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Hamilton investigato, Verstappen pure: è stato il #33 a causare l’irregolarità della Mercedes?

Potrebbe non essere stata decisa dai 438 millesimi che al termine del Q3 hanno separato Lewis Hamilton da Max Verstappen la qualifica del Gran Premio del Brasile (che ostinatamente mi rifiuto di chiamare GP di San Paolo). I due grandi rivali per il Mondiale 2021, attualmente separati da 19 punti in attesa di una Sprint…

13 Novembre 2021
3 min read
hamilton

Potrebbe non essere stata decisa dai 438 millesimi che al termine del Q3 hanno separato Lewis Hamilton da Max Verstappen la qualifica del Gran Premio del Brasile (che ostinatamente mi rifiuto di chiamare GP di San Paolo). I due grandi rivali per il Mondiale 2021, attualmente separati da 19 punti in attesa di una Sprint Qualifying che racconterà di un’eventuale – e ulteriore – fuga del #33 o di un riavvicinamento del #44, pendono infatti dalle labbra dei Commissari in attesa di scoprire il loro destino.

hamilton
© Sebastian Kawka

La telenovela regolamentare è iniziata ieri, quando ormai in Italia era notte inoltrata. Al termine delle qualifiche che hanno decretato la griglia di partenza della Sprint Qualifying, infatti, la FIA ha pubblicato un documento con il quale informava il mondo di una presunta irregolarità riscontrata sulla macchina #44. A finire nel mirino di Jo Bauer, storico delegato tecnico della Federazione, è stato il DRS della monoposto di Lewis Hamilton: l’ala mobile della Mercedes W12, al momento delle verifiche normalmente svolte al termine della sessione, rispettava il requisito della distanza minima ma non quello della distanza massima finendo così per violare l’articolo 3.6.3 del Regolamento Tecnico della F1. La norma prevede che, quando si utilizza il Drag Reduction System, tra il main plane dell’ala posteriore e l’elemento mobile del DRS non debbano esserci più di 85 mm di distanza. Una misura che, stando ai rilevamenti di Bauer, non era rispettata dalla Mercedes del sette volte Campione del Mondo.

Per Hamilton, consapevole di dover scontare 5 posizioni di penalità sulla griglia di partenza di domenica per avere sostituito il motore a combustione interna sulla propria monoposto, un’eventuale ulteriore infrazione avrebbe assunto le sembianze della più fredda delle docce. Senonché, a mitigare parzialmente l’apprensione del #44 per l’arrivo di un’altra penalità, ha provveduto… un tifoso dagli spalti.

È infatti grazie a un video circolato sui social nell’immediato post-qualifiche che si è potuto apprezzare come Max Verstappen, 2° al termine delle qualifiche, una volta sceso dalla sua RB16B sia letteralmente andato a toccare con mano l’ala posteriore sua e di Lewis Hamilton. Non è un mistero che la flessibilità delle ali – tanto di Mercedes quanto di Red Bull – sia stata a più riprese terreno di scontro in questa stagione 2021, e dunque il controllo svolto dal #33 non aggiunge nulla alla trama di un duello che si svolge tanto all’interno quanto all’esterno della pista.

https://twitter.com/Secteur_F1/status/1459417884405469186

Se nella dinamica della sfida Brackley – Milton Keynes l’operato dell’olandese poco conta, il gesto di Max Verstappen ha una valenza del tutto differente dal punto di vista regolamentare. L’alfiere di Red Bull, armeggiando sulle ali posteriori della Mercedes #44, secondo gli Steward avrebbe violato l’articolo 2.5.1 del Codice Sportivo Internazionale della FIA, a detta del quale “solamente i commissari designati possono entrare nel Parco Chiuso”. La norma prosegue specificando poi che Nessuna operazione, modifica, controllo o riparazione è permessa a meno che non sia autorizzata dagli stessi commissari o prevista dai regolamenti in vigore”, ed è qui che i riflettori della Federazione si sono focalizzati sul #33. La Federazione – per la gioia e la tranquillità di Mercedes – avrà infatti il compito e l’onere di verificare se sia stato proprio il controllo “homemade” effettuato da Max Verstappen ad avere causato l’irregolarità contestata a Lewis Hamilton, che nel frattempo aspetta e (come si suol dire) spera. Il sabato di Interlagos si profila interessante persino a motori spenti, non trovate?

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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