutina, comune a quella del resto del team Hyundai, che lo ha costretto a perdere tanti secondi in mattinata.

A seguire, troviamo la sorpresa del weekend: al volante della miglior Ford non c’è il pilota fisso Greensmith, bensì Adrien Fourmaux (+1:29.5), all’esordio nel Mondiale maggiore, che nella giornata di oggi ha tenuto un passo molto simile a quello dei contendenti per la vittoria rischiando anche di vincere la PS 13, in cui è stato beffato da Neuville per un secondo. Una prima uscita impressionante da parte del nuovo arrivato, che speriamo di poter rivedere più avanti in questa stagione.

Suona dunque il campanello d’allarme per Gus Greensmith (+2:23.8), che a 4 prove dal termine paga quasi un minuto a pari auto da un pilota che non aveva mai guidato una WRC Plus nel Mondiale. Un dato gravissimo, che non può essere mitigato dalla piccola differenza di età (24 contro 25) che intercorre tra i due.

Kevin Raith

Takamoto Katsuta (+2:46.5) guida alla sua maniera, alternando rischi pazzeschi a prove velocissime e portando a casa ben 2 speciali nella giornata odierna. Il ragazzo ha talento e va forte, ora è necessario trovare una costanza che allo stato attuale manca completamente.

Una foratura relega Craig Breen (+3:51.8) nel ruolo di ultimo delle WRC, ma quella dell’irlandese è soprattutto una gara all’insegna dell’apprendimento, ad anni di distanza dall’ultimo evento Mondiale corso su superficie asfaltata.

ISCRIVITI AL CANALE PER RICEVERE TUTTI GLI ARTICOLI!

Iscriviti e ricevi articoli appena sfornati. Unisciti alla community!

Iscriviti alla nostra newsletter e scopri in anteprima le notizie più importanti del mattino.

Registrandoti, accetti la nostra Informativa sulla privacy e i nostri Termini.

Michele Nicolini

Nasco in Liguria durante il GP di Spa 1998 e, come era prevedibile, dimostro fin da subito una grande passione per qualsiasi cosa abbia delle ruote e un motore indipendentemente dalla categoria. Su Fuori Traiettoria mi occupo del mondo rallistico ma non solo, occasionalmente trattando altri ambiti.

Articoli che possono interessarti

F Read More
Formula E Jeddah

4 Ruote9 Febbraio 2026

Formula E, info e orari TV dell’E-Prix di Jeddah

La Formula E torna in pista con il primo doubleheader stagionale, l’E-Prix di Jeddah, per la quarta e la quinta gara del calendario. Ecco tutte le info, e come seguirlo in TV.

I Read More
Bathurst 2026

4 Ruote8 Febbraio 2026

Info, orari, entry list e dove vederla in TV: guida alla 12 ore di Bathurst 2026

Questo weekend si correrà una delle gare endurance più importanti del pianeta, la 12 ore di Bathurst, sul circuito australiano di Mount Panorama. L’appuntamento, che aprirà la stagione 2026 dell’Intercontinental GT Challenge, vedrà un’affluenza maggiore rispetto agli anni passati. Ecco cosa sapere sulla 12 ore di Bathurst 2026 e dove seguirla in TV.

N Read More

2 Ruote6 Febbraio 2026

Nicolò Bulega pronto per la stagione WorldSBK 2026: “Quest’anno il titolo, poi il salto in MotoGP, con o senza Ducati”

Bulega punta al titolo di campione del mondo Superbike 2026 per concretizzare il suo passaggio in MotoGP, non per forza in sella ad una Ducati

Q Read More

2 Ruote3 Febbraio 2026

Questa non è una MotoGP per Razgatlioglu

Marc Marquez ha guidato la prima giornata di test a Sepang con la nuova Ducati GP26, mentre l’aerodinamica resta il tema centrale per tutti. In particolare per per Razgatlioglu condizionato, per via della propria altezza e del proprio stile di guida, dai vincoli regolamentari sulla posizione delle ali posteriori rispetto al piano della sella