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Horner: “Il pit stop lento di Max? Non lo avevamo chiamato ai box in quel giro!”

Abituati come siamo a vederli completare un pit stop in meno di 2″, siamo rimasti tutti piuttosto stupiti quando la pit crew della Red Bull ha impiegato ben 4″2 per montare le quattro Pirelli Medium sulla vettura di Max Verstappen. L’olandese, in lotta in quel momento con un Lewis Hamilton che aveva già effettuato la…

10 Maggio 2021
3 min read
Verstappen

Abituati come siamo a vederli completare un pit stop in meno di 2″, siamo rimasti tutti piuttosto stupiti quando la pit crew della Red Bull ha impiegato ben 4″2 per montare le quattro Pirelli Medium sulla vettura di Max Verstappen. L’olandese, in lotta in quel momento con un Lewis Hamilton che aveva già effettuato la propria sosta ai box, stava reagendo assieme al suo team al tentativo di undercut del team di Brackley.

© Mark Thompson / Getty Images
© Mark Thompson / Getty Images

L’impressione, osservando la diretta, è stata che la solitamente infallibile squadra di Milton Keynes si fosse fatta trovare stranamente impreparata al rientro dell’olandese. Uno dei meccanici, infatti, spunta dal garage tenendo tra le mani uno degli pneumatici quando ormai la RB16B #33 è già ferma sulla piazzola di sosta. Un passaggio a vuoto di uno dei team rivelatisi più efficaci all’interno della pit lane? Non del tutto, anzi. Come ha infatti svelato Christian Horner al termine del GP di Spagna, la confusione della pit crew è stata causata da un rientro… inaspettato di Max Verstappen. 


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Il muretto del team di Milton Keynes, infatti, aveva sì chiamato ai box l’olandese, ma lo aveva fatto per il giro successivo a quello in cui il #33 si è effettivamente fermato. Gli uomini Red Bull, insomma, si sono trovati di fronte al rientrante Verstappen con un passaggio d’anticipo rispetto a quanto previsto. “Purtroppo ci stavamo ancora preparando per il pit stop quando abbiamo visto Max arrivare in pit lane” – ha spiegato il team principal della Red Bull – “Non lo avevamo chiamato ai box in quel momento. Nel complesso quindi devo dire che la reazione della squadra è stata davvero rapida, a partire dal suo ingegnere di pista passando poi per la pit crew, che si è subito messa all’opera senza perdere ulteriore tempo. Credo che l’avere completato una sosta in poco più di 4″, date le premesse, sia stato davvero un grandissimo risultato“. 

Stando inoltre a quanto dice Horner, non è stato il pit stop lento – o la strategia diversa da quella Mercedes – a decretare la sconfitta di Max Verstappen. Semplicemente, lui dice, Hamilton e la sua Freccia Nera erano fuori portata in quel del Montmelò. “Non credo che avremmo potuto rispondere in alcun modo alla strategia Mercedes” – spiega il britannico – “In tutta onestà, bisogna togliersi il cappello di fronte a Lewis e al suo team. Erano semplicemente più veloci di noi quest’oggi, e lo dimostra la facilità con cui siano rimasti attaccati a Max nei primi due stint. Siamo stati piuttosto sorpresi dal fatto che non abbiano tentato addirittura prima l’undercut, e fino a quel momento siamo infatti riusciti a mantenere la posizione in pista”. “Max e Lewis stavano facendo una gara a sé, e questo ha permesso a Hamilton di poter praticamente avere un pit stop ‘libero’. Quando lo abbiamo visto rientrare in pista con quel set di Medium abbiamo capito che avremmo dovuto giocare sulla difensiva, e alla fine non abbiamo potuto fare altro che puntare almeno al giro veloce al termine del GP”, ha concluso Christian Horner. Che spera, ovviamente, che il GP di Monaco in programma tra due settimane possa raccontare una storia diversa rispetto a quella scritta sull’asfalto di Barcellona.

 

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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