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MotoGP, Germania: il Sachsenring secondo Brembo

Dopo un anno di assenza il Motomondiale torna in Germania, nazione che nel 1978 è stata teatro della prima vittoria nella classe di maggior cilindrata, allora la 500, di una moto con i freni Brembo: ad imporsi, sul mitico circuito da 22,835 km del Nürburgring, fu Virginio Ferrari su Suzuki RG500 del team Gallina. Oggi la 500…

16 Giugno 2021
2 min read

Dopo un anno di assenza il Motomondiale torna in Germania, nazione che nel 1978 è stata teatro della prima vittoria nella classe di maggior cilindrata, allora la 500, di una moto con i freni Brembo: ad imporsi, sul mitico circuito da 22,835 km del Nürburgring, fu Virginio Ferrari su Suzuki RG500 del team Gallina. Oggi la 500 non c’è più, sostituita nel 2002 dalla MotoGP, e il Sachsenring ha sostituito l’Inferno Verde. Non è una pista speciale solo per Brembo ma anche per Marc Marquez che in questo toboga, kartodromo all’inizio e Portimao alla fine, si è sempre esaltato: ben 10 vittorie consecutive per il #93 dal 2010 al 2019 fra 125, Moto2 e MotoGP.

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Lungo meno di 3,7 km e con sole 3 curve a destra, contro le 10 verso sinistra, il Sachsenring è la pista più corta del Motomondiale. Con un rettilineo principale di appena 700 metri è anche una delle piste in cui si sta maggiormente in piega. Secondo i tecnici Brembo, il Sachsenring rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, eguagliato da altre 8 piste.

Il Sachsenring è un circuito lento e tortuoso e questo comporta un ricorso modesto ai freni: le frenate sono solo 7 per un totale di soli 21 secondi al giro, 17 secondi in meno del circuito di Sepang. Nessuna altra pista della MotoGP richiede un utilizzo così contenuto sia in termini assoluti, che percentuali: il 26 per cento della durata totale della gara.

Solo in tre frenate si utilizza l’impianto frenante per almeno 3 secondi. In altre 3 curve invece la decelerazione non supera gli 0,8 g. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi il valore sfiora i 7 quintali e mezzo, il terzo valore più basso dopo Silverstone e Phillip Island.

Delle 7 frenate del Sachsenring solo 2 sono considerate altamente impegnative per i freni mentre 2 sono di media difficoltà e le restanti 3 sono light. La frenata alla prima curva è quella che comporta il maggior sforzo per i piloti e gli impianti frenanti: le moto ci arrivano a 290 km/h ed entrano in curva a 73 km/h dopo 252 metri di frenata. I piloti si attaccano ai freni per 5,5 secondi con un carico di 5,7 kg sulla leva e subiscono una decelerazione di 1,4 g.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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